Mai vissute estati cosi calde e secche dall’Impero Romano in Europa

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Ondate di caldo e siccità hanno segnato le ultime estati europee: non erano mai state così estreme negli ultimi 2.110 anni. Tra gli effetti dei cambiamenti climatici che sono più evidenti anche nel nostro continente ci sono le ondate di calore e la siccità.

Da un nuovo studio è emerso che negli ultimi anni l’Europa ha vissuto ondate di caldo e siccità più intense di quelle che hanno colpito il continente in oltre 2.000 anni. Secondo gli scienziati con ogni probabilità la colpa è nostra, ovvero dei cambiamenti climatici provocati dall’uomo. A fornire i dati preziosissimi su com’è stato il clima in Europa negli ultimi 20 secoli sono gli alberi: i ricercatori hanno analizzato gli anelli di piante millenarie, risalenti addirittura all’impero romano, creando la raccolta di dati più lunga che sia mai stata realizzata finora.


In particolare, gli scienziati hanno studiato 28 mila anelli in 147 querce e utilizzato anche il legname proveniente da antiche costruzioni, in particolare in Europa Centrale, misurando nello specifico gli isotopi di carbonio e ossigeno per calcolare quanta acqua fosse disponibile per gli alberi nell’antichità. In questo modo hanno scoperto che le siccità estive che hanno colpito l’Europa dal 2015 non hanno precedenti negli ultimi 2.110 anni.

Lo studio è frutto del lavoro di un team internazionale di ricercatori provenienti da Inghilterra, Repubblica Ceca, Germania e Svizzera, e i risultati sono stati recentemente pubblicati su Nature. «Siamo tutti consapevoli dell’insieme di estati eccezionalmente calde e secche che abbiamo vissuto negli ultimi anni», ha osservato il professor Ulf Büntgen del Dipartimento di geografia di Cambridge, che ha guidato lo studio, spiegando che servivano ricostruzioni precise delle condizioni storiche per confrontare i fenomeni estremi che si sono verificati di recente con quanto accadesse nel passato.

Gli isotopi degli anelli degli alberi analizzati hanno rivelato che negli ultimi 2 millenni ci sono state estati eccezionalmente umide, come quelle del 200, del 720 e del 1.100 d.C., e altre molto secche, come quelle del 40, del 590, del 950 e del 1510 d.C.
Tuttavia, i campioni relativi agli ultimi anni mostrano che le condizioni di siccità delle ultime estati superano di gran lunga ogni altro record degli ultimi 2.110 anni.

«Dopo secoli segnati da un lento declino abbiamo assistito a un calo repentino, che è particolarmente allarmante per l’agricoltura e la silvicoltura», ha affermato il coautore dello studio, il professor Mirek Trnka del CzechGlobe Research Center di Brno, in Repubblica Ceca. E ha aggiunto che «il deperimento forestale senza precedenti che si sta osservando in gran parte dell’Europa centrale conferma i risultati».

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Ricostruzione della variabilità estiva dell’Europa centrale negli ultimi 2.110 anni. Crediti: University of Cambridge

I ricercatori affermano che il gruppo di estati eccezionalmente secche che hanno caratterizzato gli ultimi anni sono probabilmente il risultato dei cambiamenti climatici di origine antropica e dei cambiamenti nella posizione della corrente a getto che sono a essi associati. Le ondate di caldo hanno già avuto conseguenze devastanti in Europa, provocando migliaia di morti premature, distruggendo i raccolti e favorendo gli incendi.  E la situazione continuerà a peggiorare, avvertono i ricercatori.

«I cambiamenti climatici non determineranno ovunque un aumento della siccità omogeneo ha sottolineato Büntgen: alcuni luoghi potrebbero diventare più umidi o più freddi, ma le condizioni estreme diventeranno più frequenti, il che potrebbe essere devastante per l’agricoltura, gli ecosistemi e le società nel loro insieme».