Maggioranza a rischio: le ferie roventi del Governo Draghi

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La maggioranza del Governo Draghi non attende il ritorno in aula dell’esecutivo per iniziare già la campagna elettorale. Perché di questo si parla ora e ogni giorno è buono per far sentire la propria voce. Anche se sono quasi tutti al Governo iniziano a sentirsi i nodi. È una maggioranza a rischio dal primo giorno e si sapeva, ma scopriamo i temi caldi di questa pausa estiva.

Quali sono le discussioni che mettono la maggioranza a rischio?

In questi giorni al centro dell’attenzione è arrivato il green pass. Lanciato e lasciato in pasto alla folla per un mese, quasi fosse un test. E forse anche lo è. Possiamo continuare a usare la scusante che è la prima volta per tutti, ma come mai chi lavora e vive nel quotidiano aveva le idee chiare già prima del lancio? Ma ormai è qui e sembra ci farà compagnia per molto tempo. Ed ecco quindi che che tutti i partiti devono far sapere il loro punto di vista, che cosa farebbero e come si potrebbe gestire meglio, secondo loro. A pari merito nel centro del ciclone delle discussioni c’è il reddito di cittadinanza. Anche questo forse messo in pratica con troppa foga per alcuni e quindi da revisionare, oppure da abolire in tutto e per tutto per altri. Ma ovviamente quasi intoccabile per il M5S. Infine come dimenticare un ever green della Lega? L’immigrazione è tornata a far parlare di se con Salvini che attacca il Ministro dell’Interno Lamorgese. E pensare che solo un anno fa era il suo ruolo e l’ha lasciato di proposito.

L’incubo Green Pass

La certificazione anti covid entrata in vigore il 6 agosto non smette di far parlare di sé neanche in vacanza. Sarà che serve anche per andarci? Poco importa, il Ministro Speranza fa sapere con soddisfazione che più di 20 milioni di italiani sono in possesso del Green Pass ma che il lavoro da fare è ancora molto. Discussioni ancora aperte sull’obbligo di mascherina e green pass a scuola, come rimangono aperte sull’obbligatorietà per i lavoratori. La Lega ha presentato 900 emendamenti per modificare il decreto. LEU non esclude la possibilità sull’obbligatorietà nei luoghi di lavoro ma teme che diventi un occasione di licenziamento. Dubbi anche da parte di alcuni esponenti del M5S. Favorevoli invece Forza Italia, Partito Democratico e Italia Viva. Secondo il senatore Faraoni “non è accettabile andare al lavoro senza essersi vaccinati, mettendo a rischio la propria salute, quella degli altri e rischiando focolai e chiusura delle aziende”. Per il segretario della Cgil non è accettabile invece introdurre punizioni per chi lavora, riferendosi alle sanzioni per bar e ristornati che effettuano controlli precisi. Le sanzioni sono assolutamente inaccettabili per Fratelli d’Italia. Molti punti di vista che mettono la maggioranza a rischio.


Primo giorno di Green Pass in l’Italia ma si può migliorare


Eterno nodo immigrazione

In tempo di campagna elettorale il cavallo di battaglia della Lega non può mancare. E infatti l’odore delle amministrative si fa sempre più intenso e di conseguenza ogni lasciata è persa. Salvini ha deciso di prendere la palla al balzo del Ministro dell’Interno Lamorgese, o forse ha voluto solo adattare il discorso. La bomba è stata innescata dal Presidente del Coni Malagò che ha proposto lo ius soli sportivo. Il Ministro ha commentato la proposta con queste parole: “Dobbiamo aiutare le seconde generazioni a sentirsi parte integrante della società”. Anche se i due discorsi non hanno molto da spartire il leader della Lega non si è fatto attendere e ha consigliato subito a Luciana Lamorgese di pensare a chi entra illegalmente in Italia invece di parlare di questa proposta. Anche perché si sa che lo ius soli prevede il diritto di cittadinanza per chi nasce in quel territorio e non ha molto da spartire con l’immigrazione in atto. “Salvini evidentemente non ha ben chiare quelle che sono le difficoltà che stiamo vivendo quotidianamente, ma se ci sono iniziative che non abbiamo adottato e lui ci può suggerire per bloccare gli arrivi via mare io le raccolgo volentieri” ha replicato il Ministro dell’Interno. Forse riferendosi al fatto che lui stesso non è riuscito a sistemare il nodo immigrazione quando ricopriva lui stesso il ruolo? Magari abbiamo letto troppo tra le righe, ma forse anche no.

L’innominabile Reddito di Cittadinanza

Uno dei risultati più soddisfacenti per il Movimento 5 Stelle è il Reddito di Cittadinanza che tutti conosciamo. Ma perché anche questo mette la maggioranza a rischio? Perché non tutti lo vogliono, perché per alcuni è un dispendio di soldi. Perché secondo qualcuno come si può pensare che qualcuno trovi lavoro finché rimane davanti alla tv? Il reddito di cittadinanza, com’era stato pensato, prevedeva che fosse erogata una somma a chi è disoccupato e che nel frattempo sarebbero stati proposti al richiedente dei lavori. Se alla terza proposta ancora non si sarebbe sistemato comunque sarebbe stata bloccata l’erogazione. Questo per aiutare le famiglie in difficoltà nel periodo di crisi che abbiamo vissuto. Ma, come sempre purtroppo, c’è chi si è approfittato del decreto e che ha ricevuto questo famigerato reddito senza essere idoneo al programma. Per il M5S è un gran risultato che questi furbetti vengano scovati perchè conferma l’efficienza delle attività di controllo. Ma non per tutti è così. Fratelli d’Italia e renziani puntano all’abrogazione immediata. Per PD e Lega, che ha firmato a favore durante il governo Conte I, sarebbe opportuno apportare modifiche. Il premier Draghi si è detto favorevole al reddito di cittadinanza ma non esclude lui stesso l’apporto di modifiche. Il presidente della camera Fico ha accolto le parole di Draghi dichiarando che sono pronti ad ascoltare critiche e proposte costruttive ma faranno barricata contro chi lo vuole eliminare.

Maggioranza a rischio, ma di cosa?

Molto schiettamente: di un bel niente. Ovvero, siamo nel semestre bianco dove il Presidente della Repubblica non può sciogliere le camere. Quindi non c’è possibilità per ora di elezioni anticipate. Nuovo Governo? Difficile pensare che qualcuno proprio ora se ne voglia andare, tutti hanno troppo da giocare. E poi vale la pena fare una considerazione in più. Se andassimo al voto cosa si risolverebbe? Al momento la discussione per una legge elettorale è lontanissima. Qualsiasi esito ne uscisse saremmo ancora punto e a capo. Con un partito con una maggioranza ma non assoluta, senza quindi nessuno col 50%+1 dei voti. Altri accordi? Altri anni con governi instabili? Lo scopriremo, ma almeno non nei prossimi 6 mesi.


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