Luca Freschi e i Pavimenti d’ombre nell’immobilità

Apre domani la mostra dell'artista che ha realizzato il progetto "Cariatidi"

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Luca Freschi
Luca Freschi, Ph Filippo Venturi

La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia presenta, dal 1 ottobre al 13 novembre la personale dell’artista e ceramista romagnolo Luca Freschi, Tra perdita e rinascita. Curata da Giovanni Gardini, l’esposizione sarà inaugurata sabato alle ore 18.


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La mostra di Luca Freschi è un traguardo per la Galleria Bonioni Arte?

La mostra, prima personale di Luca Freschi alla Galleria Bonioni Arte, costituisce il coronamento di una collaborazione avviata nel 2015. Ha visto il coinvolgimento dell’artista a diverse collettive, progetti istituzionali e fiere d’arte. Federico dello spazio espositivo commenta l’iniziativa. «L’attività della nostra Galleria ha due anime: da un lato lo storicizzato, curato prevalentemente da mio padre Ivano, dall’altro gli artisti del presente, che seguo personalmente. Cerco di studiare il passato e mantenere uno sguardo aperto al futuro».

L’esposizione di Luca Freschi

Il percorso comprende una trentina di opere, realizzate dal 2017 a oggi con una tecnica che associa l’uso della terracotta ceramica dipinta a objets trouvés, legno e plexiglass. Tra i lavori principali, si segnalano i Pavimenti d’ombre, resti di banchetti che costituiscono una tragica testimonianza di un mondo attonito, smarrito e immobile. Pavimenti sono neri, inghiottiti nel buio e ricoperti da un manto spesso color petrolio. Sono inoltre esposte le Cariatidi, moderni obelischi regolati dalla tecnica dell’accumulo che non sfuggono al tema della vanitas. Negli inediti Breviari Il linguaggio si fa più rarefatto e essenziale.

Sperimentazione e creazione

Nel testo critico di Giovanni Gardini è una descrizione del creativo. «Luca Freschi è un artista instancabile. Varcare la porta del suo studio/laboratorio significa entrare in una dimensione in cui il mestiere dell’arte è esperienza creativa quotidiana. Lavoro indefesso in cui nulla è lasciato all’improvvisazione. Accanto a opere finite altre sono in lavorazione, in un continuo e inarrestabile processo di sperimentazione verso soluzioni sempre nuove. Le sue sculture nascono quindi per giustapposizione, da un sapiente esercizio in cui forme e cromie trovano nel loro equilibrio una piena realizzazione. Non c’è opera che si sottragga alla regola ferrea in cui le singole scelte compositive sono quanto mai decisive e esigenti. Nelle opere di Freschi infatti più tempi coesistono insieme, quello della distruzione che può assumere i toni della catastrofe, e dell’immobilità. Lo sguardo è chiamato a contemplare le rovine e a soffermarsi con attenzione sui singoli frammenti sapientemente assemblati».

Oggetti quotidiani nell’arte

Un vocabolario iconografico, quello di Luca Freschi, che accoglie continuamente nuovi oggetti, il più delle volte appartenenti alla quotidianità. Allo stesso tempo è segnato da alcune persistenze che ne costituiscono la cifra stilistica: la pipa di magrittiana memoria, la banana pop ispirata a Wharol. Anche le forbici da sarto legate all’immaginario personale dell’artista. La Galleria Bonioni Arte è aperta al pubblico da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Luca Freschi

L’artista è nato a Forlimpopoli nel 1982. Si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sezione Pittura. In questi anni di lavoro ha intrapreso una ricerca basata sull’alterità della figura umana, sulla memoria personale e collettiva tramite l’utilizzo della tecnica del calco. Ha partecipato a: 51a edizione del Premio Campigna alla Galleria d’Arte Contemporanea Vero Stoppioni di S. Sofia e Open 12, Esposizione Internazionale di Sculture all’Isola di San Servolo di Venezia nel 2009. Inoltre, nel 2011 ha vinto la prima edizione del Premio OPERA alla Biblioteca Oriani di Ravenna.

Le mostre di Luca Freschi

Le recenti mostre personali sono: Vanitas, AimoRoom, Lugano, Svizzera, Frammenti, MAF di Forlimpopoli (FC), Archetipi del contemporaneo, UMA Gallery, Novara nel 2022. Nel 2019 Nec spe nec metu, Palazzo del Monte di Pietà, Forlì, nel 2018 Rust Never Sleeps, Zeit Gallery Pietrasanta. Volatili apparenze al Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto e Lacrimae Rerum alla Galleria dell’Immagine di Rimini nel 2014. Fra le collettive ci sono: Border Line Art Festival Palazzo dei Musei, Varallo, Ultraromanticismo Rocca di Vignola nel 2022, Cuatro Series Galeria Lucia Duenas, Oviedo 2021. Nature inquiete Monastero di Camaldoli nel 2021, Chiesa di Santa Maria dell’Angelo, Faenza nel 2020. Nel 2020 è invitato al MAC di Lissone con la sua Installazione Asàratos òikose. Inoltre il suo progetto Cariatidi è ospitato al Museo Ebraico di Bologna. Vive e lavora a Meldola.

Immagine da cartella stampa.