L’oscurantismo cinese minaccia Hong Kong Watch

Hong Kong ha minacciato l'Ong pro democrazia, con sede in Gran Bretagna, di mettere in pericolo la sicurezza nazionale della Colonia cinese

0
404
Hong Kong Watch

Il watchdog Hong Kong Watch, con sede nel Regno Unito, afferma che il Security Bureau di Hong Kong ha minacciato il suo fondatore con la prigione e multe per aver presumibilmente violato la legge sulla sicurezza nazionale della città. Le autorità locali hanno accusato il gruppo di interferenza e hanno detto che la legge si applica in tutto il mondo.

Che cosa è Hong Kong Watch?

Hong Kong Watch è un’organizzazione non governativa con sede nel Regno Unito. Questa è stata fondata per monitorare le condizioni dei diritti umani, delle libertà e dello stato di diritto a Hong Kong. E per fornire analisi indipendenti e complete sulla libertà e i diritti umani ad Hong Kong. Il fondatore dell’organizzazione, nata l’11 dicembre 2017, è l’attivista britannico Benedict Rogers. Nell’estate del 2020, la leadership di Hong Kong Watch ha lavorato con diversi gruppi pro diritti umani per creare l’Alleanza interparlamentare sulla Cina, un gruppo di pressione globale, che sostiene i diritti umani in Cina, in particolare per quanto riguarda il genocidio degli Uiguri e la democrazie in bilico ad Hong Kong e Taiwan.


L’oscurantismo cinese ad Hong Kong


Perché è Hong Kong Watch è accusata di attentare alla sicurezza di Hong Kong?

Le accuse per l’Ong britannica riguardano la presunta collusione con forze straniere. La polizia ha avvertito che il fondatore potrebbe essere punito con l’ergastolo e una multa di 100.000 HK$. Nella lettera pubblicata dal network Hong Kong Free Press si legge che: “L’indagine criminale rivela che HK Watch si è impegnata in attività e contenuti che interferiscono seriamente negli affari della RAS -Regione ad Amministrazione Speciale- di Hong Kong e mettono in pericolo la sicurezza nazionale della Repubblica Popolare Cinese”. Inoltre, “tali atti e attività, tra cui far pressione su paesi stranieri per imporre sanzioni e impegnarsi in attività ostili contro la Cina, e disturbare la formulazione e l’attuazione di leggi o politiche da parte del governo della RAS, costituiscono il reato di collusione contrario all’articolo 29 della legge sulla sicurezza nazionale”. Però, la lettera non specificava quali contenuti le autorità trovavano problematici sul sito. Difatti, sono stati inclusi come “prova” solamente degli screen grabs di pagine tra cui una intitolata “Free Hong Kong Political Prisoners”.

Quale è la risposta di Hong Kong Watch?

Il fondatore Rogers ha rifiutato di chiudere il sito e nella propria dichiarazione ha espresso tutto il suo disappunto riguardo la legge di sicurezza nazionale. “La minaccia ad una ONG con sede all’estero di sanzioni e prigione, solo per aver riferito sulla situazione dei diritti umani a Hong Kong, è l’espressione di quanto la legge sulla sicurezza nazionale sia pericolosa. Non saremo messi a tacere da un apparato di sicurezza autoritario. Tale apparato ha già innescato una rapida migrazione di massa fuori dalla città e represso la società civile”. La minaccia al Sito di HK Watch ha innescato un’ondata di timori riguardo una maggiore censura di internet. Infatti, una manciata di siti web pro-democrazia e legati a Taiwan sono diventati inaccessibili dall’implementazione della legge imposta da Pechino due anni fa. Tuttavia, il sito è ancora fruibile tramite strumenti di circumnavigazione VPN e rimane disponibile tramite alcuni fornitori di servizi internet.

https://twitter.com/trussliz/status/1503267074839400450

La condanna internazionale

Il ministro degli Esteri britannico, Liz Truss, ha valutato come: “ingiustificabile l’azione intrapresa contro la Ong con sede in UK. E’ chiaramente una mossa cinese per mettere a tacere coloro che si battono per i diritti umani a Hong Kong. Questo è inaccettabile e non avrà mai successo”. Anche, l’ex governatore coloniale di Hong Kong Chris Patten ha dichiarato che: “Questo è un altro atto vergognoso, esempio degli amici del signor Putin a Pechino e dei loro quisling a Hong Kong che cercano non solo di eliminare la libertà di espressione e di informazione a Hong Kong, ma anche di internazionalizzare la loro campagna contro le prove, la libertà e l’onestà”.

La legittimazione patriottica del provvedimento

L’articolo 43 della legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong legittimerebbe il provvedimento. Si legge che: “la polizia può richiedere ai fornitori di servizi di intraprendere un’azione di disabilitazione dei messaggi elettronici su una piattaforma elettronica la cui pubblicazione può costituire un reato che mette in pericolo la sicurezza nazionale”, aggiungendo che “il pubblico può continuare a usare internet legalmente e non sarà colpito”.


La legge sulla sicurezza nazionale e i primi arresti


La legge sempre più stringente

Nel giugno 2020, Pechino ha inserito la legislazione sulla sicurezza nazionale direttamente nella mini-costituzione di Hong Kong. La Cina ci è riuscita solo bypassando la legislatura locale, ciò ha portato a grandi proteste e disordini pro-democrazia. La legge ha criminalizzato la sovversione, la secessione, la collusione con forze straniere e gli atti terroristici. Dando alla polizia nuovi poteri, allarmando i democratici, i gruppi della società civile e i partner commerciali, poiché tali leggi erano già ampiamente utilizzate per mettere a tacere e punire i dissidenti nella Cina continentale.