Luna 2: il 14 settembre 1959 lo storico schianto lunare della sonda sovietica

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Luna 2: la sonda spaziale sovietica.

Quando si parla delle missioni spaziali sulla Luna è inevitabile pensare a quanto accadde il 20 luglio 1969 quando per la prima volta gli Stati Uniti riuscirono a portare degli astronauti umani sul suolo del satellite naturale della Terra. La missione dell’Apollo 11 fu un’importante vittoria americana anche nella corsa allo spazio che in quel periodo vedeva gli USA rivaleggiare con l’URSS. Eppure circa dieci anni prima erano stati proprio i sovietici a sorprendere tutti con un record, il primo allunaggio (seppure con un violento impatto) di un oggetto terrestre sulla superficie lunare con la sonda Luna 2.

L’evento si verificò il 14 settembre 1959 e anche se si trattò di uno schianto fu salutato con giubilo dalle autorità sovietiche. Infatti, dopo tanti anni nei quali gli esseri umani non erano riusciti nemmeno ad avvicinarsi alla Luna, in quella data i russi per primi portarono un dispositivo sul terreno lunare per una missione spaziale che avrebbe poi fornito dei dati molto importanti anche per le spedizioni successive. Non a caso, dunque, dopo aver avuto l’ufficialità della notizia, il governo dell’Unione Sovietica lanciò un comunicato radio trionfante.

Luna 2: il primo oggetto umano a raggiungere il satellite naturale.

Fu subito sospesa la programmazione della radio di Stato che in quegli attimi stava trasmettendo della musica classica e fu annunciato che alle ore 00:02 di Mosca del 14 settembre 1959 «il secondo razzo cosmico sovietico ha raggiunto la superficie lunare». Quindi si evidenziò che per la prima volta nella storia una missione spaziale partita dalla Terra raggiungeva un risultato di quella portata. Negli Stati Uniti, di primo acchito, rimasero senza parole.

Luna 2: lo schianto che rese felici i sovietici

Gli scienziati americani furono sorpresi da ciò che era accaduto. Infatti in precedenza la sonda dell’URSS Luna 1 aveva fallito l’obiettivo di avvicinarsi al satellite naturale, fermandosi a quasi 6.000 chilometri di distanza. Nonostante ciò, ebbe comunque il merito di essere stata la prima navicella spaziale ad uscire dal raggio gravitazionale della Terra per entrare nell’orbita solare. Negli States si diffuse la convinzione che i russi non avessero i mezzi sufficienti per approdare sulla Luna.

Luna 2: il suo fu uno schianto da record.

Inoltre lo smacco per gli americani, dopo l’atterraggio violento di Luna 2, fu ancora maggiore perché in quel periodo la NASA stava attraversando una fase di difficoltà. L’agenzia spaziale statunitense, per rispondere al fallimento russo dello Sputnik, aveva ricevuto ingenti finanziamenti per organizzare nuove esplorazioni cosmiche. In realtà andò incontro ad un autentico flop soprattutto in occasione dell’esplosione della rampa di lancio del Vanguard 1 del 1957. In quella circostanza, per denigrare l’insuccesso della NASA, la missione venne chiamata sarcasticamente Kaputnik o anche Flopnik.

Inizialmente negli States si pensò che quello diffuso dall’Unione Sovietica fosse soltanto un messaggio di propaganda. Tuttavia, si dovette cambiare idea quando gli scienziati britannici del Jodrell Bank Observatory cominciarono a captare gli ultimi segnali inviati da Luna 2 prima dell’impatto che era stato programmato dagli esperti russi. Non si trattò di un incidente casuale. La sonda riuscì anche ad inviare dei dati molto importanti prima di andare ad impattare verso la zona della Palus Putredinis lunare.

Le scoperte fatte dalla sonda russa del 1959

La struttura di Luna 2 era molto simile a quella di Sputnik. Era infatti di forma sferica e presentava delle grosse antenne. Era formata principalmente da contatori geiger, da un magnetometro e da alcuni strumenti in grado di captare radiazioni e micro-meteoriti. Questi dispositivi tecnologici consentirono di rilevare la massa radioattiva di Van Allen presente intorno alla Terra e di constatare che la Luna non presentasse delle cariche magneticamente comparabili a quelle terrestri.

Principali caratteristiche della sonda Luna 2.

Luna 2, mentre si trovava ancora in orbita, il 13 settembre iniziò a rilasciare una strana nube di colore arancione formata sostanzialmente da gas sodio. Quello che a prima vista poteva sembrare un guasto, in realtà fu un escamotage che consentì agli scienziati sovietici di seguire la traiettoria della sonda e di analizzare le modalità di dispersione del gas nel vacuum spaziale. Il momento più rilevante però fu proprio quello dello schianto sul suolo lunare.

L’Apollo 15 tocca il suolo lunare

Tenendo conto degli strumenti a disposizione della scienza in quegli anni, l’impatto violento era stato programmato, e siccome erano riusciti anche a ricevere dei dati utili per studiare il satellite, i russi festeggiarono come un grande successo l’approdo (seppur traumatico) del primo dispositivo terrestre sulla Luna. Soltanto a partire dal 1966 si sarebbero avuti i primi atterraggi delicati sulla superficie dell’astro.

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