La ludopatia: la nuova dipendenza

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Fino a qualche anno fa, quando si parlava di dipendenze, immediatamente il nostro immaginario collettivo faceva riferimento a droga o alcol, come se solo all’interno di queste due sostanze fossero contenuti degli agenti in grado di alterare lo stato psicofisico degli esseri umani. 

Con l’evoluzione della società, il consumismo, la sempre maggiore necessità di soddisfare dei bisogni umani, hanno cambiato nel giro di poco meno di un decennio il concetto di dipendenza, attribuendo a quest’ultima non più una condizione di alterazione psicofisica dovuta necessariamente all’assunzione di sostanze ingeribili.

Si allunga, dunque, la lista delle nuove dipendenze, dallo shopping ad internet, dal sesso al gioco d’azzardo.

Tra tutte le nuove forme di dipendenza quella certamente più dilagante e più devastante è la ludopatia, ossia la dipendenza dal gioco d’azzardo, che negli ultimi anni ha colpito non solo le fasce di età di uomini e donne over 40, ma raggiunto in maniera pervasiva le comunità di giovani tra i 15 e i 19 anni.

Il crescente fenomeno della ludopatia, è stato sicuramente determinato dallo sviluppo delle tecnologie che facilitano sempre di più l’accesso a canali di gioco a chiunque ed in qualsiasi luogo, dal nostro ufficio al nostro divano, con una semplice connessione ad internet ed uno smartphone è possibile raggiungere migliaia di piattaforme virtuali che ci danno l’illusione di evadere, per pochi minuti o intere ore, dai nostri problemi quotidiani, nell’illusione di poter migliorare la nostra condizione di vita attraverso vincite facili.

I rischi di questo tipo di dipendenza sono veramente alti, in quanto le persone in rete sono più fragili e non consapevoli né coscienti delle perdite di denaro a cui vanno incontro.

Il ludopatico, il soggetto che attua un comportamento compulsivo nei confronti del gioco, che prevede una vincita in denaro è quasi sempre un soggetto fragile, immaturo ed irresponsabile, un soggetto che non si rende conto del vortice infernale in cui è finito, e si ostina a considerare il suo rapporto con il gioco al pari di una qualsiasi altra forma di intrattenimento o di passatempo.

Peccato che questo “passatempo” così come lo definiscono i ludopatici non consapevoli, porti sul lastrico le famiglie, distrugga i matrimoni, crei solitudine sociale e nei peggiori casi trasformi il soggetto in un vero e proprio criminale che, per la necessità di soddisfare la propria astinenza, è disposto a commettere anche reati che vanno dal semplice furto in casa dei propri familiari a reati  contro il patrimonio.

Un sostegno psicologico è fondamentale per chi vive il dramma della ludopatia anche solo in maniera indiretta in quanto le ripercussioni che questo disturbo comportamentale provoca sono distruttive e non solo per il ludopatico, ma soprattutto per chi suo malgrado si trova ad assistere alla distruzione di chi ama. Come può sentirsi un figlio quando vede il padre che, anziché provvedere al soddisfacimento dei suoi bisogni primari, pensa a sperperare ogni centesimo in suo possesso per giocare al bingo, al lotto, alle slot-machine? Beh, sicuramente rabbia e frustrazione abiteranno il lui fino a quando diventerà un adulto, a dimostrazione che i danni di una simile dipendenza sono anche a lungo termine.  

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