Maldive: le spiagge da sogno tra i coralli multicolore

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Tra i paradisi tropicali più ambiti dai turisti, le Maldive, ovvero l’arcipelago dell’Oceano Indiano, nell’incanto di spiagge e coralli. Di fatto, la meta ideale per i vacanzieri che desiderano il connubio tra mare, sole e relax nella scenografia delle meraviglie tropicali. Come luoghi da visitare del Paese per i turisti: Malé, il Museo Nazionale, il Parco del Sultano, l’Ukuru Miskiiy.  In quanto alla pratica sportiva, numerose attività subacquee, in barca a vela, lo snorkeling, il Bashi, la pesca ed il surf.

Maldive: come si presenta l’arcipelago?

Nel mezzo dell’Oceano Indiano, a Sud – Ovest dell’India, l’arcipelago delle Maldive con oltre 700 km di altezza e quasi 200 km di latitudine. A fronte di ciò, il Paese comprende 26 atolli naturali ed oltre 200 isole deserte. Dall’Italia per raggiungere l’arcipelago, a differenza di altri Paesi, non c’è il volo diretto nella capitale Malé e servono più tappe. Per il clima tropicale, tutto l’anno la persistenza di temperature afose e poca escursione termica.

All’interno della capitale, i visitatori si possono spostare a piedi per tragitti brevi oppure in taxi, mentre per raggiungere gli atolli è necessario il viaggio in idrovolante. Come piatti tipici maldiviani, pietanze a base di pesce, riso, cocco in abbinamento a spezie, tra cui in prevalenza il curry. Mentre per quanto riguarda la moneta, l’uso ufficiale della Rufia maldiviana, anche se c’è ampia diffusione del dollaro americano.

Maldive: la capitale Malé

Come capitale delle Maldive ecco Malé, ovvero un’isola di appena 2 kmq, unico centro urbano con la presenza di strade asfaltate, grattacieli e sedi governative. Inoltre, una densità di popolazione con quasi 100.000 abitanti e la conseguenza per il sovraffollamento. A fronte di ciò, l’intervento del governo del Paese, sulla costruzione di un’isola artificiale vicino alla capitale, appunto la creazione di Hulhumale.

Tutt’oggi nel centro abbinato a Malè, un numero di quasi 30.000 abitanti. Sui lati della capitale dell’arcipelago, l’assenza di spiagge e solo delle piccole muraglie, che contornano il centro urbano. Di fatto, la suddivisione della città in quattro aree: Machangolhi, Henveiru, Galolhu e Maafannu.

  • Machangolhi: l’area rappresenta il territorio commerciale di riferimento della capitale
  • Henveiru: questa parte si compone degli uffici amministrativi
  • Galolhu: la zona residenziale
  • Maafannu: l’area comprende le zone del porto e dei cantieri navali

Maldive: il Palazzo del Sultano ed il Museo Nazionale

Tra le principali mete turistiche oltre alla capitale, ci sono il Museo Nazionale ed il Parco del Sultano. Dal 1968, con le distruzioni del secondo periodo repubblicano delle Maldive, l’unica parte sopravvissuta è il Palazzo del Sultano, destinazione storico – culturale di rilievo. Poi il Museo Nazionale, dimora di tesori appartenenti ai primi regnanti e sultani. Da qui, la custodia di numerosi reperti storici, dai troni ai turbanti, sculture ed altri oggetti dell’epoca preislamica.

La Grande Moschea del venerdì

Nel 1984, la costruzione dell’edificio religioso, con l’aiuto economico di Brunei, Malaysia e Pakistan, nel simbolo islamico del Paese. Inoltre, l’esterno in marmo bianco dell’edificio islamico, mostra le linee in assenza di decorazioni, con l’imponenza dello stile architettonico essenziale. Mentre, gli ambienti interni della costruzione esaltano gli ornamenti nelle sale di preghiera, con archi e lavorazioni monumentali.

In unione alla moschea anche la biblioteca islamica e le sale conferenze con gli uffici. Nel 1656, il sultano dell’epoca Ibrahim Iskandhar attua la creazione dell’Antica Moschea del venerdì, nota come Hukuru Miskiiy. Per circa quattro secoli, tale centro religioso diviene il tempio della città e la costruzione presenta all’esterno l’incisione sui muri, in pietra corallina. A fronte di ciò, una lavorazione dei muri esterni che ricorda il ricamo di un tappeto.  

Le tradizioni

Alle Maldive, un tuffo nelle culture africane, indiane ed arabe, in quanto modelli di tradizioni e costumi, per le popolazioni dell’arcipelago. Di fatto, gli abitanti danzano con il bodu beru, metodo musicale e di canto dalle radici africane. A fronte di ciò, la presenza di un solista che intona il testo musicale, con l’accompagnamento di un coro mentre batte le mani e suona i tamburi. Da qui, in base al ritmo della musica, la danza dei ballerini con movimenti ondulatori, fino ad eseguire salti ripetuti.

Un altro ballo popolare dei Maldiviani è la thaara, eseguibile con bastoni e tamburi, in unione a melodie arabe. Invece con la danza bandiyaa jebun, delle giovani donne ballano e cantano a ritmo di musica, battendo gli anelli alle dita delle mani, su dei vasi in metallo. Tra le materie prime più in uso alle Maldive, c’è per consuetudine il legno, con la sua lavorazione antica insieme alla laccatura.