L’Università di Stanford il 1° ottobre 1891 accoglie i suoi primi 400 studenti

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L'Università di Stanford ha aperto il 1° ottobre 1891.

Era il 1° ottobre 1891 quando la nuova e per certi versi innovativa Università di Stanford in California apriva i battenti ai suoi primi 400 iscritti. Un progetto nato da una tragedia e dal grande impegno di una coppia di coniugi per dare un futuro ai figli delle altre famiglie. Tutto cominciò quando nel 1884, durante un viaggio in Italia, Leland Stanford e la moglie Jane persero per sempre il loro unico ragazzo, Leland Jr, che morì ad appena 15 anni dopo aver contratto una febbre tifoidea. Ancora oggi circolano diverse leggende metropolitane sull’operato dei due genitori dopo la terribile dipartita del figlio, ma il dato certo è che da quel momento decisero di investire gran parte delle loro ricchezze per fondare un nuovo istituto per gli studi.

Gli Stanford affermarono che avrebbero speso ciò che gli restava ancora da vivere per «fare qualcosa per i figli degli altri», e pensarono di aprire una nuova università che fosse dedicata interamente alla memoria dello sfortunato Leland Jr. L’imprenditore aveva accumulato un immenso patrimonio durante il periodo della corsa all’oro in California, lavorando come venditore di utensili e strumenti per i minatori.

I coniugi Leland e Jane Stanford.

Successivamente collaborò con Hopkins, Crocker e Huntington al finanziamento per la realizzazione della prima ferrovia transcontinentale della storia degli Stati Uniti, che da Omaha (Nebraska) sarebbe arrivata fino a Sacramento (California). Leland Stanford divenne anche un esponente politico di successo, infatti dapprima fu eletto governatore della California nel 1861, mentre nel 1885 diventò senatore.

Questi successi e il raggiungimento di obiettivi prestigiosi non diedero la felicità a Leland e Jane che, dopo la morte del figlio, desideravano fare qualcosa di concreto per dare delle opportunità concrete ai giovani, quelle che il loro amato Leland Jr non avrebbe più potuto avere. In una lettera scritta nel 1896, la moglie del magnate rivelò apertamente che ormai il suo unico scopo di vita erano diventati: «L’amore e le preghiere degli studenti dell’Università di Stanford».

Le grandi novità dell’Università di Stanford

Nel novembre del 1885, gli Stanford diedero il via ai lavori per la trasformazione della loro fattoria di Palo Alto in una nuova struttura che puntasse soprattutto a garantire il bene pubblico «tramite la fondazione, il finanziamento e il mantenimento di una università». Il polo di studi doveva essere formato da collegi, scuole, seminari di apprendimento, gallerie d’arte, istituti di meccanica, musei e qualsiasi altro progetto utile a garantire una formazione di grande qualità.

L’Università di Stanford, per i suoi fondatori, si sarebbe dovuta imporre come una realtà in grado di fornire «un grande servizio al pubblico», puntando ad arricchire le menti e le conoscenze degli studenti affinché potessero aspirare al proprio successo nella vita, svolgendo attività e impegni di pubblica utilità. Il giorno dell’apertura ufficiale fu il 1° ottobre 1891 quando i primi 400 giovani varcarono i cancelli del nuovo polo formativo, e tra questi c’era anche Herbert Hoover, destinato a diventare Presidente degli Stati Uniti.

Herbert Hoover: il Presidente della depressione americana

Quello dei coniugi Stanford si presentò fin da subito come un progetto all’avanguardia che puntava a superare le convenzioni delle altre realtà didattiche. Innanzitutto accolse uomini e donne senza alcuna distinzione, e questa fu una sorta di rivoluzione in un’epoca in cui soprattutto le scuole private potevano essere frequentate soltanto dai ragazzi. Inoltre fu libera da qualsiasi dipendenza religiosa, quando invece le altre università spesso facevano capo ad una chiesa. La formazione doveva essere fondamentalmente pratica, affinché al termine del ciclo di studi i suoi iscritti diventassero dei «cittadini colti e utili». Anche questo fu un punto di grande svolta.

Stanford: una università all’avanguardia.

Infatti fino a quel momento l’educazione statunitense era prettamente teorica e lasciava poco spazio alla pratica. Su tutte, però, la principale prerogativa dell’Università di Stanford fu il suo impegno nel far sì che gli studenti fossero supportati costantemente dall’istituto anche sotto il profilo economico. Leland e Jane donarono una cospicua somma alla loro fondazione che permise ai dirigenti di garantire la gratuità della scuola per circa 30 anni. Soltanto a partire dall’anno accademico 1920-1921 venne introdotta una tassa di iscrizione. Furono assegnate diverse borse di studio affinché i giovani potessero pagarsi vitto e alloggio.

L’ultimo atto di grande generosità e di promozione di nuove opportunità ai ragazzi fu quello di Jane Stanford a poche settimane dalla sua morte. La donna mise all’asta una sua preziosa collezione di gioielli allo scopo di finanziare con il ricavato gli acquisti dei libri di testo: ancora oggi, nel XXI secolo, grazie al fondo voluto dalla sua fondatrice, l’Università di Stanford ogni anno può comprare dei nuovi testi.

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