Mark’ Diary, l’ultimo film di Coda presentato a Cagliari

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Alle 21:30 di ieri sera, 20 dicembre 2018, il regista Giovanni Coda, conosciuto per il suo lavoro introspettivo e con una predisposizione all’utilizzo di una fotografia carica di significati e intensità, ha presentato il suo ultimo lungometraggio, Mark’s diary alla prima regionale a Cagliari, al Cinema Odissea.

Con questo suo ultimo progetto Coda si addentra nelle dinamiche dei sentimenti vissuti da due ragazzi omosessuali aventi gravi disabilità fisiche che impediscono di fatto la realizzazione fisica del loro amore ed è per questo motivo che il film si snoda tra due dimensioni, quella della realtà e quella onirica in cui gli innamorati abbandonano le sedie a rotelle e indossano altri corpi per sentirsi e amarsi. Anime affini che si creano uno spazio loro in cui incontrarsi senza più ostacoli. Espressione massima del desiderio di amarsi senza barriere, di qualsiasi tipo.

Intreccio tra sogno e realtà quindi quello della relazione amorosa dei due protagonisti che porta un chiaro messaggio di forte impatto emotivo ed è quello della libertà ai proprio sentimenti.

Il film si è ispirato al libro Loveability, curato da Maximiliano Ulivieri, qui nelle vesti di uno dei protagonisti, soprattutto per quanto riguarda il testo che la voce narrante utilizza come filo rosso durante lo sviluppo della storia.

Parlando con Maximiliano della sua partecipazione al film è stato immediato il desiderio di comprendere il significato che ha avuto per lui far parte della realizzazione di questo progetto:

La parte più importante è sicuramente il fatto che nel film io sono omosessuale e spesso quando parlo di diritti dico che purtroppo l’essere umano è abituato a difendere i diritti che gli appartengono e quando non lo fanno non ci fai caso. Io non sono omosessuale, sono eterosessuale, ma ho fatto questo film per difendere anche i diritti delle persone, in questo caso con disabilità, omosessuali o comunque degli omosessuali in genere perchè ritengo che poi non sia giusto piangere perchè nessuno difende i tuoi diritti quando tu ti occupi soltanto dei diritti che appartengono alle tue difficoltà. Come se il disabile dovesse difendere solo i diritti dei disabili, l’omosessuale degli omosessuali e via dicendo. Quindi la parte più importante è stata proprio questa come significato, il fatto di mostrare al pubblico il fatto che si possono difendere i diritti anche di persone che hanno difficoltà che non ti appartengono.

Dei diritti si discute spesso e mai abbastanza e il punto toccato da Maximiliano è molto importante, senza distinzione alcuna tutti dovrebbero tutelare i diritti degli altri oltre che i propri, vestire i panni dell’altro e imparare che c’è altro oltre quella che è la quotidianità individuale.

Il film di Coda veicola un messaggio profondo, rivendita uguaglianza, trasmette forza e vitalità per mostrare che non sono le differenze a creare gli ostacoli ma il modo in cui esse vengono percepite.

Da guardare con la mente aperta e con la consapevolezza che il mondo è più di quello che si è abituati a vivere.

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