Texas, a distanza di più di un mese sale ancora il numero delle vittime causate dall’uragano Harvey.

La crisi sanitaria tanto temuta dopo ogni catastrofe naturale sembra giunta nel Texas. La paura dell’espandersi di epidemie e infezioni a causa della contaminazione delle acque reflue, cariche di batteri, di fiumi e canali sembra essere reale. Numerosi i casi di uomini e donne ricoverati negli ospedali per infezioni gastro-intestinali o irruzioni cutanee, al quale si teme possano aggiungersi casi ben più gravi e letali, come quello di Nancy Reed, prima vittima per cause sanitarie nel post uragano. La donna, una maestra in pensione di 77 anni è deceduta dopo 11 giorni di terribile agonia, per le conseguenze di una fascite necrotizzante. L’infezione sarebbe stata contratta attraverso il contatto di alcune ferite, che la donna si era procurata alle braccia con acque contaminate, nella fuga dalla sua abitazione durante l’uragano.

La malattia, volgarmente nota con il nome di batterio mangiacarne, è un infezione che si manifesta e si espande rapidamente negli strati profondi della pelle e nei tessuti sottocutanei. La patologia può essere innescata da una vasta gamma di batteri, quali streptococchi e stafilococchi. Al momento il dipartimento di igiene di Huston sta svolgendo indagini approfondite per individuare il batterio colpevole del caso verificatosi in Texas.

Lo Houston Health Department, (Dipartimento per la Salute di Huston )ha rassicurato la popolazione, attraverso un comunicato diramato del suo portavoce Porfirio Villarreal, dove si afferma che quello della ex maestra rappresenta l’unico caso di fascite necrotizzante accertato in Texas, per cui non si può parlare di vera e propria epidemia, cercando di evitare in questo modo manifestazioni di isteria collettiva dei cittadini. Tuttavia resta la paura nella popolazione, per lo sviluppo di una pandemia della malattia, o di altre infezioni letali, che potrebbero  far salire il numero delle vittime causate dall’uragano.

 

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