Louis Vuitton allarga il mercato, prossimo acquisto Tiffany

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Tiffany
La multinazionale LVMH vuole espandere il suo gruppo acquistando Tiffany

Secondo quanto riportato dal giornale Firstpost., LVMH – proprietario di Louis Vuitton – si sarebbe avvicinato al famoso brand di gioielli Tiffany & Co.

L’offerta preliminare parrebbe essere stata avanzata a inizio mese, senza porre vincoli all’azienda di gioielli. Il prezzo si aggirerebbe attorno ai 14,5 miliardi di dollari, il che non sembrerebbe essere stato apprezzato dalla compagnia di gioielli. L’obiettivo? L’espansione di mercato che da diversi anni ha catturato l’attenzione di LVMH.

Secondo quanto riportato, l’offerta ha valutato Tiffany a circa 120 dollari per azione, mentre le azioni di Tiffany hanno terminato le negoziazioni venerdì a 98,55 dollari.

Tiffany ha quindi assunto dei consulenti per rivedere l’offerta di LVMH, ma non ha ancora risposto, e non c’è certezza che negozierà un accordo.

LVMH, il leader che vuole comprare Tiffany

Tiffany LVMH
La multinazionale LVMH vuole espandere il suo gruppo acquistando Tiffany

LVMH, leader mondiale nel settore del lusso, fondato nel 1987, porta sotto la sua ala firme come Fendi, Christian Dior e Givenchy. In più, possiede anche lo champagne Veuve Cliquot. La multinazionale – il cui nome intero è Moet Hennessy Louis Vuitton SE – si è distinto per diversi anni come uno dei migliori performer nel settore della vendita al dettaglio di lusso, dove non tutte le etichette stanno beneficiando allo stesso livello dal boom dall’appetito cinese per i prodotti di marca.

La multinazionale ha sede a Parigi ed è guidata da Bernard Arnault e dalla sua famiglia.

La risposta di Tiffany

Tiffany – catena che conta 300 negozi al dettaglio in tutto il mondo – non è stato però così resistente. Oltre alle tariffe innescate dalla guerra dei dazi scattata tra Stati Uniti e la Cina, una più bassa imposta cinese sulle vendite interne ha anche contribuito a una riduzione a due cifre delle sue vendite ai turisti cinesi negli Stati Uniti e in altre destinazioni.

I marchi di fascia alta hanno anche fatto affidamento a lungo su Hong Kong come un importante centro commerciale che attira visitatori dalla Cina continenale in particolare, ma quattro mesi di dimostrazioni stanno iniziando a farsi sentire.

Eppure, nonostante i disordini di Hong Kong, LVMH ha superato anche per il terzo trimestre le previsioni di vendita. Anche lo stesso Tiffany, ad agosto, ha registrato utili trimestrali che hanno superato le aspettative, grazie a un calo dei costi di marketing.

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