Verrà presentato oggi in Senato il maxiemendamento alla manovra, dopo una lunga fase di negoziati con la Commissione europea, che ha evitato all’Italia la dolorosa procedura di infrazione per debito eccessivo.

Numerose sono le novità rispetto alla nota di aggiornamento del Def presentata a Ottobre.

Rapporto deficit/Pil

Dal 2,4% iniziale dovrebbe scendere al 2,04%, per un taglio di quasi 7 miliardi.

Tagli alle pensioni d’oro

Il taglio, valido a partire dal 2019 per 5 anni, sarà del 15% per i redditi compresi tra i 100 mila e 130mila euro lordi e arriverà al 40% per quelle superiori ai 500mila euro. 

Stop adeguamento al costo della vita delle pensioni oltre i 1500 euro

L’indicizzazione piena ci sarà solo per le pensioni fino a 1.522 euro, dopo di che saranno previste sei fasce di tagli, fino ad un taglio del 60% per gli assegni oltre i 4566 euro.

Blocco assunzioni per la P.A.

100 milioni di risparmi per il congelamento delle assunzioni a tempo indeterminato per Presidenza del Consiglio, ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali e università. La misura sarà valida fino al 15 novembre 2019.

Web tax

Applicata ai soggetti che “hanno un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a 750 milioni e che hanno un ammontare di ricavi derivanti dalla prestazione di servizi digitali non inferiore a 5,5mln di euro”.

Piano di dismissioni immobiliari

Dovrebbe essere messo a punto entro il 30 aprile 2019, per un introito di 950 milioni nel 2019 e altri 150 tra il 2020 e il 2021. Il piano riguarderà le “modalità di valorizzazione di beni” dello Stato, della Difesa, e delle altre pubbliche amministrazioni.

Ecotassa, ecosconto, ecobonus

Il primo valido per chi compra auto elettriche, l’ecotassa per l’acquisto di veicoli più inquinanti, e infine l’ecobonus per l’acquisto di un motorino elettrico o ibrido.

Aumento dell’Iva come clausola di salvaguardia

Aumenti Iva per 23 miliardi nel 2020 e quasi 29 (28,75) nel 2021 e nel 2022. Secondo il Codacons questo comporterebbe un aggravio annuo di circa 1200 euro per le famiglie, senza contare “gli effetti indiretti che scateneranno rincari a cascata in tutti i settori”.

Taglio di 2,7 miliardi per quota 100 e 1,9 miliardi per il reddito di cittadinanza.

Tagli che alimentano i dubbi sull’effettiva platea dei beneficiari e soprattutto sull’ammontare dell’assegno del reddito di cittadinanza, tanto che sui social non si placano le polemiche degli stessi elettori di M5S e Lega, che parlano di promesse tradite.

Luigi di Maio, ai microfoni di Radio Capital, si dice contento di aver evitato la procedura d’infrazione e afferma convinto: “Sul balcone ci risalirei domani”, riferendosi all’esultanza sul balcone di Palazzo Chigi del 27 settembre dei ministri 5 Stelle, dopo l’accordo raggiunto con la Lega sulla manovra.

Sui social pubblica infatti una foto di una lista, a mò di spesa, di promesse fatte e (per ora sulla carta) mantenute, suscitando l’ilarità di molti utenti (“d’altronde lo avevano detto, ogni promessa è debito”).

Non si placano, però, le polemiche dell’opposizione che, oltre a contestare i contenuti della nuova manovra economica e la questione di fiducia che verrà posta, contesta il fatto che la Commissione Bilancio del Senato non abbia potuto svolgere il proprio lavoro, in quanto la maggioranza ha votato un calendario che prevede l’immediata discussione in Aula.

Ad intervenire, tra i tanti, c’è anche Emma Bonino, che si dichiara tentata di non partecipare al voto, in quanto il Parlamento sarebbe stato “esautorato, umiliato e ridotto alla farsa”.

Alle 22 sono previste le dichiarazioni di voto e alle 23 il voto di fiducia che terminerà intorno alla mezzanotte.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here