Sull’isola di Man, una sorta di Inghilterra in miniatura, ogni anno a giugno le sue strade di montagna sono teatro del Tourist Throphy, la leggendaria gara motociclistica.

L’Isola di Man si trova nel mare d’Irlanda, a eguale distanza tra le coste irlandesi e inglesi. All’interno è un territorio montagnoso, ma le sue coste di sabbia bianca si sviluppano per 160 chilometri; l’antica Isola Mona, abbreviata poi in Man, deve il suo nome a Manannàn Mac Lir, il dio celtico del mare che la proteggeva dalle invasioni nascondendola dentro una fitta nebbia. A lungo il suo dominio è stato teatro di contese, prima con gli irlandesi, poi con i Vichinghi, gli scozzesi e infine, nel 1765, il governo britannico acquistò l’isola per 70mila sterline e ancora oggi è una dipendenza della Corona britannica.

Sulle strade di quest’isola, tra giugno e luglio, dal 1907, si corre la gara motociclistica più pericolosa del mondo: il Tourist Trophy, familiarmente chiamata TT. Tutto ebbe inizio nel 1904, quando il parlamento dell’isola emanò un atto che chiudeva le strade al traffico normale in occasione della una gara automobilista organizzata dal miliardario americano Gordon Bennett per promuovere l’automobile in Europa. Le moto furono ammesse per la prima volta nel 1907 e qualche anno dopo la corsa si svolse per la prima volta sul cosiddetto Circuito di Montagna, che comprende un lungo e spettacolare passaggio nella zona collinare dominata dal monte Snaefell. Dal 1949 il Tourist Trophy diviene una della gare più importanti del motomondiale e diventa valido come Gran Premio della Gran Bretagna; nel 1976 viene cancellato dal campionato per l’eccessiva pericolosità del percorso fino al 1990 quando viene inserito nel calendario del Campionato Mondiale Formula TT. Da qui le sue regole cambiano totalmente, infatti i piloti delle varie categorie si sfidano a cronometro, partendo a dieci secondi di distanza l’uno dall’altro. La partenza e l’arrivo sono sul rettilineo di Glencrutchery Road, poi la corsa piega decisa verso l’entroterra e le montagne; moto derivate da quelle di serie sfrecciano per le strade dell’isola sfiorando marciapiedi, muretti e attraversando i villaggi sfiorando i 300 chilometri orari. Valentino Rossi, nel 2009, provando il circuito disse: “Ho capito perchè tutti i piloti che corrono il TT hanno in comune uno sguardo da pazzi!” 

Nelle varie categorie corrono Superbike, Sidecar, Monster Energy e da pochi anni SES zero, le moto elettriche.

Nonostante l’alto numero di incidenti mortali (nel 2017 se ne sono contati 225 tra piloti, spettatori e organizzatori), ogni anno centinaia di piloti partecipano al TT e migliaia sono gli spettatori che arrivano sull’isola. Ogni anno, poi, il 2 luglio centinaia di motociclisti arrivano da ogni parte d’Europa per rendere omaggio al pilota irlandese Joey Dunlop, il pilota con il più alto numero di vittorie della storia del TT (26) e scomparso nel 2000. Nella cittadina di Bungalow è stata eretta una statua in suo onore.

 

 

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