Il fatto è accaduto nella sede staccata dell’istituto “Einaudi” di Lodi

Fatto sconcertante presso la sede staccata di un’istituto superiore di Lodi. La madre di una studentessa di 17 anni di Caselle Lurani, paese in provincia di Lodi, si è presentata presso la scuola nella mattinata di giovedì 2 maggio per protestare contro la sospensione disciplinare della figlia. La signora, dopo aver chiesto spiegazioni  alla professoressa Vittoria Bellini, che oltre ad insegnare diritto ed economia è anche referente presso la succursale, ha aggredito fisicamente l’insegnante con dei pugni e le avrebbe tirato addosso anche una sedia oltre ad averla insultata. Solamente l’intervento dei colleghi dell’insegnate e dei collaboratori scolastici ha posto fine all’aggressione.

L’autrice dell’aggressione si è poi dileguata e la professoressa è stata trasportata da un’ambulanza del 118 al pronto soccorso dell’ospedale maggiore di Lodi dove le hanno dato una prognosi di alcuni giorni.

Nella mattinata di venerdì 3 maggio, l’insegnante si è recata in Questura con il dirigente scolastico Francesco Terracina per sporgere denuncia per l’aggressione subita. Saranno ora le indagini della squadra mobile di Lodi a far luce su quanto accaduto la mattina di giovedì.

La ragazza è stata sospesa 15 giorni

Da quanto si apprende dal quotidiano “il Cittadino”, la ragazza, pluriripetente, frequentava la classe prima, il consiglio di classe aveva deciso di sospenderla per 15 giorni per alcuni comportamenti poco idonei alla vita scolastica. Proprio giovedì 3 maggio sarebbe iniziato il periodo di sospensione dalle lezioni.

Solidarietà dal mondo politico e istituzionale

Tanti i messaggi e i gesti di solidarietà verso Vittoria Bellini. Nella giornata di venerdì, il ministro dell’istruzione Marco Bussetti ha chiamato la docente per esprimerle la sua vicinanza. Lo stesso ministro ha inoltre annunciato una visita presso la scuola di lodi teatro dell’aggressione per lunedì 6 maggio.

Il Prefetto di Lodi Marcello Cardona ha avuto un colloquio telefonico con l’insegnante durante il quale le ha espresso solidarietà, invitandola a presenziare ai festeggiamenti della festa della Repubblica.

Il vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini, informato dell’accaduto, ha tuonato:<< Arresto immediato per la mamma>>

Anche altre organizzazioni del mondo civile e imprenditoriale, tra cui la Confartigianato, hanno mandato messaggi di vicinanza alla docente.

Aggressioni ai docenti sempre più frequenti

Ciò che colpisce l’opinione pubblica sono le sempre più frequenti aggressioni da parte di genitori e alunni verso gli insegnanti.

Nell’ottobre 2017 in una scuola superiore di Mirandola, uno studente quindicenne ha tirato il cestino dei rifiuti addosso all’insegnante che stava spiegando la lezione. Nello stesso periodo a Monserrato, in Sardegna, un alunno, rimproverato dall’insegnante per l’uso del cellulare durante la lezione, reagisce sferrando un pugno in faccia alla stessa docente. Ad Alessandria, nel 2018, alcuni studenti, dopo aver legato un’insegnante con problemi di deambulazione alla sedia della cattedra, hanno iniziato ad insultarla e a prenderla a calci, mentre gli altri compagni riprendevano le violenze con gli smartphone. Sempre nel 2018 a Padova, un’insegnante di inglese è stata aggredita dalla madre di uno studente per un’insufficienza.

Secondo un’indagine della rivista “tuttoscuola”, negli istituti italiani avverrebbero in media quattro aggressioni a settimana. Un dato sconcertante se si pensa che la scuola, oltre ad essere posto formativo, è anche un luogo di crescita personale, di condivisione di idee, di progetti e di aspettative per il futuro.

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