Lorenzo de’ Medici, ricorre oggi l’anniversario della morte del Signore di Firenze

Ricordiamo un umanista, politico, uomo di spicco del Rinascimento; con il Magnifico si raggiunse la massima fioritura artistica

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Lorenzo de' Medici

9 aprile 1492: giorno in cui Lorenzo de’ Medici lasciò per sempre la sua Firenze

Sì, Lorenzo de’ Medici la sentiva Firenze, la sentiva e la viveva come si sente e si vive una persona. Il Magnifico dedicò tutta la sua vita alla città; si dedicò all’arte, alla politica e alla cultura fiorentina, cultura che nella seconda metà del 400 non aveva eguali in nessuna altra parte del mondo. Lorenzo dunque si consumò in nome della magnificenza fino alla fine dei suoi giorni, fine a cui giunse il 9 aprile 1492 a causa di una terribile gotta.

Lorenzo de’ Medici

Lorenzo de’ Medici, Lorenzo il Magnifico, politico, mecenate, umanista, tra gli uomini più significativi del Rinascimento, nacque il 1° gennaio 1449 a Firenze da Piero di Cosimo de’ Medici e da Lucrezia Tornabuoni. Lorenzo fu educato secondo i principi dell’umanesimo e crebbe tra la politica, la filosofia, le lettere antiche e la poesia e nella casata più potente di Firenze. Il Magnifico sposò Clarice Orsini, figlia di un nobile romano e nipote di un cardinale. Quando Piero de’ Medici morì, Lorenzo divenne, insieme con il fratello Giuliano, Signore de facto della città. Il giovane dunque entrò nel Governo della signoria e divenne presto un paladino del popolo fiorentino.

Lorenzo il Magnifico

Lorenzo de’ Medici e le istituzioni repubblicane

Quando Lorenzo de’ Medici mosse i passi nella politica fiorentina divenne subito “amico” del popolo, offrì appoggio alla gente comune e quindi in breve tempo, acclamato e ammirato, divenne la personalità di spicco della politica e della società di Firenze. Il magnifico umanista, in un’epoca in cui la chiesa esercitava una forte influenza, si battè per liberare uno spirito laico e soprattutto per glorificare la cultura rinascimentale. Lorenzo fu attratto dal nuovo spirito umanistico e riformò le istituzioni repubblicane.

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Lorenzo il mecenate

Lorenzo fu un appassionato protettore di artisti. Nel suo castello e nei suoi giardini si formarono e si espressero i più importati artisti del Rinascimento; il signore di Firenze ha certamente contribuito a rendere eterna l’arte. Botticelli, sotto la protezione di Lorenzo, espresse liberamente la sua arte rivoluzionaria e diede vita ad uno dei dipinti più belli e importanti di tutta la storia dell’umanità: La Primavera.

I Medici e i Pazzi

La città di Firenze si trovò spesso in balia di lotte per il potere. Tra le tante rivalità spiccava quella tra la casata medicea e quella dei Pazzi. La casata dei Pazzi fu una nobile famiglia: dopo i medici, la più ricca. Quando Lorenzo assunse il controllo della Signoria escluse i Pazzi da ogni incarico governativo; i Pazzi quindi decisero di reagire per prendere i pieni poteri, decisero di sterminare la famiglia avversaria. Il complotto dei Pazzi, passato alla storia come Congiura dei Pazzi, fu un piano sanguinario e sacrilego: il 26 aprile 1478, giorno della Santa Pasqua, nella Chiesa Santa Maria del Fiore, i cospiratori colpirono a morte Giuliano de’ Medici, volevano uccidere anche Lorenzo ma non ci riuscirono. Dopo il complotto, Lorenzo il Magnifico ordinò l’esecuzione per tutti gli uomini della dinastia Pazzi.

Lorenzo il Magnifico, dopo la congiura dei Pazzi

Dopo la morte di Giuliano, Lorenzo pensò solo alla salvaguardia di Firenze. Il Magnifico concentrò tutto il potere nelle sue mani e guidò personalmente Firenze; concordò trattati di pace con le altre potenze ostili e riuscì a mantenere sempre equilibrati i rapporti con la Chiesa. Lorenzo non abbandonò mai l’arte e la cultura anzi ne fu sempre promotore e amante; si circondò sempre di libri, sculture e dipinti. Ci fu però, al tempo dello splendore mediceo, chi ripudiò l’arte considerandola spregiudicata e senza Dio: questi fu il monaco Girolamo Savonarola.

Savonarola e il Magnifico

Savonarola, monaco domenicano, criticò Firenze e soprattutto Lorenzo e la sua idea di libertà intellettuale. Girolamo Savonarola fu contrario a ogni forma d’arte; per lui le opere d’arte non dovevano rappresentare nudi poichè lascivi e peccaminosi. Il monaco inoltre ritenne offensiva l’emancipazione espressa dal Rinascimento fiorentino.

Gli ultimi anni di Lorenzo de’ Medici

Nel 1488 Clarice Orsini, moglie di Lorenzo de’ Medici, morì e il Magnifico cadde in una profonda angoscia. Il signore di Firenze trascurò il suo impero economico e una buona parte del popolo fiorentino iniziò a seguire le prediche di Savonarola. Quattro anni dopo la morte di Clarice, Lorenzo si ammalò gravemente e morì. Sul suo letto di morte spirò tra il tormento e l’angoscia ma fu anche felice, felice della storia che scrisse: storia di bellezza, di arte, storia eterna e forse ineguagliabile.

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