Luciana Bertorelli: femminismo delle Veneri steatopigiche

Le opere dell'artista sono sculture femminili in ceramica con richiami alle teorie pre-socratiche

0
253
Luciana Bertorelli
Una delle sculture dell'artista

Ritorna dopo nove anni alla Galleria Arianna Sartori di Mantova l’artista savonese Luciana Bertorelli. La creativa porterà all’attenzione del pubblico l’ultimo ciclo di dipinti e opere ceramiche “Frammenti di un mondo che cambia”. L’inaugurazione della mostra è sabato 23 ottobre alle 17 e l’autrice parteciperà all’evento. L’esposizione sarà visitabile fino al 4 novembre.


Giancarlo Businelli e la magia della pioggia a Mantova


Chi è Luciana Bertorelli?

Luciana Bertorelli è nata a Bedonia. A Genova si diploma al Liceo artistico “N. Barabino” ed è allieva del pittore Nobile e dello scultore Barbieri. Frequenta i corsi di pittura all’Accademia ligustica di Belle Arti. Inizia poi a esporre nel 1966 e apre il primo studio a Genova, nel 1971. È presente in molte importanti pubblicazioni d’arte contemporanea dagli anni Settanta. Le sue opere sono in numerose collezioni pubbliche e private sul territorio nazionale e all’estero. Ha allestito mostre personali di pittura e scultura ceramica in Italia, Francia, Grecia, Germania, Turchia ed USA. Ha partecipato in primis a Liveglia live, museo all’aperto di sculture create da artisti e ispirate alla storia del paesino dell’Alta Val Ceno di Bedonia. Un progetto che valorizza il borgo e recupera i valori del turismo ambientale.

Bertorelli e la deformazione dei valori

Non solo rosso

Le considerazioni dell’artista del 12 settembre scorso permettono di comprendere il suo approccio alla creazione. “Il Vero, il Buono, il Bello per contrastare il Male. Come diceva Socrate. Viviamo un momento terribile, in tutte le parti del Mondo si sta frantumando la certezza dell’Essere Umani. Cosa voglio trasmettere con le mie opere… La perdita improvvisa di punti fermi nella mia vita. Esistono sempre i valori in cui ho creduto per tanto tempo… La Natura, la Donna, la Maternità… Ma come riflessi in uno specchio che li deforma, che li allontana, che li frantuma. Non solo rosso… Il rosso della violenza, del sangue, della guerra e della sopraffazione, dei diritti negati… La realtà non è come spesso ci sembra a prima vista, ma si rompe in mille sfaccettature che non ti aspettavi…In quest’ultimo periodo ho lavorato soprattutto su dimensioni ridotte, sia in pittura, che in argilla… Ho osservato le nuvole nel cielo, i volti delle persone, gli alberi, ho letto molto e riflettuto”.

Il femminismo antropologico di Luciana Bertorelli

La Natura è per Luciana Bertorelli la protagonista di una rappresentazione che continua ad affascinare nonostante il passare dei millenni. Ancora affascina per il mistero della vita che in essa si rinnova, nonostante le violenze subite dall’uomo. Certamente il pensiero dominante dell’artista consiste nella difesa di una Terra incontaminata e misteriosa. Già Aristotele insegnava che “in tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso”. Rispetto, amore per ciò che ci circonda e ‘femminismo antropologico’ sono le linee guida che forniscono ad ogni scultura una personale identità. La comune ispirazione sono le cosiddette Veneri steatopigiche del Paleolitico. Ma le Pangee sono il segnale di una leadership matriarcale che l’artista amerebbe veder ritornare. Più realisticamente si tratta del definitivo riconoscimento di un rapporto davvero paritetico fra Uomo e Donna. Quindi, una societàin cui la femmina sia considerata una risorsa e non un accessorio.

Veneri steatopigiche

Le plastiche sculture, in atteggiamento di preghiera, si coprono gli occhi di fronte ai disastri della Natura provocati dagli uomini. Negli ‘zaini’ che portano alle spalle avrebbero le soluzioni adeguate al progressivo degrado ambientale e sociale. Acqua, Aria, Terra, Fuoco alludono certamente alle componenti essenziali del fare ceramica. Fanno riferimento anche alle teorie dei filosofi pre-socratici, Talete, Anassagora, Anassimandro, Anassimene fino a Eraclìto. La ricerca nei trattati Perì fùseos/Sulla Natura dei princìpi concreti, gli archètipi, dell’Universo”.

Immagine da cartella stampa.