“Si dice che l’uomo ha il potere di rinascere dalle proprie ceneri in qualsiasi momento, ma per farlo deve lasciare andare le illusioni che lo hanno ingannato fino a quell’istante”. Questa è una delle prime frasi che apre il meraviglioso libro di Sofia Riccaboni “Mamma ha le rotelle”. Meraviglioso non perchè sia una favola, non perchè c’è il paese delle meraviglie, ma perchè c’è amore. Non l’amore romantico che popola i romanzi rosa, ma l’amore che non si disintegra mai: quello tra madre e figlia. Un legame che non si rompe mai, quel cordone ombelicale vive metaforicamente per sempre, e dà la forza per reagire, per lottare per “rinascere dalle proprie ceneri”.

Mamma ha le rotelle

Il libro si fa leggere per curiosità, il titolo è quasi un pò ironico, i passi fanno sorridere e anche emozionare. Capita spesso di domandarsi cosa si prova a vivere come “loro”, come quelle persone che per disgrazia o per destino sono costretti alla sedia a rotelle.

Eppure la protagonista del libro, Silvia, affronta la cosa con una carica che lascia senza parole, nonostante debba lottare giorno dopo giorno con un indegno avversario, la sclerosi multipla.

Vivere da persone normali, fare i gesti di tutti i giorni e poi improvvisamente una notte svegliarsi strana, con dei sintomi inspiegabili, che nel giro di poco la costringono ad una carrozzina. Ma lei non è il tipo che si arrende. Andrebbe in capo al mondo con le sue rotelle. Affronta una commissione di docenti universitari e consegue la laurea, con orgoglio e soddisfazione, perché lei più di ogni altra persona, ha capito il vero senso della vita.

In quel momento non sa cosa pensare, non sa come affrontare il domani, un solo pensiero le attanaglia il cuore, vivere e condividere i momenti con la sua piccola Camilla. Camilla, quella bimba di appena 4 anni che vede il mondo con i suoi occhi, con lo sguardo di una bambina. Con lo sguardo di chi riesce a rendere semplice e stupendo anche un momento tanto delicato. Come quello di vedere per la prima volta sua mamma inerme senza poterle correre incontro. Eppure nella sua innocenza e nella sua ingenuità sa strappare un sorriso alla sua mamma, con l’esclamazione più naturale e spontanea che potesse uscire dalla bocca di una bambina “MAMMA HA LE ROTELLE”.

L’Autrice Sofia Riccaboni

Chi incontra sul proprio percorso Sofia, l’autrice del libro “Mamma ha le rotelle”, non può non notare la sua capacità di guardare alla vita dalla sua sedia a rotelle. Una donna con una carica esplosiva, che nonostante tutto colleziona soddisfazioni, risate. E si attornia di gente che l’ama, per quello che è.. una guerriera. Ama senza riserve i suoi figli, ama senza riserve la vita e ciò che le regala.

Il libro nasce come un diario, poi la sua maturità e la sua voglia di raccontarsi la porta a trasformarlo in un romanzo. Descrive un pò “strana” la sensazione di aver costruito dei dialoghi che in realtà non ci sono stati, o non proprio così. Ma che in fondo raccontano la vera essenza della storia. Può sembrare la cosa più facile di questa terra, ma in realtà non è per nulla facile. Svegliarsi una mattina e reinventarsi, sopratutto tirare fuori il coraggio di raccontare una storia, la propria storia, quasi come mettersi a nudo.

Sofia non ha la presunzione di voler trasmettere un messaggio ma di sicuro non ama essere identificata con la sua sedia a rotelle, lei è lei, e nessuno può toglierle questo.

Cosa dire a chi vive le stesse condizioni

Cosa contraddistingue Sofia?? L’umiltà. Alla domanda “Cosa ti senti di dire a chi vive la tua stessa condizione?” Sofia risponde “Ehm. Ognuno la vive in modo diverso. Io la vivo così. Non sono né più brava né meglio di altri. Sono caratterialmente così. Non riesco a stare ferma. Voglio decidere, fare errori e non della mia vita. Poi certo, quando la sm si fa sentire mi fermo. La Assecondo.Ma non è dargliela vinta. Ci devo convivere. Meglio che sia una buona convivenza”. 

Poi aggiunge “Hai presente il libro di Terzani ‘un altro giro di giostra’? Quando lui al mattino parla con il suo tumore perché tanto vale che ci si dia del tu visto che si deve vivere insieme? Ecco. Uguale 🙂 Quindi che devo dire? Vivetela come meglio potete. Non dategliela vinta ma non fate finta di non avere nulla. Il fisico poi presenta il conto e potrebbe essere peggio. Accettare di avere la sm non è arrendersi. È vivere in consapevolezza di quello che si è”

 

 

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here