Social media manager di Salvini, padre della Bestia e artefice dei post del “Capitano”. Ecco chi è Luca Morisi e quanto guadagna (a spese nostre)

Luca Morisi, social media strategist e responsabile della comunicazione di Salvini, su Twitter si descrive così:

“Digital philosopher. Social-megafono, mi occupo quasi 24×7 della comunicazione per il Capitano. #goSalvinigo”.

Luca Morisi post
Il post di Morisi nel giorno di Pasqua

E’ stato protagonista della cronaca recente per aver postato, il giorno di Pasqua, nonché giorno delle stragi in Sri Lanka, una foto di Salvini con il mitra. Il post, effettuato a pochi giorni dagli attacchi dei 5Stelle sul caso Siri, ha suscitato giustamente lo sdegno dell’opinione pubblica del Paese. Su Twitter l’hashtag #licenzia_LUCA_MORISI_, è stato per oltre due giorni in cima agli argomenti di tendenza.

Morisi tuttavia è ancora lì, e Salvini ha difeso il suo spin doctor bollando le proteste come “polemiche sul nulla”. Qualche ora dopo, apparivano sui social media del Ministro dell’Interno delle foto di peluche. Questo è solo un esempio di come la comunicazione social di Salvini, di cui Luca Morisi è artefice, sia tutta volta ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e a polarizzarla il più possibile, non importa quanto scandaloso sia il contenuto dei post.

E pare proprio che la strategia funzioni, visto che ogni giorno è il Vicepremier leghista ad indirizzare il discorso pubblico.

Come è arrivato Luca Morisi fin qui?

Classe 1973, Morisi è laureato in filosofia con il massimo dei voti, ha insegnato per circa 10 anni, all’Università degli Studi di Verona, “Siti Web di Filosofia” e “Laboratorio di informatica filosofica”.

Nel 2012 vede per la prima volta Salvini, mentre questi si trova a Porta a Porta. Rimase affascinato, racconta al Corriere della Sera, dalle sue naturali capacità di ibridare mezzi di comunicazione diversi e di gestire i talk show. Durante la puntata il leader del Carroccio stava infatti facendo una diretta sui social usando l’IPad. Luca Morisi ha del resto più volte definito Salvini “un comunicatore nato”.

Dopo quell’episodio, i due si scambiano messaggi su Facebook. Nel 2013 comincia la loro collaborazione professionale.

Inutile sarebbe negare che Morisi abbia fatto un buon lavoro, nonostante la discutibilità dei mezzi usati. I numeri dei social di Salvini fanno, del resto, invidia ai più grandi leader mondiali.
“Il volume delle sue interazioni su Facebook,-scrive il New York Times– sebbene recentemente sia calato, spesso è superiore a quello del presidente Trump”.

La Bestia di Luca Morsi

Luca Morisi è colui che ha creato la famosa Bestia. Di cosa si tratta?

La Bestia è uno strumento in grado di analizzare ed individuare l’opinione comune del Web e monitorare i sentimenti degli utenti, per poi sfruttarli a proprio vantaggio. Dopo averli analizzati, questi contenuti vengono riproposti sistematicamente tramite post sui social, comizi e interviste. Non è raro, non a caso, che i suoi sostenitori riconoscano a Salvini il merito di parlare e pensare proprio come loro.

Ha ideato il mito del Capitano

Morisi è anche l’ideatore del soprannome “Capitano”, con cui gli accaniti sostenitori amano chiamare il Vicepremier leghista.

La sua strategia comunicativa è, inoltre, volta a favorire una progressiva “fidelizzazione” degli utenti. Prova ne sono le numerose campagne social, come ad esempio il lancio degli hashtag #salvininonmollare e #complicediSalvini (quest’ultimo in occasione del caso Diciotti).

Altro esempio di questo modus operandi è stato il concorso Vinci Salvini: si trattava di premiare, con una telefonata o con un incontro privato con il leader leghista, coloro che più mettevano like o condividevano i post di Salvini. Il concorso ha avuto luogo poco prima delle elezioni del 4 marzo ed ha avuto, nemmeno a dirlo, un grande successo propagandistico.

Per partecipare, tuttavia, era necessario registrarsi al gioco online, e quindi inserire i propri dati. Molti hanno attaccato la mancanza di trasparenza relativa all’utilizzo di questi dati, che non si sa a chi siano stati affidati, se alla Lega o ad una società privata. I nostri dati, del resto, sono ormai la vera miniera d’oro del XXI secolo, e c’è chi ha cominciato ad usarli anche per influenzare il comportamento dell’elettorato, come ha dimostrato lo scandalo di Cambridge Analytica.

Ma chi paga il suo stipendio?

Noi. Al primo giorno del suo arrivo al Viminale, il Ministro dell’Interno ha assunto tutti i membri del suo staff di collaborazione. Morisi percepisce al momento uno stipendio pari a 65.000 euro lordi l’anno. Non è di certo illegale, né rappresenta una novità.

Salvini ha, tuttavia, aumentato sensibilmente gli stipendi del suo staff di comunicazione. La somma degli stipendi dei suoi collaboratori, tra cui figura anche il nome del figlio di Marcello Foa, Presidente Rai, è pari, come ha rivelato L’Espresso, a 314.000 euro annui. Si tratta, dunque, di quasi mille euro al giorno a spese dei contribuenti.

Naturalmente il problema non sta tanto nell’utilizzo di soldi pubblici per pagare coloro che si occupano della comunicazione del Ministro dell’Interno. Il problema sorge quando questi soldi vengono utilizzati per pagare lo stipendio a chi pubblica post con contenuti che spesso incitano all’odio, e quando tutto questo viene fatto per curare gli interessi elettorali di Salvini, in qualità di leader della Lega e non più di Ministro.

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