Lucia Annibali: simbolo della violenza contro le donne

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Lucia Annibali
Lucia Annibali

Lucia Annibali è la vittima di un crimine efferato. Simbolo della violenza sulle donne, porta sul suo volto i segni che ne descrivono il suo essere una sopravvissuta.

Lucia Annibali nasce il 18 settembre 1977 a Urbino. Ha 36 anni quando l’uomo che aveva amato, decide di portarle via uno dei beni più preziosi, l’identità.

Il 16 aprile del 2013, Lucia Annibali viene derubata del suo volto, cancellato da una gettata di acido da due sicari assoldati dal suo ex compagno, Luca varani.

L’inizio della relazione con Luca Varani

Lucia Annibali è una donna brillante. All’epoca in cui la relazione con Luca Varani ha inizio, Lucia Annibali è un’avvocatessa, stimata e ben voluta. La sua è una vita fatta di affetti, tra famiglia ed amici. Una carriera brillante.

Anche Luca Varani è un avvocato. Hanno la stessa età ed il destino di Lucia si intreccia a quello di Varani tra le aule di Tribunale. Si conoscono nel 2004, ma è solamente nel 2009 che tutto ebbe inizio.

Lucia si innamora di Luca Varani e i due iniziano a frequentarsi, intrecciando una relazione, il cui tragico epilogo è tristemente noto a tutti.

Varani è un uomo, a dispetto dell’apparenza regalata in parte dal suo mestiere, immaturo e superficiale nell’ambito della sua vita sentimentale. Infatti, quando intraprende la relazione con Lucia Annibali è, in realtà, già impegnato in una relazione, lunga oltre dieci anni, con un’altra donna, Ada.

Lucia non viene a conoscenza di questa verità se non circa un anno più tardi. A questo punto prende la distanze da quell’uomo. Impossibile immaginare di cosa sarebbe stato capace.

Storia di un “non amore”

In seguito all’allontanamento di Lucia, Varani inizia ad adottare un atteggiamento persecutorio nei suoi confronti. Non accettando il suo rifiuto, mette in atto un vero e proprio atto di stalking. Le continue pressioni, scambiate per amore e affetto, fanno si che la Annibali ceda. Si riavvicinano, la relazione riprende.

Non passa molto tempo prima che l’indole di Varani venga nuovamente alla luce. Questa volta, accecato dalla gelosia, le tira uno schiaffo. L’ossessione che Varani aveva nei confronti di Lucia e la mania di controllo che pretendeva di esercitare su di lei prendono forma.

Lucia Annibali prende di nuovo le distanze, decisa a porre fine a quella relazione che si stava manifestando malsana e tossica.

Il coraggio e la determinazione sono tratti distintivi del carattere di Lucia Annibali. Le hanno sempre consentito di mettere davanti ad ogni altra cosa, l’amore per sé stessa. Questa volta però, non sapeva di andare in contro alla follia di un uomo che, nella sua testa, non poteva accettare di perderla. Lucia era per quell’uomo una proprietà, non poteva essere lei a decidere di allontanarlo.

Nonostante, nel frattempo la sua compagna storica, Ada, fosse rimasta in cinta, nessun pensiero poteva distoglierlo dal suo obbiettivo: vendicarsi di Lucia Annibali.

No, non si tratta di amore. Si tratta di tutto fuorché di amore. È possesso, ossessione e violenza. Sentimenti che si manifesteranno nei mesi a venire. Mesi in cui Varani adotta una serie di comportamenti persecutori, minacciosi e gravemente lesivi della persona, o meglio della vittima. Parliamo di appostamenti, al fine di spiarla e seguire passo passo i sui spostamenti. Un controllo serrato e continuo. Tuttavia, Varani andò ben oltre. Riesce, infatti, ad introdursi nell’abitazione di Lucia arrivando a manomettere l’impianto del gas.

L’aggressione con l’acido

Tentativi falliti. Lucia non cede e continua a tenere a distanza quell’uomo, che iniziava a farle paura.

I fatti che si verificano in seguito, le daranno ragione. Infatti, la sera del 16 aprile 2013, Lucia Annibali sta rientrando dalla palestra. Sono circa le 21 quando Lucia entra in casa e subito comprende che qualcuno si è introdotto nel suo appartamento: i tavoli e le sedie erano sottosopra. L’istinto di fuggire la colse nell’immediato ma, non fece in tempo. I suoi aggressori, due uomini di origine albanese, assoldati da Varani affinché agissero in sua vece, furono più rapidi.

Il getto di acido la colpì in pieno volto, compresi il collo ed una mano.

Ricordo la mia faccia che friggeva, rantolavo. Ho fatto in tempo a specchiarmi un istante prima che gli occhi non vedessero più niente. Ero grigia, c’erano bollicine che si muovevano sulle mie guance. Urlavo, urlavo tantissimo. Ricordo di aver tolto il giacchino di pelle per non rovinarlo, come se fosse importante“. Con queste parole Lucia Annibali racconta l’atroce sofferenza di cui è stata vittima. La sua colpa? Aver rifiutato le attenzioni di un uomo che diceva di amarla. Ma è forse amore, questo?

Trasportata di urgenza all’ospedale, in condizioni gravissime. Nel frattempo, mentre si consumava la tragedia, Luca Varani era ad una partita di calcio, ma le forze dell’ordine non necessitarono di molto tempo per individuare nella sua persona il mandante dell’aggressione ai danni di Lucia Annibali. Il giorno successivo venne arrestato.

Luca Varani sta scontando la condanna a 20 anni di reclusione, definita in Cassazione il 10 maggio 2016. I due aggressori materiali, invece, sono stati condannati ad una pena di anni 12.

L’impegno di Lucia Annibali contro la violenza sulle donne

Il caso di Lucia Annibali ha riscosso l’attenzione a livello internazionale. Non solamente per la ferocia di cui è stata vittima, ma anche per la tenacia da lei dimostrata nei mesi, anni, successivi.

Tenacia nel battersi per diffondere messaggi contro ogni forma di violenza di genere. La volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa tematica, così delicata, nasce dall’esigenza di scongiurare, per quanto possibile, il ripetersi di un simile scempio.

In particolare, l’aggressione con l’acido mira a cancellare l’individuo stesso. Deruba la vittima del suo volto, della sua immagine, insomma, della sua identità. Significa condannare qualcuno a trascorrere il resto della propria vita a non riconoscersi nello specchio, a farsi additare e a nascondersi dagli sguardi indelicati altrui.

Lucia Annibali mette a disposizione la sua dolorosa storia personale al fine di aiutare altre donne a comprendere la pericolosità di certe situazioni. La consapevolezza è l’arma migliore di cui si può disporre, per mettersi in salvo.

A tal proposito è autrice del libro “Io ci sono. La mia storia di non amore“, da cui è tratta anche una fiction trasmessa dalla Rai.

La combattività di Lucia Annibali la porta a candidarsi, e ad essere eletta deputato tra le fila del PD. Dal 2019 aderisce, invece, a Italia Viva, capitanata da Matteo Renzi. Insiste sulla fondamentale importanza dell’assumere coscienza del fenomeno. Invita a non trascurare il minimo segnale e soprattutto a denunciare.

La sua battaglia è rivolta contro ogni forma di violenza di genere: la violenza fisica, psicologica ma anche quella economica.

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