Si è spenta a Roma Marina Ripa di Meana, personaggio televisivo impegnata anche in politica e nella scrittura. Un tumore, con il quale aveva imparato a convivere da parecchi anni – come ella stessa aveva raccontato nel salotto di Barbara D’Urso – se l’è portata via.

Marina nasce nel 1941 a Reggio Calabria e qui trascorre la sua giovinezza fino a quando non inizia a lavorare come stilista in un atelier d’alta moda a Roma, nella centralissima Piazza di Spagna, insieme all’amica Paola Ruffo di Calabria, diventata poi moglie di Alberto II e regina del Belgio dal 1993 al 2013. Nel 1964 sposa Alessandro Lante della Rovere, aristocratico in vista nella Roma degli Anni Sessanta. Dal matrimonio nasce Lucrezia, oggi attrice. Ottenuto il divorzio dal primo marito, sposa in seconde nozze il marchese Carlo Ripa di Meana. 

Negli anni settanta comincia a frequentare la televisione e il salotto di Maurizio Costanzo: celebre rimarrà – nella storia della televisione – l’episodio in cui Marina lancia una torta in faccia al giornalista, durante la trasmissione Grand’Italia. Sono gli anni in cui Marina raccoglie anche tutti i fermenti dei salotti culturali romani tanto che stringerà amicizia con Alberto Moravia – testimone alle sue seconde nozze – e stringerà una relazione con il pittore Franco Angeli. Conobbe anche Pier Paolo Pasolini, Goffredo Parise e fu vicina agli artisti della Scuola di Piazza del Popolo.

Originale, estrosa, anticonformista, dalla battuta sempre pronta e arguta, Marina Ripa di Meana, fece furore in libreria con il suo “I miei primi quarant’anni”, libro autobiografico nel quale mette a nudo tutta sé stessa e le esperienze sopra le righe. Nelle sue pagine infatti, racconta della tormentata relazione con il pittore Franco Angeli e di come lei fu costretta a prostituirsi per procurargli la cocaina. Fu un best – seller, tanto che Carlo Vanzina ne fece un film con protagonista Carol Alt. Forte del successo in libreria, si cimentò di nuovo nella scrittura con “La più bella del reame” e stavolta toccò a Cesare Ferrario farne un film sempre con Carol Alt. Scrisse anche altri libri autobiografici, romanzi gialli e sentimentali.

Nota anche per il suo impegno animalista, fece ancora una volta parlare di sé quando posò completamente nuda, con i peli pubici in evidenza e lo slogan “L’unica pelliccia che non mi vergogno di indossare”. La campagna di sensibilizzazione fu realizzata per l’IFAW, International Fund for Animal Welfare, di cui nel 1995 divenne ambasciatrice in Italia.

Abbracciò anche altre cause sociali, contro le corride, gli esperimenti nucleari francesi a Mururoa, contro la chiusura dell’Ospedale San Giacomo di Roma.

Più recentemente in tv, poco prima di ritirarsi per motivi di salute, aveva partecipato al reality “La fattoria”, condotto da Paola Perego e a una puntata della fiction “I Cesaroni”.

Significativo il suo impegno politico: amica e confidente di Bettino Craxi, fu vicina all’esponente del Partito Socialista Italiano anche durante la latitanza ad Hammamet. Salì alla ribalta nazionale – con evidente polemica – la notizia di Craxi che in visita ufficiale in Cina, portò con sé, sull’aereo dello Stato, anche la Ripa di Meana con il consorte. Ancora una volta lasciò dietro di sé una scia di polemiche per la direzione del film Cattive ragazze (protagonista Eva Grimaldi) perchè ricevette un supporto finanziario pubblico proprio grazie a Craxi.

A Piazza Pulita (La7) affermò di essere una pensionata a soli 700 euro al mese, in una trasmissione dedicata alla casta e ai vitalizi.

 

Solo qualche mese fa aveva partecipato a Pomeriggio 5 mostrandosi al pubblico con il volto sfigurato per la terapia che stava seguendo, ancora una volta per sensibilizzare il pubblico di fronte alla scienza e alla ricerca che impegnano uomini e risorse per la lotta al cancro.

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