Mario Ramous: la poesia che dialoga con l’arte

Il rapporto con Bologna, gli artisti che conosce rendono l'intellettuale una personalità del panorama culturale italiano

0
458
Mario Ramous
Mario Ramous

Poeta, latinista, italianista, critico d’arte e direttore editoriale: sono alcune delle attività che hanno contraddistinto Mario Ramous (Milano, 18 maggio 1924; Bologna, 8 luglio 1999). La mostra La memoria del futuro, organizzata dal Centro studi dell’intellettuale in collaborazione con Scripta Maneant Editore presenta l’uomo di cultura. L’esposizione è in programma dal 7 maggio al 4 settembre a Palazzo d’Accursio a Bologna. L’inaugurazione sarà venerdì 6 maggio alle 17.30.


Incontri ABABO ART WEEK: iniziative per ART CITY


Perché allestire una mostra di Mario Ramous a Bologna?

Matteo Lepore, sindaco di Bologna, commenta l’esposizione. «Bologna è per Ramous casa. La mostra permetterà anche ai tanti giovani di gettare uno sguardo sul passato e la storia della città. Potranno ricostruire quel periodo di grande fermento culturale e politico che qui si è respirato dopo gli anni bui del Ventennio». Il percorso espositivo è curato da Maura Pozzati e Michele Ramous Fabj e allestito in sei splendide sale delle Collezioni comunali d’Arte a Palazzo d’Accursio. Propone una continua scoperta di inediti, interessi poliedrici e instancabile ricerca di “perfezione” di Mario Ramous. Un evento, quindi, per curiosi, interessati di un tempo in cui il confronto artistico tra intellettuali permeava la quotidianità e erano la base di ogni lavoro creativo.

Alcuni pezzi da vedere

La mostra espone alcune opere d’arte di pregio appartenenti alla collezione personale di Ramous. Un disegno di Giorgio Morandi del 1915 dal titolo Piatti, segno dell’amore che il poeta e scrittore d’arte sentiva per il pittore bolognese. Infatti, gli ha dedicato uno dei testi d’arte più bello e intenso, il saggio sulle rappresentazioni grafiche del 1949. Inoltre, il grande olio Omaggio a Carpaccio di Concetto Pozzati (1964), opera che: «sancisce il passaggio dall’informale giovanile alla fase dialettica dell’ironia e della bifrontalità tipiche della pop art». Il pubblico potrà ammirare anche una tecnica mista di Rodolfo
Aricò
del 1965, Forma e campionario. Una testimonianza del sodalizio intellettuale e del comune: «amore per la grande tradizione classica che si ribalta poi nel contemporaneo». L’olio su tela di Sergio Romiti del 1949 è un’altra opera simbolo del: «rapporto profondo tra due uomini di acuta sensibilità».

Gli incontri di Ramous e le edizioni rare

In mostra ci sono anche un mobile bar con disegno di Pirro Cuniberti a testimoniare la loro amicizia e le lastre di stampa originali delle opere di Morandi e Marino Marini. Manoscritti di poesie e traduzioni, disegni pubblicitari inediti, spartiti musicali, articoli e volumi degli anni Sessanta e Settanta documentano i molteplici i linguaggi, le contaminazioni e gli incontri di Ramous. Ha conosciuto: Pietro Bonfiglioli, Pirro Cuniberti, Francesco Flora, Marino Marini, Concetto Pozzati, Sergio Romiti, Gianni Scalia, Emilio Scanavino, Mario Sironi, Adriano Spatola. Sono inoltre esposte edizioni a tiratura limitata, di cui Mario è curatore e autore: Il libro delle odi. Versioni da Orazio (1962). L’esposizione presenta dodici litografie di Bruno Cassinari, e Programma n° (1966) con poesie del letterato e sei litografie di Emilio Scanavino.

Archivio21. Poesie 4660/29

L’evento celebrativo si è figurato come occasione imperdibile per la pubblicazione di alcune poesie inedite di Ramous, trovate da Michele Ramous Fabj. Sono opere confluite nel volume edito da Scripta Maneant Archivio21. Poesie 4660/29. Per omaggiare una vita professionale in costante dialogo con l’arte, i componimenti inediti sono corredate da disegni di Concetto Pozzati. Le raffigurazioni scelte e selezionati dalla co-curatrice della mostra Maura Pozzati sono accompagnate da un testo a cura del poeta Giovanni Infelíse. Nel periodo di apertura dell’esposizione la pubblicazione è disponibile al bookshop delle Collezioni Comunali d’Arte. L’iniziativa nasce dunque dal desiderio del figlio di raccontare la molteplicità degli
interessi del padre, la sua costante attività di ricerca e studio e la sua pulsante propensione al confronto coi contemporanei.

Le poesie di Ramous pubblicate dal figlio

«Ecco, la mostra, oggi, vuole fare incontrare nuovamente vecchi amici, vuol provare a raccontare quegli anni a chi non li ha vissuti. Intende restituire i tanti aspetti di Mario Ramous e degli intellettuali che hanno illuminato Bologna per un’intensa stagione. Getta uno sguardo sul passato nella consapevolezza che la memoria è ciò che ci permette di costruire il futuro». Il progetto espositivo è accompagnato da un omonimo catalogo pubblicato da Scripta Maneant Editore che illustra su carta quanto presentato in mostra. Inoltre, ne addiziona elementi, sia testuali che visuali, offrendo ulteriori elementi di arricchimento.

L’archivio Ramous donato al Comune di Bologna

Il volume contiene le introduzioni di Matteo Lepore e Roberto Grandi, testi a firma di Michele Ramous Fabj, Vittorio Boarini, Maura Pozzati, Alberto Bertoni, Federico Condello, Giovanni Infelíse, Gianfranco Tortorelli, Paolo Pullega. Gianni Grandi ha curato le illustrazioni con una nuova campagna fotografica. I documenti riprodotti sono conservati alla Biblioteca di Casa Carducci a Bologna, destinataria di un ricco fondo contenente l’archivio personale
di Ramous. Gli eredi Ada Valeria Fabj e Michele Ramous Fabj l’hanno donata al Comune di Bologna.

I partners della mostra

Sono numerosi i partners del complesso progetto culturale che hanno contribuito a portare alla luce il connubio di Memoria e Arte. La mostra è sostenuta dal Comune di Bologna, Dipartimento Cultura, Sport e Promozione della Città con la collaborazione di Archivio Concetto Pozzati, Casa Carducci, Biblioteche di Bologna, Istituzione Bologna Musei e Musei
Civici d’Arte Antica. Si avvale anche della media partnership di la Repubblica e è inserita nell’ambito di ART CITY Bologna 2022.

Le visite guidate alla mostra di Mario Ramous

Durante il periodo di apertura della mostra, è possibile fruire di un calendario di visite guidate:
21 maggio alle 17 Michele Ramous Fabj accompagnerà il pubblico tra le opere in esposizione,
2 giugno alle 17.30 sempre col figlio del poeta,
23 giugno alle 17.30 con l’erede,
7 luglio alle 17.30 in compagnia del discendente del letterato,
21 luglio alle 17.30 con il congiunto del Direttore editoriale.
25 agosto alle 17.30 la visita sarà a cura di Paolo Cova e avrà il titolo Il mito: alle opere delle Collezioni
Comunali d’Arte alle trascrizioni di Mario Ramous
.
Infine, il 4 settembre alle 17.30 è in programma il finissage con visita a cura di Michele Ramous Fabj.

Una giornata di studio su Mario Ramous

Il Centro studi Mario Ramous organizza un importante appuntamento di approfondimento correlato alla mostra, la giornata di studio Prima e dopo la critica. L’appuntamento è venerdì 18 maggio, giorno di nascita dello studioso, alle 10 alla Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio. Un lungo itinerario nella cultura italiana del Novecento. Intervengono: Alberto Bertoni, Francesco Citti, Marina Della Bella, Ivano Dionigi, Silvia Evangelisti, Roberto Grandi, Giovanni Infelíse, Gian Ruggero Manzoni. Presenteranno i propri studi anche: Daniele Pellacani, Paolo Pullega, Maura Pozzati, Michele Ramous Fabj, Carlo Alberto Sitta, Gianfranco Tortorelli, Paolo Valesio. L’ingresso è libero senza prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Immagine da cartella stampa.