Lorenzo de’ Medici: uomo tra cultura e potere

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lorenzo de' medici

Poche famiglie rivoluzionarono così profondamente il panorama politico, artistico e letterario italiano quanto i Medici. Firenze, infatti, fu sicuramente la loro culla natia ma non l’unica città a godere del frutto dei loro alti intelletti. Oggi, tuttavia, nell’anniversario della sua nascita avvenuta il 1 gennaio 1449, citiamo il più Magnifico tra loro: Lorenzo de’ Medici.

Chi era Lorenzo de’ Medici?

“Quant’è bella giovinezza,
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non v’è certezza”, diceva lui nel suo Trionfo di Bacco e Arianna. Umanista, scrittore, politico, poeta: dopo la morte di suo padre Piero,Lorenzo e suo fratello Giuliano diventarono signori assoluti di Firenze. Di certo non possiamo dire che questo fu un compito facile: il peso del nome Medici gravava su di lui per importanza e rispetto e tale doveva rimanere. Le ribellioni delle città conquistate come Prato o Volterra, i difficili rapporti con il Papa, il sottile equilibrio che minacciava sempre di rompersi della Lega Italica.

I Medici: la serie

Chi ha visto la serie tv dedicata alla famiglia, piccolo gioiellino che ci ha aiutato a riscoprire questa antica storia che ancora aleggia nella storia e nell’arte italiana, ricorderà con dolore la Congiura dei Pazzi del 1478. La congiura aveva il chiaro sostegno del Papa Sisto IV, del Re di Napoli Ferrante d’Aragona e di tutti coloro che i Medici si erano inimicati. Durante questa congiura, Giuliano de’ Medici perse la vita. Lorenzo è descritto come un uomo colto, carismatico, che sapeva attrarre le persone a sé grazie alle sue parole ma anche un amante dell’arte. Lui stesso portò all’interno della sua casa i massimi esponenti del genio del Rinascimento italiano come Poliziano, Ficino, Botticelli, Michelangelo.

La morte

La sua morte portò, avvenuta l’8 aprile del 1492, portò un vuoto incolmabile nel cuore di Firenzesuo figlio Piero tentò di prenderne il posto ma il popolo non lo accettò mai come sostituto di suo padre e preferì consegnare la città a Girolamo Savonarola, successivamente impiccato. La penisola aveva così perduto uno dei suoi più ardenti protettori: questo lasciò la via libera all’arrivo di Carlo VIII di Francia.

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