Lukashenko e Bielorussia: finché morte non ci separi

I bielorussi dovranno votare a febbraio un referendum per una nuova Costituzione che mira ad amplificare il potere di Lukashenko

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Lukashenko

In Bielorussia, a febbraio, si terrà un nuovo referendum costituzionale. Le modifiche alla Costituzione annunciate dall’agenzia di stampa statale, Beita, potrebbero mantenere in carica Lukashenko a sino al 2035.

In cosa consistono le modifiche di Lukashenko alla Costituzione?

Il leader bielorusso Lukashenko, come già annunciato a settembre, ha intenzione di apporre delle modifiche alla Costituzione per mantenere più a lungo il suo potere. A seguito del contraccolpo internazionale che il paese ha subito dopo le contestate elezioni di agosto 2020. Ma, soprattutto per impedire alle forze di opposizione di conquistare un ruolo di comando. Gli emendamenti proposti sono stati pubblicati il 27 dicembre sul sito ufficiale del presidente e sul sito dell’agenzia di stampa statale Belta. Inoltre, se si vogliono mandare dei suggerimenti e proposte basta scrivere direttamente all’ufficio della presidenza. I bielorussi sono stati incoraggiati a presentare i loro commenti, suggerimenti e opinioni sui cambiamenti. Senza alcuna garanzia che il giorno dopo troverai un ufficiale bielorusso alla tua porta, visto il modo in cui la Bielorussia tratta i dissidenti politici.


L’annuncio del referendum costituzionale


Nuovi limiti al mandato presidenziale

Il pensiero dell’introduzione di nuovi limiti al mandato presidenziale sembrerebbe una notizia positiva. Infatti, se approvata, la nuova costituzione introdurrebbe dei limiti di durata per i presidenti, limitandoli a due periodi di cinque anni di carica. Tuttavia, una clausola nel testo stabilisce che questo si applica solo ai “presidenti appena eletti”. Ciò permetterebbe potenzialmente a Lukashenko di rimanere in carica per un altro decennio dopo la scadenza del suo attuale mandato nel 2025. Altri 14 anni che si andrebbero a sommare ai 27 anni di dittatura di Lukashenko dalla sua presa di potere nel 1994.

Il nuovo status dell’Assemblea Popolare bielorussa

Secondo la bozza della nuova Costituzione, l’Assemblea Popolare Bielorussa acquisirà un nuovo status costituzionale. Attualmente, l’Assemblea non detiene poteri governativi ma è solo una riunione di leader lealisti fedeli al regime. Il desiderio di Lukashenko è quello di concedere un nuovo status governativo all’assemblea con lo scopo di legittimarsi di nuovo agli occhi dell’opinione pubblica. E dal lato opposto di indebolire l’autorità dell’attuale parlamento. Difatti, l’Assemblea agirebbe come una struttura parallela al parlamento stesso, con ampi poteri per approvare la politica estera, di sicurezza ed economica. Inoltre, sarebbe anche in grado di proporre modifiche alla costituzione, redigere leggi e selezionare i membri della Commissione elettorale centrale del paese. Infine, last but not least, l’Assemblea sarebbe in grado di deporre un presidente ritenuto colpevole di violazione “sistematica” della costituzione o di altre “gravi offese”.


Bozza della nuova Costituzione Bielorussa


Il potere monopolista di Lukashenko

Le modifiche della Costituzione di Lukashenko riguardano anche i criteri per divenire presidente in Bielorussia. Per chi aspira alla presidenza, la Costituzione aggiornata ha requisiti più severi. Per esempio, ora il candidato deve avere almeno 40 anni (prima ne aveva 35). Il periodo che una persona deve vivere in Bielorussia prima delle elezioni è raddoppiato: 20 anni (prima era di 10 anni). Tale parametro è rivolto direttamente contro i membri dell’opposizione attuali, molti dei quali sono stati costretti all’esilio per evitare la persecuzione politica nell’ultimo anno e mezzo. Oltre a ciò, un’altra restrizione include che un concorrente presidenziale non deve mai aver avuto la cittadinanza di un altro paese e né un permesso di soggiorno.

La nuova costituzione e l’immunità di Lukashenko

La bozza del documento prevede anche l’immunità per gli ex presidenti, e concede loro il vantaggio di diventare senatori a vita. Una legge ad personam visto che garantisce a Lukashenko l’immunità dalla persecuzione in quanto unico presidente da 27 anni. La totale immunità dalle azioni intraprese mentre era in carica. Ossia dalle accuse internazionali di torture, violenza e repressione attuate durante tutto il suo mandato presidenziale. Inoltre, la Costituzione garantisce l’immunità, anche per un presidente che si è dimesso dalla carica in seguito a dimissioni, motivi di salute o scadenza del suo mandato. Perciò: “Un presidente i cui poteri sono scaduti non può essere ritenuto responsabile delle azioni commesse in relazione all’esercizio dei suoi poteri presidenziali”.


La Russia sta spostando il suo arsenale vicino alla Bielorussia


Neutralità bellica e nucleare

La proposta di nuova Costituzione di Lukashenko farebbe decadere l’attuale articolo che enuncia che il paese cerca di essere libero dal nucleare e neutrale. Tra i cambiamenti proposti, un passaggio dell’attuale costituzione sembra essere stato rimosso. Ossia quello in cui si richiede al paese di rimanere fuori dai grandi conflitti geopolitici. Secondo la versione esistente, modificata l’ultima volta nel 2004, la Bielorussia “mira a rendere il suo territorio una zona libera dal nucleare, e lo stato neutrale”. Tuttavia, nell’ultima bozza la sezione è stata sostituita da un impegno che “esclude l’aggressione militare dal suo territorio contro altri stati”. Aprendo, così, la speculazione che Minsk potrebbe permettere il dispiegamento di armi atomiche entro i suoi confini. Per lo più, il mese scorso, Lukashenko ha offerto di ospitare le armi nucleari della Russia se la NATO non sposta le bombe atomiche americane dall’Europa orientale.

No ai finanziamenti esteri

La bozza di costituzione bielorussa pubblicata lunedì stabilisce, infine, il divieto di finanziamento delle elezioni nazionali da parte di stati, cittadini e organizzazioni straniere. La bozza enuncia che: “La preparazione e lo svolgimento delle elezioni dovrebbero essere finanziati dalle spese stanziate dal bilancio statale. In alcuni casi previsti dalla legge, la preparazione e lo svolgimento delle elezioni possono essere finanziati da partiti politici, altre organizzazioni e cittadini. La preparazione e lo svolgimento delle elezioni a spese di stati e organizzazioni straniere e di cittadini stranieri è vietato.”



Pareri opposti alla nuova Costituzione di Lukashenko

“Il progetto di costituzione di Lukashenko non dà ai bielorussi una vera scelta. Permetterà al dittatore di assicurarsi il potere, di controllare la situazione attraverso l’artificiale Assemblea Popolare Bielorussa, e di evitare il processo. Una nuova elezione presidenziale è l’unica soluzione alla crisi”, ha detto in un tweet la leader dell’opposizione Svyatlana Tsikhanouskaya. La leader esiliata ha aggiunto che: “Lukashenko sta cercando di prescriversi l’immunità dai procedimenti penali e privare i bielorussi della loro cittadinanza. Oltre che nominare un nuovo Politburo incarnato nell’Assemblea Popolare di tutta la Bielorussia che nessuno ha eletto”.

Vento da est

Per far si che il referendum passi gli emendamenti devono raccogliere il sostegno di più del 50% degli elettori, con almeno la metà di tutti i cittadini che vanno a votare. Il nuovo progetto costituzionale spiega anche come funzionerà la verticale del potere in futuro. Entro due anni, le leggi e gli altri atti dovranno essere allineati alla nuova Costituzione. Mentre la nuova Assemblea Nazionale entrerà in vigore entro un anno. I limiti di mandato per il presidente saranno effettivi solo dopo le prossime elezioni presidenziali. E anche i poteri del parlamento cambieranno solo dopo le nuove elezioni parlamentari. Per “impostare correttamente il funzionamento” dell’Assemblea Nazionale, l’attuale presidente può essere eletto come suo presidente. Fino a quando l’Assemblea non sarà formata, le funzioni del presidente e del parlamento saranno svolte secondo la vecchia versione della Costituzione.