Domenica 26 maggio si è svolta a Tiriolo (Cz), la presentazione del libro di Manuel Sirianni – Il bambino irraggiungibile, edito da Bompiani – un ragazzo autistico di soli 18 anni che, attraverso la tastiera di un pc, ha deciso di raccontare la sua incredibile storia. L’iniziativa, fortemente voluta dalle Associazioni Consolidal Sezione Tiriolo, Pro Loco Tiriolo Terra dei Feaci e dall’Associazione Culturale Teura, ha commosso i numerosi presenti lasciando un segno di speranza e una gran voglia di riscatto.

La sfida di Manuel

Manuel nelle sue pagine ha cercato di abbattere ogni pregiudizio verso l’autismo, ha cercato di far arrivare ai “normali”, come lui stesso più volte li definisce, i suoi pensieri e le sue emozioni. La sua storia inizia a soli 18 mesi di vita quando, nonostante le prime parole già pronunciate, improvvisamente non riesce più a comunicare chiudendosi “nell’infinito silenzio”. All’età di nove anni però, dopo grandi difficoltà, qualcosa finalmente cambia: inizia a parlare con il mondo attraverso la tastiera di un computer, scoprendo che la scrittura è la sua unica libertà. A fianco a lui la costante presenza dei genitori, Oceania e Franco, che quotidianamente lo hanno sostenuto senza mai scoraggiarsi, soprattutto quando nelle loro vite arriva il fratellino Daniel, anche lui autistico. Nonostante le difficoltà che la vita mette dinnanzi a loro, Oceania e Franco continuano ad avere un ruolo fondamentale e determinante nella vita dei due fratellini.

Le presenze fondamentali nella vita di Manuel

A partire da sinistra: la madre di Manue, Oceania Paone; Manuel Sirianni e la docente Tonia Brancia.
A partire da sinistra: Oceania Paone, Manuel Sirianni, Tonia Brancia

La svolta della vita di Manuel inizia soprattutto grazie ad una serie di incontri. Prima fra tutte la logopedista Riccarda Alcaro, presenza costante che ha segnato la vita del ragazzo: <<una figura autorevole che esigeva ascolto, ma ti ascoltava anche senza parole>>. Ed è proprio lei a consigliare alla famiglia di praticare il metodo di “comunicazione facilitata”, metodo che con il passare del tempo si rivela efficace.

Oltre alla madre Oceania e alla logopedista R. Alcaro che, con grande orgoglio, hanno raccontato la storia di Manuel, nel corso dell’evento sono intervenuti anche Tonia Brancia e Paolo Rosi, due docenti che con amore hanno camminato di fianco a Manuel, giorno dopo giorno, aiutandolo a sentirsi vivo, a sentirsi partecipe del mondo come tutti i ragazzi della sua età.

<<Non parlare vuol dire essere anime imprigionate nel proprio pensiero. Non significa non capire, ma al contrario, capire più degli altri e non poterlo urlare>>.

Tutte queste figure importanti attorno a Manuel lo hanno aiutato ad urlare, a dare una forma ai suoi pensieri; a far conoscere la sua storia a tantissime persone che, purtroppo, ancora oggi credono che essere autistici voglia dire in qualche modo essere “non pensanti”. Manuel con tenerezza dimostra che in lui c’è un’incredibile voglia di vivere la vita con gioia, insegnando agli altri quanto sia importante sentirsi liberi di essere, abbattendo ogni pregiudizio verso il prossimo.

Quello che Manuel vuole insegnare a ciascuno di noi

“Il bambino irraggiungibile” non è solo un  libro, ma un’esperienza bellissima. Nel suo libro Manuel ci prende per mano percorrendo insieme, passo dopo passo, gli anni difficili della sua vita fino a raggiungere il suo cuore; lì dove sono custoditi i sogni, le speranze, gli affetti, la gratitudine verso la vita che, seppur difficile, è “un dono” e come tale dev’essere amata e vissuta fino in fondo.

Incontrare Manuel fa riflettere e ci interroga su quante volte noi non siamo capaci di comunicare con il prossimo; ci fa capire soprattutto di quanto sia importante accogliere l’altro così com’è. Diverse volte infatti, nel corso dell’evento, si è fatto presente il modo in cui nella società odierna vi è un pensiero distorto che inganna, facendoci credere che l’importanza di una persona debba essere determinata dalla sua provenienza o dalla sua cultura – come ad esempio lo slogan “prima gli italiani” – dimenticandoci che in realtà, prima di tutto, dovrebbero esserci le PERSONE, a prescindere dal loro status sociale e dalla loro provenienza.

Davanti alla storia commovente di Manuel, tutti dovremmo chiedere scusa per le volte in cui abbiamo giudicato qualcuno senza ascoltarne il cuore; dovremmo scusarci se, anche solo una volta, abbiamo pensato presuntuosamente che fosse inutile confrontarsi con un ragazzo autistico; se, come spesso capita, non siamo stati umili davanti al prossimo.

Dopo aver incontrato Manuel si ritorna a casa arricchiti e grati perché, senza dire parole, “il bambino irraggiungibile” ha urlato a tutti presenti: <<LOTTATE, non mollate, non vi arrendete alle tristezze, cercate la gioia di ogni momento, i piccoli istanti di piacere, di serenità del cuore: questo è il segreto della felicità>>.

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