Luigi Arcuti: un banchiere tra passato e futuro

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Luigi Arcuti (a sinistra) con Mario Draghi (a destra). Ritratti in occasione della conferenza stampa per la privatizzazione dell’Imi tenutasi presso il ministero del Tesoro, Roma, 10 gennaio 1994.

«Luigi Arcuti è stato colui che ha insegnato a tutti in Italia a fare banca,
e non è una cosa da poco: proprio per questo motivo è una persona
a cui sono sinceramente affezionato».

(Il presidente Mario Draghi, 2009)

Video Mario Draghi


  Antonio Patuelli, presidente dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana). Francesco Profumo, presidente Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) e della Fondazione Compagnia di San Paolo. Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo, hanno presentato a Roma il volume: «Luigi Arcuti, Insieme si cresce. Scritti di banca e finanza, 1950-1998». Promosso dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo.

Il volume sul banchiere, edito da Leo S. Olschki di Firenze

Fa parte della Collana dei Quaderni dell’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo – Fondazione 1563, e viene pubblicato dopo gli importanti volumi «Filantropia e credito. Atlante dei documenti contabili, dalla Compagnia all’Istituto bancario San Paolo di Torino (secoli XVI-XX)» e «Anton Dante Coda. Un malinconico leggero pessimismo. Diario di politica e di banca (1946-1952)».

Le ricerche e gli interventi sono a opera di Francesco Cesarini

Professore emerito in materie finanziarie dell’Università Cattolica di Milano. Di Alfonso lozzo, Amministratore delegato Sanpaolo IMI dal 2001 al 2006, e da Francesca Pino, storica e archivista, già direttrice dell’Archivio storico di Intesa Sanpaolo.

Il quarto Quaderno dell’Archivio Storico

Ripercorre la storia e la straordinaria parabola intellettuale del banchiere torinese Luigi Arcuti (1924-2013) per riscoprirne la figura. Uno strumento per trasmettere i valori di un protagonista dotato di una “saggezza” che, in periodi particolarmente delicati per l’economia — come quello degli ultimi anni — risulta indispensabile per il Paese. Protagonista della fusione tra l’Istituto Bancario San Paolo di Torino e l’Istituto Mobiliare Italiano (IMI) compiuta nel 1997, nonché uomo dai forti princìpi morali, Luigi Arcuti ha vissuto un percorso professionale, da bancario a banchiere, che si è contraddistinto per determinazione e intelligenza.

Luigi Arcuti

Luigi Arcuti è stato uno dei maggiori banchieri italiani della seconda metà del Novecento ed è importante ricordarne la rilevanza e l’eredita di operato. Attivo fautore della modernizzazione con una precisa visione del futuro, Arcuti ha portato a un grande sviluppo il San Paolo di Torino e l’Istituto Mobiliare Italiano – IMI. Il rilievo del personaggio emerge nel volume Insieme si cresce. Scritti di banca e finanza, 1950-1998 attraverso una silloge di documenti spesso inediti, come lettere personali e ufficiali, relazioni e interviste, dalle quali si può facilmente evincere anche un convinto europeismo e una spiccata predilezione per l’idea di coniugare il profitto alla sostenibilità, sotto ogni aspetto. Moderno e innovatore, nella sua azione Arcuti era guidato dalla convinzione che le banche potessero, e dovessero, svolgere un ruolo cruciale per lo sviluppo economico e civile dell’Italia, creando un ponte tra risparmio e investimento, tra finanza e industria.

Luigi Arcuti ha operato inizialmente nell’Istituto Bancario San Paolo di Torino

Dove era entrato a ventuno anni, nel dicembre 1945, fino a diventarne Direttore generale, trasformando una banca regionale in una delle maggiori aziende di credito italiane. Dal 1980 al 1998 è stato Presidente dell’IMI, carica a cui lo aveva chiamato il Ministro del Tesoro Nino Andreatta; durante il suo lungo mandato ha risanato l’Istituto e ha dato una spinta fondamentale alla privatizzazione del gruppo. Infine, dal 1998 al 2001, è stato Presidente del Sanpaolo IMI, nato dalla fusione che lui stesso aveva promosso e realizzato: si dava così vita al primo concreto esempio di banca universale, da Arcuti sempre caldeggiato, e si ponevano le premesse per la fusione con Banca Intesa del 2006.

Il volume Insieme si cresce

Scritti di banca e finanza, 1950-1998 discende da un programma di ricerca più ampio e articolato. Nel 2019, infatti, la Fondazione 1563, in collaborazione con l’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo, ha varato il progetto di raccolta di testimonianze orali sulla figura del banchiere con lo svolgimento. L’incontro è stato introdotto e moderato da Piero Gastaldo, presidente della Fondazione 1563.



FONDAZIONE 1563 PER L’ARTE E LA CULTURA

1563 è il nome della Fondazione. Riporta alla nascita dell’antica Compagnia di San Paolo. La Fondazione 1563 ne tutela e valorizza la memoria e il patrimonio. La Fondazione 1563 lavora anche ad un progetto di Brand Heritage per legare la storia dell’ente alla sua attività nella contemporaneità.