L’Orrore numero 91

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L'Orrore numero 91

L’Orrore numero 91, la raccolta di racconti brevi di Paolo Ferrara tra paura e orrore, brivido e terrore.  Perché la razionalità non riesce  a spiegare la paura, figuriamoci l’orrore…

 

Se la paura fa novanta, l’orrore fa 91.  La raccolta di racconti di Paolo Ferrara (La Strada per Babilonia edizioni) può collocarsi nel novero della letteratura horror, quella che mira a suscitare paura e angoscia, lasciando al lettore un senso di inquietudine. Nelle storie raccontate da Paolo Ferrara compaiono alcuni degli archetipi peculiari di questo genere e che lo differenziano dagli altri con i quali, pur essendoci delle analogie, viene spesso confuso.

L'Orrore numero 91La raccolta si apre con il racconto che dà il titolo alla raccolta, con la famiglia Loomis, divisa in tre stanze. Sin dalle prime pagine il lettore si trova catapultato in tempi e spazi annullati dall’orrore. Una dimensione nuova, lontana e sfumata, addentrata nei territori dell’impossibile. E’ più in là che incontriamo la famiglia Thompson e poi ancora in un rapido susseguirsi la famiglia Lake con la madre Pamela che “si è trascinata fino al divano con gli ultimi respiri, lenta”, il padre Bell, con “le gambe perfettamente accomodate, troncate da un ruvido taglio netto a metà”.

Cosa hanno in comune queste famiglie? Cosa le accomuna al numero 91? Perché trovano la sintesi della loro esistenza intorno all’orrore?

Racconti sfumati dalla nebbia e nella nebbia: diverse tra loro, ma nei racconti di Ferrara ci sono diverse citazioni, naturalmente consapevoli da parte dell’autore, che esprime così la simbologia di questo tipico agente atmosferico. Anche Umberto Eco, in un articolo su Repubblica scrisse qualche riflessione sul perchè amasse molto scrivere di nebbia: “mi è capitato pertanto di scrivere ogni tanto della nebbia (a iniziare da una orribile poesia scritta all’età di sedici anni) e, non appena ho iniziato a scrivere romanzi, un po’ di nebbia ne ho messa ogni volta che ho potuto”.

L’orrore va oltre la paura. Il novantuno viene dopo il novanta. Pur trovando comunanza nello stesso campo semantico, paura e orrore implicano diversi significati: l’orrore prende corpo quando l’umanità è indolente, inconsapevole della sua vulnerabilità, disintegrata e frantumata ma al tempo stesso spettatrice della sua polverizzazione. Un’umanità sfigurata dall’orrore: chi sopravvive continua a rimanere nascosto a contemplare il male, come percorso necessario per la conoscenza del sé. Necessario perchè diverso da così non potrebbe essere.

Paolo Ferrara è nato nel 1977. Bolognese di nascita e torinese di adozione, spazia dalla narrativa al teatro, dal fumetto al cortometraggio: certamente le pagine della sua seppur breve ma quanto mai intensa raccolta, sono la testimonianza di un’esperienza vasta e diversificata, varia e stimolante.

 

 

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