Il 10 Luglio 1871 nacque lo straordinario scrittore Marcel Proust

Marcel Proust nacque il 10 luglio 1871 a Auteuil, periferia di Parigi. Il padre fu Adrien Proust, medico di fama internazionale e la madre invece fu Jeanne Weil esponente della borghesia israelita. Marcel crebbe in una famiglia intellettuale e benestante ma fu sempre affaticato da una malferma e flebile salute, oppresso da problemi respiratori sin dalla più tenera età. Proust si diplomò al Liceo Classico “Condorcet”. Frequentò la facoltà di diritto e scienze politiche ma conscio di appartenere alla bellezza dell’arte e delle scienze umane iniziò a partecipare agli incontri e ai dibattiti nei grandi salotti letterari ed artistici. Incontrò scrittori raffinati come Valéry e Gide; coltivò l’amore per la letteratura e per la poesia e fiero delle sue ambizioni si lasciò incantare dalla magia della scrittura. Proust si sentì sempre a suo agio nei salotti della mondanità francese, amò sempre la letteratura e i classici e fu un assiduo frequentatore di biblioteche e musei. Conobbe gli ambienti dell’alta società parigina e molti giovani artisti della sua generazione e proprio con questi giovani, artisti e amici, diede alla luce la rivista letteraria Le Banquet.

Proust iniziò la stesura della sua prima opera nel 1896, l’opera in questione è Jean Santeuil poi pubblicata postuma. Il libro probabilmente fu il vero preludio della Recherche; inoltre Proust fu amante e ammiratore dell’artista e critico d’arte Ruskin. Marcel Proust perse il padre nel 1903 e dopo soli due anni anche la madre. La perdita della madre fu un evento tragico che lo colpì profondamente. Questo lutto divenne un motore fondamentale della scrittura proustiana: iniziò un nuovo ritmo di vita, dormì di giorno e scrivendo di notte, si allontanò dalla vita mondana e non nascose più la sua omosessualità. L’unica sua occupazione fu la scrittura e difatti si dedicò esclusivamente alla stesura della monumentale opera Alla ricerca del tempo perduto. Marcel Proust trascorse gli ultimi anni della sua vita immerso nella scrittura e tra le sofferenze fisiche ed esistenziali. Morì il 18 Novembre 1922.

Le opere

L’opera I piaceri e i giorni risale al 1896, nel 1919 pubblicò Pastiches et mélanges, una raccolta di riflessioni e racconti concernenti famosi scrittori come Balzac o Flaubert. Dal 1907 al 1922 Proust si dedicò alla stesura del capolavoro Alla ricerca del tempo perduto. Il masterpiece di Marcel Proust si compone di sette romanzi: Dalla parte di Swann (1913) suddiviso in tre sezioni “Combray”, “Un amore di Swann”, “Nomi di paesi: Il nome”; All’ombra delle fanciulle in fiore (1918), suddiviso in due sezioni “Nel giro della Signora Swann” e “Nomi di paesi: il paese”; I Guermantes (1920/1921); Sodoma e Gomorra (1921/1922); La Prigioniera (1923); Albertina scomparsa o la fuggitiva (1925); Il tempo ritrovato (1927). 

Proust e il tempo

L’immagine più veritiera ed autentica, quella che più di ogni altra può restituire l’essenza di Marcel Proust è quella di un uomo tutto assorbito in un libro. Uomo e opera, scrittore e individuo che si è risolto interamente nella sua opera letteraria. Alla ricerca del tempo perduto è il libro monumentale che ha invaso la vita di Proust. Lo scrittore parigino si domandò dove potesse finire il tempo e dove potesse coglierlo nuovamente; la scrittura riuscì a risollevarlo dagli spasimi della ricerca e il libro rappresenta la raccolta del tempo perduto e la trasformazione in tempo ritrovato. Il romanzo proustiano ci ha mostrato due vie per salvaguardare e condensare il tempo. La prima è la via della scrittura, quella laboriosa e metodica: è l’intelletto che attraverso la memoria torna indietro nel tempo e ricostruisce, ricorda, elabora e riporta tutte le cose alla luce attraverso la mano che scrive. Un libro è l’ancoraggio del tempo, nei libri si condensa il tempo. L’altra esperienza di salvazione del tempo è la sensibilità dell’uomo. In che senso? Un sapore, un odore, un suono colpiscono l’uomo e lo riportano indietro nel tempo: è l’effetto impressionante che attraversa una infilata di anni e fa risorgere il passato puro.

Proust ci ha lasciato un retaggio preziosissimo: le tracce con cui recuperare il tempo. Queste tracce, segni indelebili, sono la scrittura e la sensibilità. Quello che noi siamo è memoria e se noi perdessimo i ricordi e quindi il nostro tempo non avremmo via di scampo.

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