Un’esperienza unica, tra i ghiacciai del Circolo Polare Artico. Un percorso di circa 300 km a bordo di una slitta trainata da cani alla scoperta della natura incontaminata di un luogo ai confini del mondo. E’ il Fjällräven Polar, un evento outdoor invernale creato nel 1997 da una storica azienda svedese produttrice di abbigliamento e attrezzatura outdoor. Una vera e propria sfida per 20 persone comuni, da vivere in un territorio che mette a dura prova per le sue temperature rigide e per gli ostacoli naturali che si possono incontrare sul cammino. Fjällräven Polar nasce proprio per incoraggiare e sostenere le attività all’aria aperta e a contatto con la natura, con l’obiettivo di dimostrare che, con la giusta preparazione e il giusto equipaggiamento, chiunque può prendere parte a un’avventura invernale in condizioni ambientali estreme.

alt="Fjällräven Polar"

Un ragazzo italiano a Fjällräven Polar 2019

Quest’anno, per la prima volta da quando è nato questo progetto, c’è anche un ragazzo italiano tra i 20 partecipanti. Il suo nome è Lorenzo Bertolotto, ha 29 anni ed è originario di Torino. Laureato in architettura alla Cooper Union di New Yorw, Lorenzo ha vissuto un’esperienza da vero cowboy in un ranch del Montana. Attualmente, invece, lavora a Rotterdam in uno studio di architettura e paesaggistica. Lorenzo ha partecipato alla selezione per la seconda volta, inviando il suo video di presentazione. La prima volta non è riuscito a passare la selezione, ma quest’anno, spinto dalla voglia di provare una sfida avvincente, ha realizzato un video di auto presentazione che ha sbaragliato gli oltre 2180 aspiranti partecipanti, conquistando la giuria del concorso.

alt="Lorenzo Bertolotto"

Tornato da qualche settimana dall’avventura del Fjällräven Polar 2019, Lorenzo Bertolotto ha condiviso con noi alcune impressioni.

Lorenzo, sei appena rientrato da una bella avventura. Cosa ti ha spinto a partecipare al progetto Fjällräven Polar 2019?

Ho letto un articolo a proposito su La Stampa, e non ho visto nessuna ragione per non provare a partecipare. Quanto spesso capita che una azienda cerchi 20 persone da tutto il mondo senza esperienza, per percorrere 300+ km nell’artico coi cani da slitta? In più mi era venuta in mente un’idea divertente per il mio video di presentazione: ho pensato di fare un video divertente su come sopravvivo in ufficio. L’anno scorso, al primo tentativo, non ho raccolto molti voti e non sono stato selezionato, ma ho poi utilizzato il video come lettera di presentazione quando ho fatto domanda per il mio lavoro attuale. Ai capi è piaciuto abbastanza da chiamarmi per un colloquio e darmi un lavoro.

Il Circolo Polare Artico era tra i tuoi sogni nel cassetto?

Prima di Fjällräven Polar no. Non mi era nemmeno venuto in mente. Poi, vedendo i video e le esperienze delle edizioni precedenti, il desiderio di partecipare è cresciuto sempre di più. In qualche modo, il vero sogno nel cassetto era di partecipare a Polar piuttosto che andare di per sé nel Circolo Artico. È un’esperienza totalmente diversa.

Qual è stato, secondo te, l’elemento determinante del video che hai realizzato e che ti ha portato alla selezione?

Ho guardato i video degli altri e ho fatto l’opposto. Al posto di parlare di cani, ho parlato delle pecore che gestisco sul Dakpark (il tetto verde più grande d’Europa) per aumentare la biodiversità; invece di mostrare viaggi in posti esotici, ho spiegato il mio lavoro quotidiano da De Urbanisten come progettista urbano e del paesaggio per fronteggiare i cambiamenti climatici; anziché dire quanto fossi fanatico della neve, ho detto che mi piaceva il gelato; piuttosto di dire quanto mi farebbe felice partecipare a Fjällräven Polar, ho detto che quello che fai il resto dell’anno è molto più importante. Siccome le possibilità di vincere sono molto limitate, mi sono detto che il video dovesse essere prima di tutto un’opportunità per rimanere in contatto con i miei amici, e che creasse per me un valore aggiuntivo, al di fuori della spedizione artica. Qualcosa che potessi usare per me stesso anche se non avessi vinto.

Cosa hai provato quando sei partito dalla Norvegia per iniziare con i tuoi compagni di viaggio la vera e propria spedizione?

I primi momenti in slitta, pensi solo a cercare di stare in piedi e trovare il freno mentre i cani tirano come pazzi. All’inizio ti prende alla sprovvista la forza e la velocità con cui tirano te e la slitta. Non ho nemmeno avuto il tempo di capire come usare il freno, che ho anche investito uno dei cameraman mentre tagliavo la linea di partenza! Centrato in pieno! Per fortuna non si è fatto male. Poco dopo, su una curva in salita la slitta ha chiuso molto più di quanto mi aspettassi, e sono rotolato di qualche metro nella valle. Poi, appena ti prende la mano e hai tempo di guardarti attorno, puoi finalmente riflettere su quanto sei fortunato e in quale situazione surreale sei capitato.

Quali compiti hai svolto durante la spedizione e come vi siete organizzati?

Eravamo suddivisi in squadre da 4 persone e a seconda della situazione, ci aiutavamo a vicenda a svolgere tutti i compiti. Legare i cani alla slitta la mattina, slegarli e coprirli con la copertina la sera, preparare la loro colazione e cena, pulire i loro bisogni la mattina, montare e smontare le tende, costruire la cucina con la neve, scogliere la neve e scaldare l’acqua per i nostri pasti. Solitamente ci dividevamo in gruppi di due, e poi, se qualcuno finiva prima andava ad aiutare gli altri.

Cosa ti ha colpito di questa esperienza?

Penso che questo sia il viaggio più bello che abbia mai fatto. Potrei parlare dei paesaggi indimenticabili, della vista dall’aereo dei fiordi innevati che si tuffano nel mare, dei movimenti imprevedibili dell’aurora boreale, della passione delle nostre guide nell’insegnare a dei totali inesperti come guidare una slitta e come sopravvivere nella neve, o dei momenti immerso nel silenzio della slitta che scivola sulla neve, libero da ogni pensiero. Ma preferisco dire che finisco questo viaggio con una nuova famiglia. Come gruppo, in pochissimo tempo siamo passati da perfetti sconosciuti ad amici che rimarranno in contatto per molti anni a venire. Sono sicuro che molti compagni di Polar diventeranno grandi compagni di passeggiate e avventure future. Abbiamo già in programma in molti di partecipare al Fjällräven Classic in Svezia questo agosto, una camminata di 110 km tra Kiruna ed il Parco National Abisko. Inoltre, finisco questo viaggio con molta più confidenza nel vivere esperienze all’aperto anche in inverno. Non mi farò problemi a passare una notte in tenda sulla neve.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here