Ludovico delle Colombe con Aristotele ed Archimede

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Ludovico delle Colombe è un poeta, letterato e filosofo italiano, della seconda metà 1500 ed inizi 1600. Dall’influenza del pensiero di Aristotele, il filosofo distanzia dalle teorie opposte dell’avversario Galileo Galilei. Inoltre, il letterato fiorentino emerge in numerose opere letterarie, in cui diviene difensore degli studi di Aristotele. Alcuni scritti del filosofo sono: Scienza universale delle proporzioni, Istoria degli scrittori fiorentini, Saggio di storia letteraria fiorentina,Galileo Galilei e don Giovanni de’ Melci. 

Ludovico delle Colombe chi è?

Ludovico delle Colombe nasce a Firenze il 20 gennaio 1565 e decede nel 1616. Di discendenza nobile, Ludovico aderisce come membro dell’Accademia Fiorentina. Inoltre, all’epoca dei colleghi poeti del filosofo descrivono l’artista fiorentino, nel ruolo di matematico, astrologo e critico letterario, dalle abili conoscenze. A fronte di ciò, il letterato oppone il proprio pensiero alle teorie di Galilei, prima nella fisica con il tema idrostatico, poi in astronomia, come anti – copernicano. Inoltre, lo studioso stringe numerose amicizie con personaggi della cultura, come: Gualterotti, Baccio Bandinelli, il Conte Piero de’ Bardi il Vecchio, Pietro Pietri Danzicano e Ruspoli.

Ludovico delle Colombe: carriera e pensiero

Durante la carriera lavorativa, il filosofo rimane tra i confini della propria terra di origine, dove sostiene la letteratura fiorentina. Dal 1607, nascono dei componimenti letterari, anche epistolari per Clavio, Salviati e Galilei. In verità, il letterato diviene noto per le posizioni critiche, nei confronti delle teorie di Galilei. Dagli studi di Aristotele, il galleggiamento dei corpi è conseguenza della forma degli stessi.

Al contrario, per Galilei, ovvero seguace di Archimede, la spiegazione del fenomeno riguarda la differenza dei pesi specifici, dei corpi.  A ragion per cui, nel primo scritto dal titolo Il Discorso di L.delle Colombe, il letterato esprime che la Nuova Stella non è una Cometa. Consegue la spiegazione in accordo con le teorie di Aristotele, dove la formazione di nuovi corpi celesti sono presenti già in natura, nell’universo.

In seguito, lo studioso Mauri critica il pensiero del filosofo, con una sua opera, che pubblica nello stesso periodo. Tuttavia, il letterato con un discorso all’arcivescovo di Firenze tenta di dimostrare la verità, della teoria aristotelica del cielo. Di fatto, tale fenomeno rappresenta il legame tra le analisi astronomiche e filosofiche. Mentre, le comete non tramutano in nuove stelle, a causa dell’assioma aristotelico, dell’immutabilità ed incorruttibilità del Cielo. A ragion per cui, in contrasto con le teorie di Galileo Galilei, il fenomeno denota che le stelle risultano già esistenti, in natura da tempo.

Le opere

Tra le principali opere del filosofo ci sono: Historiae Academiae Pisanae, Storia del metodo sperimentale in Italia, Galileo Galilei, Scienza universale delle proporzioni, Fasti consolari dell’Accademia Fiorentina ed altre. Il filosofo fiorentino decede nel 1616.

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