L’Ucraina il 24 agosto 1991 proclama la sua indipendenza dall’URSS

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Il 24 agosto 1991 l'Ucraina dichiara l'indipendenza dall'URSS.

Quella del 24 agosto 1991 rappresenta una data spartiacque nella storia dell’Ucraina ma anche dell’Unione Sovietica. Infatti in quel periodo la Rada, il Parlamento ucraino, proclamò l’indipendenza dall’URSS, indicendo per il 1° dicembre dello stesso anno un referendum popolare per confermare o meno il radicale cambiamento. La tornata referendaria fu una sorta di plebiscito in favore del , con il 90,32% dei cittadini che si espressero a favore del distacco dal Cremlino. Si trattò del momento decisivo di un lungo (e tortuoso) processo di allontanamento dall’orbita sovietica che era iniziato nel febbraio del 1990 e si concluse alla fine di dicembre dell’anno successivo.

La votazione ebbe un esito indiscutibile, con tutte le regioni ucraine che si espressero in larga maggioranza per la conferma dell’Atto di Indipendenza che poi sfociò qualche giorno dopo nell’elezione alla presidenza del Paese di Leonid Kravchuk. Soltanto la Crimea fece eccezione con il che riuscì ad arrivare al 54%, netto segnale della tendenza autonomista della penisola del Mar Nero che poi nel maggio del 2014 avrebbe portato al referendum che ebbe come conseguenza il distacco della regione dal resto dell’Ucraina.

Ucraina: Leonid Kravchuk primo presidente dopo l’indipendenza.

Da quel 24 agosto 1991 lo Stato ucraino indipendente sarebbe dovuto passare attraverso una serie di difficoltà e di ribaltamenti politici. Il mandato presidenziale di Kravchuk si concluse già nel 1994 quando il nuovo Presidente della Repubblica divenne Leonid Kuchma. Questi, nella sua esperienza durata fino al 2005, dovette gestire i complicati e difficili rapporti non solo con la Russia ma anche con i Paesi dell’Europa occidentale.

L’Ucraina dopo l’indipendenza: le tensioni con la Russia e la Guerra del Donbass

L’autonomia della Crimea non è mai andata giù al governo di Kiev. Quest’ultimo infatti non ha mai riconosciuto la legittimità del referendum indetto nella penisola, dichiarando che qualsiasi atto del Parlamento della Crimea sarebbe risultato nullo, e parlando di «territorio temporaneamente occupato». La Russia però ha reagito alle provocazioni ucraine e ha occupato la Crimea, sancendo di fatto l’inizio della Guerra del Donbass.

La Guerra del Donbass che coinvolge Ucraina e Russia.

La data ufficiale dell’inizio del conflitto è quella del 6 aprile 2014 quando alcuni manifestanti contro il governo ucraino, sostenuti dai russi, hanno occupato alcune sedi istituzionali del Paese nelle varie regioni di Donetsk, Kharkiv e Luhansk. Si è verificata così una sorta di invasione da parte degli oppositori russofoni, situazione che ha costretto Petro Poroshenko (Presidente della Repubblica dal 2014 al 2019) a lavorare fra continue tensioni e atti di violenza per cercare di non far crollare l’unità dello Stato.

Russia/Ucraina – Primo passo verso la pace nel Donbass

La crisi in Ucraina ha avuto anche dei risvolti internazionali. I rapporti tra Russia e Occidente sono diventati più tesi, e soprattutto gli Stati Uniti hanno accusato Mosca di continuare a istigare e ad appoggiare i ribelli. Il Cremlino, dal canto suo, attacca il Governo di Kiev, denunciando atti di violenza nel sopprimere le rivolte, durante le quali verrebbero effettuati dei bombardamenti su obiettivi civili senza tener conto dei diritti umani. Anche la NATO è intervenuta per provare a convincere la Russia a ridurre la sua presenza militare ai confini con lo Stato ucraino.

Insomma, l’Ucraina sta ancora attraversando una fase delicata della sua storia, e ovviamente l’obiettivo principale è quello di difendere quell’indipendenza dall’URSS conquistata con orgoglio il 24 agosto 1991.

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