Lucano: “Mi sono ispirato a un grande uomo: Peppino Impastato”

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Domenica sera il sindaco di Riace Domenico Lucano, indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è stato ospite del programma televisivo di Fabio Fazio “Che tempo che fa” in onda su Rai 1. L’intervista è stata preceduta da numerose polemiche sollevate da uno dei due partiti di maggioranza, che asseriva non fosse giusto invitare un personaggio indagato in quanto non da un giusto esempio ai telespettatori. La  sera dell’intervista Fazio stesso spiega che è doveroso ospitare tutti, che la tv pubblica dovrebbe includere in modo da permettere ad ogni individuo di crearsi la propria idea.

Lucano appare sereno come in tutte le altre apparizioni pubbliche; sa non di non aver fatta quello per cui è accusato, come dice lui l’unico reato che ha commesso è il “reato di umanità”. È fiero nel raccontare, che la notte in cui gli è stato revocata il diritto di dimora dalla sua Riace l’ha trascorsa in macchina. Poco lontano dal comune nella  locride perché lui la sua Riace non la vuole lasciare sola, per nessun motivo al mondo.

Racconta ancora una volta come è nato il modello Riace, dal naufragio di un vascello nel agosto del lontano 1998 quando un gruppo di  Curdi sbarcano sulle coste riacesi. Lucano, al tempo non ancora sindaco, insieme ai suoi concittadini inizia questa accoglienza “spontanea” che da li a poco sarebbe diventato un grande progetto; grande per una comunità di neanche 1600 abitanti. Un progetto di integrazione e condivisione,  volto a far comprendere ai cittadini che si può convivere tutti insieme, perché gli immigrati non portare via il lavoro; anzi lo creano come è successo nella piccola cittadina calabrese.

Fazio continua chiedendo, se durante tutto il periodo si è mai reso conto che stava andando contro la legge, il sindaco risponde di quale legalità si stava parlando? In fondo anche al tempo nel regime fascista venivano rispettate le leggi, ma quelle sono state un dramma per l’umanità intera. Gli viene chiesto più di una volta, se si è mai pentito di quello che ha fatto e se tornando indietro avrebbe fatto le cose in modo diverso, ma Lucano dice no. E’ convinto e orgoglioso di tutto quello che ha realizzato e lo rifarebbe mille altre volte, nonostante tutto questo lo ha portato ad allontanarsi dalla sua famiglia.

Dice inoltre che è contento di tutta la gente che lo ha sostenuto e gli ha dimostrato affetto in questo delicato periodo.  Alla domanda su che cosa farà ora che tutto sembra perso,risponde che continuerà comunque anche senza il sostegno economico  del progetto “SPRAR”(sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati); se necessario lo svolgerà sotto forma di volontariato , che poi è come tutto ha avuto inizio.

Conclude dicendo di  aver preso spunto da un grande uomo, definendolo un “incontro dell’anima”,  l’aspirante consigliere comunale di Cinisi Peppino Impastato che non solo combatteva le mafie e aveva un grande idea di società. Infine, ringrazia i suoi avvocati per il grande sostegno umano che stanno apportando e si augura che tutto questo finisca rapidamente, in modo da poter ricominciare il prima possibile a fare quello che lui ama di più: “essere UMANO”.

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