Mario Draghi al Quirinale: l’endorsement della stampa straniera

Tre agenzie estere appoggiano la candidatura del premier al Colle

0
210

Da Palazzo Chigi al Quirinale: il destino di Mario Draghi potrebbe essere questo. E nel dibattito tra “Draghi si” e “Draghi no” è entrata anche la stampa straniera, la quale ha espresso la propria opinione sulla questione. L’Agenzia ANSA segnala ben tre testate, di grande rilevanza soprattutto in ambito economico, che hanno esposto la loro versione dei fatti. I tre organi sono allineati sul fronte del “si”, non nascondendo il desiderio di vedere l’ex presidente della BCE di diventare Capo dello Stato.

La stampa estera vuole Mario Draghi al Quirinale?

Tra i giornali stranieri che tifano per Draghi come successore di Sergio Mattarella c’è il Financial Times. In un lungo editoriale il quotidiano economico londinese indica la situazione italiana come un dilemma: è meglio lasciare Mario al governo, o portarlo al Colle? La nota testata gli riconosce i successi ottenuti da premier, dalla campagna vaccinale alla crescita economica, che si attesta sul 6%. Draghi ha ottenuto la fiducia dei mercati, ma un’eventuale elezione turbolenta potrebbe minarla. In caso di successo, però, l’ex capo della Banca Centrale Europea diventerebbe il faro per gli esecutivi che verranno, per mantenerli sulla “buona strada” delle riforme. Bloomberg, la celebre agenzia che parla di economia, è sulla stessa lunghezza d’onda di FT. Anche gli americani riconoscono i suoi meriti da premier, e vedono in lui un Capo dello Stato autorevole. La testata sottolinea come il Presidente abbia più potere di quel che si pensa, in quanto la sua figura può fare la differenza tra mettere l’Italia in buona luce o in quella cattiva agli occhi dei sacrosanti mercati finanziari. Infine sconsiglia al buon Mario di candidarsi alle elezioni del 2023, per evitare di finire nel “tritacarne” della lotta tra i partiti. Esiste un precedente in tal senso, quello di Mario Monti. Nel 2011 l’economista divenne capo di un “governo tecnico”, e sembrava pronto per il Colle. Ma il Professore preferì candidarsi alle elezioni del 2013 con un proprio partito, Scelta Civica. Ma in cambio ricevette un sacco di bastonate.

Lo strano endorsement francese

Concludiamo la panoramica con il giornale francese Les Echos, il quale ha pubblicato un editoriale a tema. Anche qui è un elogio alle sue imprese politiche, esattamente come per i media di lingua inglese. Per i francesi, Draghi realizzerà il sogno di una vita, ma rischia di dover interrompere prematuramente il suo percorso di governo. Secondo loro c’è il rischio concreto che la “stagione delle riforme” possa interrompersi prematuramente, specie se a Palazzo Chigi dovesse insediarsi un nome non all’altezza del suo. Per questo motivo, l’autore dell’editoriale auspica che Draghi “trasformi la funzione presidenziale per darle un ruolo più attivo, nei limiti della legge fondamentale“. Un invito al presidenzialismo?


Quirinale: atteso il primo voto per elezione del Presidente