Lucio Fontana: lo Spazialismo dell’Art Nouveau

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Lucio Fontana è uno scultore, ceramista e pittore italiano, di fine 800 e 900. L’artista segue l’influenza stilistica di Adolfo Wildt, che attraverso le forme romantiche ottocentesche esprime il simbolismo dell’arte. Tuttavia, Fontana accoglie dell’accademico milanese gli elementi dell’Espressionismo, in unione con il gusto dell’arte gotica. Inoltre, Fontana emerge nella scultura attraverso la realizzazione dell’arte spaziale, corrente artistica del 1946.

Lucio Fontana chi è?

L’artista nasce a Rosario (Argentina) il 19 febbraio 1899 e decede a Comabbio (Italia) il 7 settembre 1968. Dal padre Luigi Fontana, Lucio eredita la passione per la scultura, che impara nell’officina del genitore. A ventuno anni circa, l’aspirante artista intraprende la professione raffigurativa, anche con l’aiuto dell’amico paterno Giovanni Scarabelli. In seguito, con anni di pratica scultorea, Lucio accoglie le linee artistiche dell’espressionista Adolfo Wildt, che segue nelle forme.

In realtà, le scelte stilistiche di Wildt entrano anche negli aspetti maturi, della corrente romantica ottocentesca. Ma lo scultore argentino intende l’arte, oltre a ciò che arriva la pittura e che delinea il disegno. Verso gli anni Cinquanta, Lucio con dei tagli sulla tela nota una dimensione nuova, che distanzia tra i rilievi della scultura, pittura e le basi piane del disegno. Mentre, le forme escono dai tradizionali confini che delimitano la tela, ecco la nascita di una visione nuova dell’arte: gli spazi nelle dimensioni del tempo.

A ragion per cui, Fontana visualizza il senso dello spazio oltre l’oggettività rappresentativa, dove un’opera acquisisce le distanze di una visione prospettica. Consegue l’idea esule di consuetudini e modelli tradizionali, con la superficie dell’opera che mostra i rilievi e le interruzioni della stessa. Attraverso la dimensione della profondità, ecco l’incontro reale tra luce – spazio, in assenza di un piano prospettico, con l’alternanza del binomio nel tempo.

Lucio Fontana: la carriera

Nel 1921, Fontana consegue il diploma di perito edile e decide di raggiungere l’Argentina, la terra natale. Dopo qualche anno, l’artista esercita la propria attività di scultura a Rosario, dove elimina le proprie influenze artistiche precedenti ed accoglie i metodi stilistici, della corrente cubista di Aleksandr Archipenko. Tra gli influssi del movimento artistico, di Fontana emergono le opere, come: Nudo e La muyer y la balde.

Di fatto, nel primo lavoro l’artista esprime le linee di Archipenko, mentre nell’altra emerge lo stile di Aristide Malillol. Nel 1927, lo scultore argentino decide di studiare all’Accademia di Brera, dove ottiene il diploma nel 1930. Tra gli insegnanti universitari Adolfo Wildt rappresenta una guida artistica per Lucio.

In seguito, Fontana realizza diverse opere, di cui: L’uomo nero, il fiocinatore o Scultura astratta, il fiore, la Struttura al neon per la IX Triennale di Milano, Le Sculture, I Buchi, Le Pietre, I Barocchi, I Gessi, Gli Inchiostri. Inoltre, seguono altre opere, come: Gli Olii, I Tagli, I Quanta, Le Nature, I Metalli, I Teatrini, Le Ellissi, I Disegni, Le Ceramiche ed altre.

La morte

Lo scultore italiano decede a Comabbio il 7 settembre 1968, all’età di sessantanove anni.