Maria di Magdala: progetto culturale e turistico forlinese

La mostra riporta l'attenzione sulla città di Forlì e il suo essere un centro di cultura

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Maria di Magdala
L'esposizione a Forlì. Credits: Emanuele Rambaldi

Aperta al pubblico da ieri, 27 marzo, la mostra che indaga una figura femminile unica nella storia dell’arte: Maria di Magdala. L’evento è organizzato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con l’amministrazione comunale. Un’iniziativa che porta l’attenzione sulla città e la sua capacità di promuovere la cultura. Prosegue fino al 10 luglio.


Ai Musei San Domenico il mito di Maddalena


Cosa rappresenta per Forlì la mostra su Maria di Magdala?

Con oltre 200 opere che restituiscono rappresentazioni iconografiche della donna definita apostola degli apostoli, la sede di San Domenico torna protagonista del panorama espositivo nazionale. Quindi, un grande evento che testimonia come Forlì
abbia reagito ai lunghi mesi di restrizioni e isolamento con coraggio e rinnovata speranza. Ha fatto della cultura uno stimolo per ideare nuovi momenti di partecipazione e di condivisione e tracciare importanti prospettive di crescita della comunità. Il Sindaco della città, Gian Luca Zattini, parla della mostra. “L’inedita impresa espositiva contribuisce ulteriormente
a qualificare Forlì come una tra le maggiori capitali della cultura italiana. Ciò è dovuto al valore scientifico che sempre ha contraddistinto le mostre organizzate dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Una qualità garantita dalla sapiente direzione di Gianfranco Brunelli, affiancato da prestigiosi curatori e un competente Comitato scientifico”.

Maddalena. Il mistero e l’immagine

Il percorso si snoda dall’antico al Novecento, attraverso i più grandi artisti di ogni epoca, con nomi quali Masaccio, Perugino, Tiziano, Antonio Canova. Racconta chi era la Maddalena, perché si è generata e sviluppata la straordinaria sequenza di rappresentazioni che hanno portato alla costruzione della sua affascinante e misteriosa sfaccettata identità. Un insieme di opere di pittura e scultura, miniature, arazzi, argenti e incisioni che esprime la forza di una produzione culturale che rappresenta un vanto per Forlì.

Forlì e la valorizzazione del patrimonio

L’amministratore parla dei progetti per la comunità. “Siamo impegnati con estrema determinazione a cesellare il profilo di Forlì, secondo i tratti di una città d’arte e cultura. Innumerevoli sono i progetti in fase di realizzazione in programma, il recupero della Rocca di Ravaldino e Villa Saffi, la riqualificazione di Palazzo Albertini. Intendiamo anche ampliare la sede museale del San Domenico e creare il Giardino dei Musei, la cui apertura è annunciata proprio in occasione di questa mostra. Tutte azioni che, accanto alle grandi mostre ideate dalla Fondazione, concorrono a descrivere il sistema culturale e turistico forlivese come una meta di interesse”.

In modello culturale di Forlì

Con la mostra sul mistero e l’immagine della Maddalena la Fondazione propone la diciassettesima consecutiva grande esposizione. Un risultato straordinario perché sono poche le realtà che negli anni contrassegnati dalla pandemia hanno avuto la forza di portare avanti progetti culturali d’alto profilo. L’istituzione è riuscita a raccogliere l’apprezzamento della critica e vincere la comprensibile ritrosia del pubblico a tornare a frequentare i musei. Il Presidente della Fondazione, Maurizio Gardini, parla dell’iniziativa. “Il gruppo di lavoro delle mostre ha acquisito credibilità presso i maggiori musei del mondo. Le realtà sono sempre pronte a assicurare i propri prestiti. Il pubblico considera la città una tappa obbligata nel programma delle visite annuali. Il “modello Forlì” si differenzia per l’originalità con cui riesce a presentare la città e la Romagna per interpretare i movimenti artistici nazionali e internazionali”.

Maria di Magdala e la donna nella società

Su salde radici prospettiche la Fondazione ha saputo ampliare il proprio campo di esplorazione al tema della “ricerca”
attraverso tre figure iconiche. Ha quindi proposto un’esposizione su Ulisse, studio la ragione fino ai suoi limiti, Dante, e quindi dell’aspirazione alla bellezza attraverso l’arte e la poesia. Infine, Maddalena, e quindi del mistero dell’amore come forma di intelletto di Dio. Si tratta di un percorso che non consente una comprensione nuova e migliore della sua
immagine attraverso tutte le declinazioni e interpretazioni nello scorrere dei secoli. Stimola poi un’indagine del tutto originale sulla figura della donna nel tempo, sul suo ruolo sociale e sulla sua affermazione come elemento cardine della società.
Riflessione che non pertiene solo alle mostre, ma al lavoro culturale più complessivo che la Fondazione conduce quotidianamente insieme ai suoi partner.