Mano di Irulegi: il testo inciso è vascon, proto-basco

Il reperto archeologico è importante perché ci sono incise la parole in proto-basco. Una è "sorioneku"

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Mano di Irulegi
Un primo piano della 'Mano di Irulegi', AFP

La Mano di Irulegi, un foglio in bronzo rinvenuto negli scavi a Sud-Est di Pamplona contiene un testo in proto-basco. Il reperto si trovava tra le rovine di un castello in Navarra a giugno 2021, ma solo di recente gli studiosi hanno individuato una delle parole incise. La somiglianza con l’attuale lingua regionale ha permesso di comprendere un termine usato dai Vasconi. Era la tribù che abitava la Spagna settentrionale e finora erano ritenuti analfabeti.


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Qual era la funzione della Mano di Irulegi?

Il reperto è in bronzo e piatto e rappresenta un arto umano a grandezza naturale con incisioni. Stando all’interpretazione degli studiosi, era appeso alla porta di un’abitazione e aveva funzione apotropaica, quindi di allontanare le entità malevole dalla casa.

I Vasconi

I Vasconi vivevano in Navarra prima dell’arrivo dei Romani. Il loro nome deriva da basco o, forse, dalla città di Bascunes, nei pressi di Pamplona. Dopo la guerre contro i Cartaginesi nel II secolo a.C., l’esercito latino raggiunse la zona e ci furono tensioni con gli abitanti. Quindi la convivenza era basata su taciti accordi per cui le genti del luogo in cambio dell’autonomia non interferivano nelle attività commerciali. Inoltre, i gruppi provenienti dall’Africa settentrionale utilizzavano liberamente coste e porti della Guipúzcoa e della Vizcaya per trasportare merci verso la Gallia del Nord. La capitale della Navarra fu costruita nel 75 a.C. da Pompeo Magno a partire dal villaggio di Iruna.

Il testo della Mano di Irulegi

Sono cinque le parole incise sul manufatto in vascon, la lingua parlata dagli abitanti della regione della Navarra in passato. La parola individuata è sorioneku che riecheggia zorioneko nell’attuale lingua basca e significa buona fortuna. Gli studiosi non hanno capito il significato degli altri quattro termini. Si tratta quindi di un manufatto di interesse sia a livello archeologico che linguistico che permette di conoscere la cultura di una tribù che si pensava non usasse la scrittura.

Lo scavo di Irulegi

Il Direttore dello scavo di Irulegi pensa che il villaggio originale fu bruciato e poi abbandonato durante la guerra sertoriana tra due fazioni romane rivali nel I secolo a.C. Gli oggetti che hanno lasciato sono sepolti nelle rovine delle loro case di mattoni di fango.

La lingua proto-basca

La Mano di Irulegi sarebbe quindi il più antico reperto attestante il vascon, la lingua della tribù stanziata in Navarra. Sarebbe di origine preindoeuropea con influenze germaniche. Essendoci poche attestazioni scritte gli studiosi hanno cercato di conoscerla col metodo della ricostruzione interna. L’accuratezza è però spesso messa in dubbio.