Macabro ritrovamento vicino alla metro a Rebibbia

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Macabro ritrovamento di una Donna morta vicino alla metro Rebibbia: è la compagna dell’uomo chiuso in una valigia

Macabro ritrovamento in strada ieri pomeriggio nei pressi della metro di Rebibbia a Roma, dove un passante ha segnalato la presenza di una donna morta per overdose. Si tratta di Alma Reale, la compagna di Luigi De Maglie, il 37enne trovato senza vita chiuso in una valigia e abbandonato in strada.

Una donna è stata trovata morta vicino alla fermata della metropolitana Rebibbia di Roma. Il rinvenimento risale al tardo pomeriggio di ieri, sabato 3 luglio. Il corpo senza vita della donna, deceduta per overdose, giaceva appoggiato ad un muretto nei pressi del capolinea. Da quanto si apprende si tratta di Alma Reale, la trentanovenne compagna di Luca De Maglie, l’uomo trovato morto e chiuso all’interno di una valigia e per il cui rinvenimento è stata denunciata per occultamento di cadavere.

A dare l’allarme un passante che ha notato la donna a terra priva di sensi e ha chiamato il Numero Unico delle Emergenze 112, chiedendo l’intervento di un’ambulanza. Sul posto ricevuta la segnalazione è arrivato il personale sanitario in ambulanza, ma i paramedici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

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Presenti per gli accertamenti di rito i carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia Roma Montesacro, che indagano sul caso. Terminate le verifiche, la salma è stata trasferita in obitorio, presso l’istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza, dove si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per lo svolgimento dell’autopsia.

Il cadavere del compagno chiuso in una valigia

Il compagno di Alma, trovata morta ieri pomeriggio è stato rinvenuto senza vita, chiuso all’interno di una valigia esattamente un mese fa, la mattina presto di sabato 5 giugno scorso in Piazza Federico Sacco. A notare la valigia un passante, attirato da un odore molto forte e dalla quale si intravedeva una testa. Le tracce hanno poi condotto gli investigatori ad un appartamento in via Luigi Bellardi, dove una volta raggiunta, la compagna ha confessato di essersi sbarazzata del corpo perché “era in casa da una settimana e me ne sono liberata” avrebbe risposto alle loro domande.

L’uomo era tossicodipendente e con precedenti di polizia. La donna in sede d’interrogatorio ha raccontato di essere rientrata a casa il lunedì precedente e di averlo trovato morto e che avrebbe cercato di prestargli soccorso, rianimandolo, purtroppo senza esito, per poi nasconderlo nel trolley e abbandonarlo in strada.