Lune abitabili: per gli scienziati ospitano la vita

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Lune abitabili

Ci sono esopianeti del Sistema Solare che, secondo gli scienziati, presentano lune abitabili.

Lune abitabili: quali sono?

Quando parliamo di abitabilità ci riferiamo ai fattori ambientali del satellite, ideali in certi casi per lo sviluppo della vita. Gli scienziati si focalizzano sullo studio delle lune abitabili perché si accorgono che queste sono più numerose dei pianeti intorno ai quali ruotano e spesso somgliano ai giganti gassosi per caratteristiche. Le lune con le caratteristiche più adatte, e dunque più favorevoli allo sviluppo della vita, sono al momento tre: Ganimede, Europa ed Encedalo. Le prime due ruotano intorno a Giove, la seconda intorno a Saturno. Sebbene racchiuse in spessi gusci di ghiaccio, queste lune ospitano oceani liquidi sotto la superficie. Questi oceani non si congelano per via del calore generato dallo stiramento e dalla compressione del campo gravitazionale dei due pianeti.

Lune abitabili: la teoria degli scienziati

Gli scienziati credono che le tre lune ghiacciate del nostro Sistema Solare possano anche ospitare la vita. Quest’ipotesi si basa su un ragionamento preciso. Esiste un tipo di ecosistema, qui sulla Terra, che non si basa sul processo fotosintetico: le bocche idrotermali. Intorno a queste prosperano i batteri che sfruttano l’energia delle reazioni chimiche. Altri organismi possono nutrirsi di questi batteri, costruendo una rete alimentare completamente nuova che non coinvolge la luce solare. Un team di scienziati guidato dall’astronomo Patricio Javier Ávila, dell’Università di Concepción in Cile, crea allora un modello di studio. Il modello è quello di un esopianeta con la massa di Giove, che ospita una luna con la stessa massa della Terra e un’atmosfera composta al 90% di anidride carbonica e al 10% di idrogeno.

I risultati dello studio

I risultati suggeriscono che una quantità significativa di acqua può formarsi nell’atmosfera della luna abitabile e conservarsi in forma liquida. La radiazione cosmica sarebbe il principale motore della cinematica chimica per convertire l’idrogeno e l’anidride carbonica in acqua. Ciò produrrebbe 10.000 volte meno acqua degli oceani della Terra, ma 100 volte più dell’atmosfera – che, secondo i ricercatori, sarebbe sufficiente per la vita.