Luna: una nuova Arca di Noè sul nostro satellite

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Un ricercatore dell’Università dell’Arizona vuole inviare sulla Luna campioni di sperma.

Luna: cosa prevede il progetto?

Il cambiamento climatico avanza e nuoce al pianeta Terra. La ricerca di soluzioni è già cominciata, con attivisti e ricercatori impegnati a ridurre l’impatto climatico. Insieme a costoro ci sono scienziati che pensano a un futuro su altri pianeti o nello spazio. Tra questi ultimi c’è Jekan Thanga, un ricercatore dell’Università dell’Arizona, che si ispira alla famosa storia biblica dell’Arca di Noè. Thanga e molti dei suoi studenti vogliono infatti inviare campioni di sperma, uova e semi sulla Luna. L’idea è quella di conservarli in tunnel di lava lunari: vasti canali sotterranei scavati da colate laviche basaltiche. Da dire che un’idea simile esiste già, e si trova in una struttura nell’arcipelago norvegese delle Svalbard. Ma questo luogo, che contiene centinaia di migliaia di semi provenienti da tutto il mondo, potrebbe subire le conseguenze del cambiamento climatico.

Luna: Arca di Noè 2.0

Una volta giunti sulla Luna, i campioni necessiterebbero di una conservazione a temperature criogeniche molto basse. L’alternativa proposta da Thanga prevede la “levitazione quantistica”, tecnica che permette di bloccare i campioni, evitando di danneggiare le strutture metalliche che li contengono. Insomma, un progetto decisamente ambizioso, che necessiterebbe di ben 250 lanci. Thanga presentò la sua idea alla IEEE Aerospace Conference dello scorso marzo. Lo studioso sostiene che i milioni di campioni sarebbero più al sicuro se nascosti sulla Luna. “La Terra è naturalmente un ambiente instabile”, sostiene l’esperto in un comunicato.

Il progetto di Jekan Thanga

L’invio dei campioni sulla Luna richiede il lancio di 250 razzi. Sarà inoltre necessario inviare robot per sondare i tunnel di lava lunari e vedere quali sarebbero i posti migliori per installare l’arca. Infine i campioni dovranno essere conservati a una temperatura di -180°C.