Lussemburgo: un paradiso fiscale nel cuore dell’UE

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Lussemburgo: il nuovo paradiso fiscale dell'UE

Un’inchiesta portata avanti da un consorzio di giornali internazionali ha svelato un paradiso fiscale nel cuore dell’Europa. Il Lussemburgo si candida come nuova terra promessa degli evasori. Ma andiamo con ordine.

In Lussemburgo si nasconde un nuovo paradiso fiscale?

Grazie ad OpenLux, un’indagine internazionale sul lato nascosto dell’industria offshore in Lussemburgo, Le Monde ha ottenuto circa tre milioni di documenti e registrazioni. Si tratta di documenti societari, bilanci e dichiarazioni di titolarità effettiva di oltre 260.000 società, che coprono il periodo che va dal 1955 al dicembre 2020. Le Monde ha collaborato con Organized Crime and Corruption Reporting Project, Le Soir, Miami Herald, ed altri. Il Lussemburgo ospita il maggior numero di fondi di investimento in Europa e il secondo al mondo dopo gli Stati Uniti. Nonostante le recenti riforme antiriciclaggio, però, si sa poco su chi siano gli investitori finali.

OpenLux

Nonostante le rassicurazioni del Granducato in termini di trasparenza e fair play fiscale, l’indagine rivela che quasi la metà delle società commerciali registrate in Lussemburgo sono holding finanziarie. Dopo aver spulciato la documentazione a disposizione, Le Monde è giunto alla conclusione che il Lussemburgo rimane un attore chiave nell’evasione fiscale in Europa. Multinazionali, miliardari, artisti, sportivi, ma anche organizzazioni criminali si rivolgono al Granducato. Secondo l’inchiesta, queste società fantasma (sprovviste dunque di uffici o dipendenti) sono state create ah hoc per l’occasione.

Il Lussemburgo e gli altri Paesi dell’UE

Centinaia di multinazionali hanno aperto filiali finanziarie all’interno del Granducato. Le famiglie ricche fanno crescere lì il patrimonio immobiliare. Tutto lecito, sia chiaro. C’è un solo problema: le tasse pagate all’erario lussemburghese, in virtù di una normativa vantaggiosa, vengono sottratte agli erari di altri Paesi che le società hanno scelto come sede della propria attività. L’inchiesta menziona anche la mafia, la ‘ndrangheta e famiglie criminali russe.