Manifesto di Marinetti: venduto all’asta a Parigi per 20.160 euro

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Il Manifesto di Marinetti è l’esemplare del Futurismo ceduto a tre volte il prezzo di partenza. Venduto insieme ad altre opere, all’asta di Parigi per 20.160 euro.

Il Manifesto di Marinetti venduto all’asta

A Sotheby’s di Parigi è stato venduto per 20.160 euro una rara copia originale a stampa del «Manifesto del Futurismo» del poeta e artista Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944). Pubblicato sulla prima pagina del quotidiano parigino «Le Figaro» il 20 febbraio 1909, sconvolgendo tutto il mondo accademico dell’arte del tempo e presentando il movimento d’avanguardia sulla scena mondiale. Esposta in musei di tutto il mondo, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Guggenheim Museum di New York e la National Gallery of Art di Washington, quella venduta da Sotheby’s è l’unica copia esposta in pubblico e una delle pochissime sopravvissute.

Il Manifesto di Marinetti venduto a tre volte il prezzo di partenza

L’esemplare era stimato 8mila euro ed è stato infine aggiudicato, quasi tre volte il prezzo di partenza, a un collezionista privato. Dell’asta parigina facevano parte altri cimeli del movimento del Futurismo, che all’inizio del XX secolo invitava gli artisti a rifiutare il passato e a celebrare energia e dinamismo del mondo moderno e meccanico. Tra di essi spiccava un gruppo di circa 30 tra disegni, lettere, collage e manoscritti provenienti tutti dalla stessa collezione. Venti tra questi furono già nella collezione di Marinetti stesso.

Tra le opere offerte anche l’importante collage del 1915

Sempre di Filippo Tommaso Marinetti intitolato «Zang Tumb Tuuum» (venduto per 138.600 euro, partendo da una stima di 75mila). Lavoro che racchiude le sue opinioni sulla glorificazione della modernità, la velocità, la violenza e la macchina.

La storia del Manifesto di Marinetti

Il Manifesto del Futurismo fu scritto da Filippo Tommaso Marinetti e pubblicato nel febbraio 1909 in forma di declamatoria per fornire una raccolta concisa di pensieri, convinzioni e intenzioni dei Futuristi. Fu anche pubblicato in lingua francese a Parigi sul quotidiano Le Figaro con titolo Manifeste du Futurisme.

20 febbraio 1909: nasce il Futurismo

Il Manifesto del futurismo, così come riportato in F. T. Marinetti  del 1914

1 Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.

2 Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3 La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4 Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.

5 Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

6 Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.

7 Non v’è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.

8 Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!.. Perchè dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.

9 Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

10 Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.

Così il Manifesto di Marinetti creò il Futurismo

È dall’Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il « Futurismo », perchè vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologhi, di ciceroni e d’antiquarii. Già per troppo tempo l’Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagl’innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri innumerevoli.

Cos’e il Futurismo?

Il Futurismo è stato un movimento letterario, culturale, artistico e musicale italiano dell’inizio del XX secolo. Nonché una delle prime avanguardie europee. Ebbe influenza su movimenti affini che si svilupparono in altri paesi d’Europa, in Russia, Francia, negli Stati Uniti d’America e in Asia. I futuristi esplorarono ogni forma di espressione: la pittura, la scultura, la letteratura (poesia) al teatro, la musica, l’architettura, la danza, la fotografia, il cinema e persino la gastronomia. La denominazione del movimento si deve al poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti.