Man Ray: l’uomo raggio dal talento surrealista

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Man Ray, in origine Emmanuel Radnitzky è un pittore, fotografo e grafico americano   dadaista della fine 800 e seconda metà del 900. Inoltre, Ray esegue agli inizi del novecento celebri scatti fotografici, per cui emerge il talento surrealista dell’artista. Tuttavia, Man Ray oltre ad esprimere le qualità fotografiche, diviene autore di pellicole cinematografiche, tra cui: Emak – bakia, L’étoile de mer, Le rétour a la raison ed altri. Mentre, tra i libri alcuni esempi sono: Arturo Schwarz, Parigi, Lara Vinca Massini arte contemporanea, Autoritratto Man Ray e Maura Pizzorno.

Man Ray chi é?

Man Ray nasce a Filadelfia il 27 agosto del 1890 e decede a Parigi il 18 novembre del 1976. La famiglia ha origini ebraiche ed i genitori Melach e Manya Radnitsky sono immigrati russi. Inoltre, Emmanuel frequenta i primi studi a New York, dove non accetta la borsa di studio in architettura. A fronte di ciò, il ragazzo decide di studiare l’arte e trova lavoro nella città di New York, come disegnatore e grafico. Nel 1912, Emmanuel inizia a firmare i propri lavori creativi con il nominativo di Man Ray, che significa uomo raggio.

Man Ray e la corrente del Dadaismo

Nel 1915, Man Ray costituisce la Society of Indipendent Artists, con Marcel Duchamp e Walter Conrad Arensberg. Dopo qualche anno, il disegnatore inizia a dipingere le prime opere in forma aerografica, attraverso la produzione delle immagini con un’aeropenna. Di fatto, Ray Man con Duchamp crea il movimento Dada, che dall’Europa rifiuta l’arte tradizionale. Agli inizi degli anni venti nasce la pubblicazione del New York Dada, in cui il grafico statunitense esprime che la corrente dadaista non può vivere a New York.

Man Ray a Parigi

Nel 1921, il pittore e Duchamp decidono il trasferimento a Parigi, dove il pittore conosce gli artisti più noti del tempo, come André Breton e Philippe Soupault. In seguito, Man Ray riesce ad esporre alcune opere pittoriche presso la libreria di Soupault. In verità, l’artista trova l’espressione raffigurativa nelle distanze dal legame logico, nel concetto mentale che allude in modo originale, alla visione paradossale. Il successo nella città francese giunge per l’artista, sia in campo pittorico che fotografico. Tra i ritratti celebri del pittore, figurano personaggi come: James Joyce, Jean Cocteau e Gertrude Stein.

I fotogrammi

Nel 1922, nascono i primi fotogrammi col nome di rayographs, in cui l’artista sviluppa delle immagini fotografiche, attraverso il contatto degli oggetti sulla carta sensibile. In verità l’artista scopre le rayografie per caso, durante la realizzazione di fotografie nella camera oscura. Di fatto, Ray Man realizza delle immagini dalla visione surreale e controversa, con effetti in rilievo e deformi su sfondo nero. A fronte di ciò, nasce lo stile paradossale del pittore e fotografo, che esalta l’inquietudine della vita quotidiana.

Il Surrealismo

Nel 1924, il pittore crea il movimento surrealista, in cui risulta il primo fotografo che utilizza tale metodo. Inoltre, l’uomo inizia a collaborare con la rivista di moda Vogue, dove escono le pubblicazioni delle opere fotografiche e surrealiste. L’anno seguente nasce l’esposizione surrealista, presso la galleria Pierre di Parigi. Tra gli artisti che contribuiscono con il fotografo ci sono: Jean Arp, Max Ernst, André Masson, Joan Mirò, Pablo Picasso.

Le opere

Ci sono delle opere dell’artista che si trovano presso i musei d’Italia, tra cui: Pinacoteca civica di Savona, MAP Museo Arte Plastica Castiglione Olona, Pinacoteca civica di Conversano, Man Ray Le seduzioni della fotografia Centro Italiano per la Fotografia. Mentre per le opere scritte risultano: Arturo Schwarz, Lara Vinca Masini, Autoritratto ed altre. Tuttavia, ci sono anche delle opere cinematografiche, di cui: Le Retour a la Raison, Emak – Bakia, Anémic Cinéma, L’étoile de mer, Les mystères du château de Dé, Rue campagne première, Corrida, Autoportrait ou ce qui manque a nous tous ed altre.

La morte

Man Ray decede a Parigi il 18 novembre del 1976. L’artista riceve sepoltura nel cimitero di Montparnasse. Inoltre, sull’epitaffio dell’artista si legge: Non curante, ma non indifferente.