Louis Vuitton Parigi Fashion Week: la parola d’ordine è “genderless”

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Louis Vuitton - Parigi Fashion Week 2020
Louis Vuitton - Parigi Fashion Week 2020

Louis Vuitton a Parigi Fashion Week 2020. Si è svolta nella giornata di martedì 6 ottobre la sfilata del noto brand francese Louis Vuitton. A conclusione della settimana della moda parigina, Louis Vuitton presenta la sua nuova collezione donna Primavera-Estate 2021. La casa di moda sceglie un défilé tradizionale, dal vivo, pur realizzando un perfetto equilibrio tra fisico e digitale. Infatti, le modelle hanno solcato la passerella dinnanzi ad un pubblico di 200 spettatori, in presenza. Lo show è stato altresì trasmesso in streaming in modalità interattiva. Il pubblico da casa, infatti, poteva interagire direttamente avendo la possibilità di scegliere l’angolazione delle telecamere per osservare la sfilata. Fanno da teatro al défilé dello storico marchio gli spazi de La Samaritaine, che un tempo ospitava i primi grandi magazzini di Parigi.

Oggi, riapre le sue porte al pubblico dopo quindici anni di chiusura, sotto una luce rinnovata, grazie ai lavori di ristrutturazione dell’opulente struttura architettonica, finanziati da Bernard Arnault. Sullo sfondo, a fare da scenografia, le immagini dal film “Il cielo sopra Berlino“.

Louis Vuitton Parigi Fashion Week: Nicolas Ghesquière

Il direttore creativo di Louis Vuitton, Nicolas Ghesquière, presenta la nuova collezione donna per la Primavera-Estate 2021 portando sotto gli occhi dei più l’idea trainante della sua creatività. La nuova linea, pensata per il guardaroba femminile firmata Louis Vuitton, è a dir poco innovativa. L’intero progetto poggia su un assunto di base e che risiede nella domanda, che lo stilista si pone, “A cosa assomiglia un indumento che sta nel mezzo? Quale taglio può fondere il maschile e il femminile? In quale guardaroba può stare bene?“. Il tema dominante della sfilata è infatti il genderless. L’idea che ha ispirato Nicolas Ghesquière prende forma nel creare una moda che vada oltre i confini imposti dal genere, uomo – donna. L’ambizione qui consiste nel riuscire a trovare il punto di incontro in cui il guardaroba femminile e quello prettamente maschile si fondono, dando vita a una moda non più binaria.

Louis Vuitton a Parigi Fashion Week 2020: sperimentare il genderless

Le modelle che solcano, con passo deciso e con aria di “sfida”, la passerella indossando gli abiti della nuova collezione di Louis Vuitton sono caratterizzate da tratti fisici tipicamente androgini. Scelta assolutamente non casuale, quella di Nicolas Ghesquière, creatore di una linea d’abbigliamento che abbraccia il principio di gender-fluid. Termine ormai in via di diffusione negli ambienti del fashion system, dal momento in cui diversi brand guardano in questa direzione. Siginfica guardare ad una moda nuova, innovativa e che, in qualche modo, oltrepassi i limiti fissati tra capi femminili e capi maschili. L’obbiettivo è quello di dimostrare che questi limiti possono essere superati. È possibile trasgredire le regole, creando un nuovo stile.

Ghesquière sostiene infatti, “Più che di ispirazione parlerei di una tematica, estremamente importante, quella del genere. Stiamo andando al di là della semplice idea di una donna che acquisisce potere facendo proprio il guardaroba maschile“. Il coutourier ritiene che la sperimentazione in tal senso apra un mondo di infinite opportunità. Si tratta di una tematica, ad oggi, ancora alquanto inesplorata. È un mondo, in continua evoluzione, quello del genderless, che offre un quantitativo non indifferente di possibilità nuove. “Che spazio c’è per una categoria di abiti che si collocano a metà strada tra il maschile e il femminile? Uno spazio in continua crescita, i cui confini sono sempre più permeabili“. 

Come prende forma lo stile gender-fluid?

Louis Vuitton Parigi Fashion Week 2020- Primavera Estate 2021 Fashion Show

La parola chiave qui non è unisex, perché anche in tal caso si porrebbe un’etichetta laddove, per principio, non è corretto averne. Neutro, fluido e libero sono, invece, le colonne portanti dell’idea in questione. La neutralità, la fluidità del tessuto e del capo, la libertà nell’indossarlo sono le caratteristiche primarie. In tal caso risuona familiare il termine Patchwork, in effetti anche per Louis Vuitton quest’anno è giunto il momento di sperimentare il mix. D’altronde, siamo difronte alla definizione di uno stile completamente nuovo. Parliamo di mix, non soltanto per quanto riguarda i tessuti, le fantasie ed i colori. Il mix concerne anche i capi d’abbigliamento stessi, che scoprono nuovi abbinamenti, sino ad oggi non considerati possibili. L’eleganza non viene mai a mancare, semplicemente si svela con un nuovo volto. Un volto che sino ad oggi non avevamo ancora conosciuto.

Pezzi e capi iconici, sfilata Louis Vuitton Parigi Fashion Week 2020

Il principio cardine del gender-fluid, per il brand, è sentirsi a proprio agio, sempre, qualunque cosa si scelga di indossare. Tra i capi maggiormente rivisitati e rielaborati spiccano i pantaloni. In tale contesto, non si pensa solamente ad una donna che indossa liberamente pantaloni dal taglio maschile. La concezione va ben oltre. Si tratta infatti di pantaloni che possono essere indossati da uomini e donne, permettendo loro di esprimere al meglio il proprio stile e dunque vivendo in svariate modalità. Larghi, comodi ma eleganti liberano le forme da ogni costrizione, che siano jeans, bermuda o pantaloni tailleur. La fusione tra maschile e femminile si completa con il mix tra tessuti e dettagli. L’accostamento insolito di materiali quali il jacquard ed il pizzo, il macramé, i ricami e i dettagli in pelle.

Louis Vuitton osa anche con il colore. Argento vivo, paillette luccicanti che esprimono vivacità e dinamicità. Conferiscono ai look una marcia in più. Altro capo d’abbigliamento che domina la sfilata sono i maglioni. Volutamente oversize, rispecchiano il medesimo principio di comodità che vale per i pantaloni. Comodità è, infatti, un’altra delle parole d’ordine. Anche le t-shirt sono ampiamente riproposte, abbinate ai jeans, di varia lunghezza, così come ai tailleur, sfoderando un mix di eleganza e casual. Non mancano gli abiti, che corti o lunghi, svelano una libertà delle forme all’avanguardia. Eleganti sì, ma non fastosi, sportivi ed adatti al giorno. Semplici, sobri ma di classe. Giacche, capi spalla e cappotti, lunghi ed aperti, completano gli outfit.

Accessori e calzature

Cinture alte a evidenziare il punto vita su pantaloni ampi e morbidi. Di varie forme, colori e fantasie compaiono sulla quasi totalità degli outfit in passerella. Calzature prive di tacco, raso terra, si accompagnano a décolleté con il tacco e la punta rivolta all’insù. Le acconciature lasciano i capelli liberi, naturali. Nessuna pettinatura rigida ed impostata, nessun particolare accessorio tra le chiome delle modelle. Niente copricapo, cappellini o fasce. Libertà anche qui, i capelli lunghi o corti non ha importanza, esprimono fluidità e naturalezza.

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