Mahathir Bin Mohamad: tra tweet mirati e clickbait

Il caso sta facendo impazzire il web

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“La morte di un essere umano non ha mai reso giustizia a nessuna vittima, né ad alcuna tragedia”. Eppure, ci troviamo nel 2020 e l’infinita guerra tra giustizia e giocare a fare dio con le vite degli altri, non ha ancora fine. Tuttavia, non è solo questo il punto. “La morte di un uomo è una tragedia la morte di milioni è statistica”, affermava Josif Stalin. Una frase che lascia intendere quanto si sia capaci a identificare la tragicità del fine vita, quando questo tocca solamente una persona. Al contrario, quando si tratta della morte di un insieme di persone, sembra che l’evento non lasci trapelare persone, volti, sentimenti. Poco tempo addietro, su Twitter sono comparse più opinioni, riguardanti il tema e rifacendosi all’attualità, da parte di Mahathir Bin Mohamad, ex primo ministro della Malaysia.

Cosa riportava il tweet di Mahathir Bin Mohamad?

Succede di rado che ciò che viene mostrato dai media rappresenti lo specchio della realtà. In questo caso, non è infatti così. Da circa ventiquattro ore, girano sui social false dichiarazioni da Mahathir Bin Mohamad. O meglio, si tratta di un rigiro d’informazioni. Tutto inizia il 16 ottobre 2020, in occasione di Samuel Paty. L’insegnante, è stato ucciso, poiché dichiarato colpevole di aver mostrato una vignetta raffigurante Maometto. Il caso ha portato il mondo intero all’indignazione. C’è però un dettaglio, un fatto che succede ogni volta che avviene un atto simile. Si è gridato all’islamofobia. Alcuni, hanno incolpato tutti i musulmani, nonché lo stesso culto religione, di estremismo, di spirito assassino. Senza fare alcuna distinzione fra credo terrorismo.

“Dal momento che voi avete incolpato tutti i musulmani e la stessa religione musulmani per ciò che è stato compiuto da una persona piena di rabbia, i musulmani hanno il diritto di punire la Francia. Il boicottaggio non può compensare gli errori commessi dalle Francia in tutti questi anni”. E’ questa la traduzione del tweet. La frase, ha avuto inoltre come scopo quello mostrare il proprio sdegno riguardo a ciò che è successo a due donne, pochi giorni prima. Si tratta di una signora decapitata, e altre due pugnalate a morte, vicino alla basilica di Notre Dame a Nizza. Atti di violenza che non possono che suscitare rabbia. Il fatto che Christian Estrosi, sindaco della città, abbia gridato al terrorismo estremo, additando la religione islamica, ha suscitato la rabbia di molti.

Dress code femminile colpevole?

Sono seguiti alcuni tweet riguardanti il dress code femminile europeo. “Una volte il dress code femminile delle donne europee era molto più restrittivo. A parte il viso, nessuna parte del corpo era esposta. Andando avanti con gli anni, molte più parti del corpo sono state messe a nudo”. “Oggi si tendono a coprire solo le parti intime. Nelle spiagge di dell’Europa dell’Ovest, addirittura molte donne sono totalmente nude”. Sembrerebbe trattarsi dell’ennesimo attacco alle donne, per un qualcosa del quale in realtà non hanno colpa. La violenza non scaturisce in seguito all’esposizione di una determinata parte del corpo. La violenza non è altro che sopraffazione, sentirsi in diritto di manipolare e aggredire. A prescindere da genere, vestiti indossati o qualsiasi altra caratteristica. Considerare rea una vittima per la propria aggressione, è di per sé un grave atto di violenza.

Il tweet che ha fatto scalpore

“I musulmani hanno il diritto di essere arrabbiati e di uccidere milioni di francesi, per via dei massacri del passato”. Parole dure, che hanno portato a critiche e insulti. Il problema è che molti media hanno mostrato questa notizia come centrale, senza un minimo di contestualizzazione. Lo stesso Mahathir Bin Mohamad, dichiara di non aver inteso quell’ “uccidere”, in senso letterale. Si tratta di una frase trapelante di rabbia. Tuttavia, ciò che possiamo fare nel nostro piccolo è non gettare violenza su altra violenza. Ricordiamoci che se vogliamo fermare il terrorismo o qualsiasi altro tipo di massacro, la chiave non è reagire in maniera feroce. E soprattutto, è sempre bene leggere le informazioni che ci vengono fornite per intero. Senza guardare solamente la superficie, ma approfondendo i fatti da fonti sicure.

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