Lotta per i diritti in Polonia le manifestazioni non si fermano

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Lotta per i diritti in Polonia

Miglia di cittadini scendono quasi ogni giorno in piazza per una lotta per i diritti in Polonia. Da anni il governo polacco sta lavorando per ridurre sempre di più una serie di diritti fondamentali. La scorsa settimana, la Corte Costituzionale, non leggitima, ha dichiarato con una sentenza che l’aborto per scopo terapeutico è anticostituzionale. L’ennesimo colpo a uno stato di diritto precario, in un momento già delicato a causa della pandemia.

Cosa vogliono i cittadini in questa lotta per i diritti in Polonia?

Lo abbiamo chiesto a Ewelina, una delle organizzatrici degli eventi di questi giorni a Cracovia. Ci ha raccontato di come non sia una lotta solo per il diritto all’aborto, ma una lotta per i diritti e per lo stato di diritto, che in Polonia sta scomparendo. Di fatto la Polonia, ormai da una decina di anni, guarda sempre più a est, verso i paesi filorussi e sempre meno a ovest, pur rimanendo parte della Comunità Europea. Questo preoccupa non molto i cittadini, che alle ultime elezioni hanno rieletto il PIS, ma non con un risultato assoluto. Poco meno della metà dei votanti ha infatti scelto l’altro candidato, l’attuale sindaco di Varsavia, Rafał Trzaskowski.

Sempre più cittadini polacchi vedono il governo guidato dal Presidente Duda come estremista e pericoloso. Sperano in un aiuto concreto da parte dell’Unione Europea che ad ora ha dimostrato però di avere poco polso. Si pensi alla questione delle zone LGBT Free istituite in diversi comuni polacchi. L’UE ha varato alcune sanzioni, di poco conto, verso due comuni bloccando l’erogazione di qualche fondo comunitario. Poi ha versato milioni di Euro alla Polonia per la realizzazione di nuove infrastrutture.

L’intervista a Ewelina Pytel

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