Nato a Firenze il 14 gennaio 1949, è stato un professionista del mondo giornalistico che, negli anni ottanta, ha iniziato la sua carriera parlando proprio di sport e lo ha fatto dai canali Rai e sulla carta stampata.

La sua fede viola era conosciuta da tempo, partecipando spesso a molte delle trasmissioni televisive di approfondimento nel ruolo di opinionista, senza mai far mancare doverose sottolineature tecniche, da grande appassionato di calcio qual era.

Polemico per natura, ma sempre col sorriso, essendo critico per antonomasia, ha svolto tanti ruoli; scrittore, saggista, giornalista, autore e conduttore televisivo e radiofonico.

Le pubblicazioni dei suoi libri sono numerose, tra cui: “Sono stato io” (Tropea Editore, 2004), “Crescete & Prostituitevi” (Bur, 2005), “Indagine sul calcio” (Bur, 2006, con Andrea Di Caro), “Italiopoli” (Chiarelettere, 2007, prefazione di Beppe Grillo), “Dopo di lui il Diluvio” (Chiarelettere, 2010), “Il calcio alla sbarra” (Bur, 2011, insieme ad Andrea di Caro), “Il culo e lo stivale” (Chiarelettere, 2012), “Un cuore in fuga” (Piemme, 2014).

La sua scomparsa è stata annunciata dalla figlia Germana, che ha tenuto a precisarlo con queste parole: “è stato un male molto veloce – spiega -. Papà se n’è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici”.

La sua squadra del cuore, attraverso il suo direttore sportivo Pantaleo Corvino, ha immediatamente inviato un messaggio alla famiglia, precisando: “La Fiorentina vuole esprimere il suo cordoglio per la morte di Oliviero Beha, un grande tifoso viola”.

La sua malattia, per la quale si è aggravato in breve tempo, non gli ha impedito di esercitare la sua professione e il suo esempio sarà certamente ricordato dalla moglie Rosalia, i figli Saveria, Germana e Manfredi, dai quali fino all’ultimo è stato circondato prima di lasciarli.

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