Loghi oleografici di Naumann e il neomorfismo

Il designer tedesco ha realizzato un progetto con cui ha dato un'interpretazione personale dei simboli dei brands

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Le immagini dei brands assumono tridimensionalità e riflettono la luce nei loghi oleografici di Martin Naumann. Il designer ha lavorato a un progetto per creare le immagini che rappresentano un marchio, utilizzando un approccio scientifico.


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Quale metodo ha impiegato per realizzare i suoi loghi oleografici?

Lo stile grafico che Martin Naumann utilizza è il neomorfismo degli elementi di un’interfaccia. Un design minimal e pulito che trova applicazione nei sistemi operativi dei dispositivi mobili: bottoni e barre di caricamento. La semplicità e l’immediatezza, le forme lineari e geometriche sono la base per realizzare tool che contribuiscono a migliorare la user experience. L’artista attinge quindi al repertorio di Os di Apple o Microsoft per il suo progetto “100 logos”.

La tecnica di Martin Naumann per creare loghi oleografici

Il designer ha deciso di generare oggetti per le interfacce grafiche nel packaging e branding. La sua idea ha trovato il riscontro del pubblico e delle aziende per cui ha realizzato i loghi. I brands di Nike, Apple e Google assumono una consistenza metallica ed emergono da sfondi che sembrano fluidi. Naumann progetta parametricamente cioè definendo curve e superfici in base a variabili indipendenti. Il risultato sono immagini di maggiore impatto e dalle texture cromate.

Martin Naumann

Ha cominciato a lavorare nel campo del design realizzando le copertine degli album di alcuni artisti. Poi ha ampliato la sua cerchia di contatti avviando collaborazioni con aziende di servizi. Ha uno studio a Dessau in Germania ed è consulente anche a Düsseldorf e Amsterdam. Naumann ha studiato all’Università di Scienze applicate del centro urbano in cui ha sede la sua attività. Ha ottenuto anche riconoscimenti in contest a livello studentesco e il terzo posto al Napa Baltic Packaging design Award nella categoria snacks.

Il progetto “100 logos”

Ha sviluppato l’idea cominciando col sistema tipotico per esplorare le possibilità dell’utilizzo delle lettere. Poi ha lavorato coi loghi dei brands, dando un’interpretazione personale alle immagini. Ha quindi utilizzando lo stile del neumorfismo, finalizzato all’interazione con l’osservatore.