Vent’anni sono molti per un programma televisivo, ma lo sono anche e soprattutto per un programma radiofonico. In questo 2019, dunque, festeggiamo questo prestigioso traguardo per lo Zoo di 105.

Molte cose sono cambiate dalla prima messa in onda del “programma che non piace”, ma fra queste non ci sono i suoi conduttori, o almeno non la squadra che poi si è rivelata vincente.

Gli inizi dello Zoo di 105

A capitanare il tutto fin dagli albori Marco Mazzoli, in concorso con il compianto Leone Di Lernia (mancato il 27 febbraio di due anni fa), insieme vittima e complice degli scherzi più diversi. Ad affiancarli i deejay Paolo Noise, Fabio Alisei e Wender (nome d’arte di Vincenzo Giannatempo), più diversi altri personaggi che sono andati e venuti nel corso degli anni. Giusto per fare qualche nome Herbert Ballerina, Maccio Capatonda, Marco Dona, Squalo, più Pippo Palmieri e Dj Spine impegnati alla regia.

Cos’è lo Zoo di 105?

Ma Lo Zoo di 105 è effettivamente solo un programma o un contenitore radiofonico? Quel che è certo è che la dicitura già citata “Il programma che non piace”, che ricorre in ogni spot o passaggio in radio o televisione, riassume un po’ tutto. Non sono pochi, infatti, i guai che i conduttori hanno dovuto affrontare, anche legali, per scherzi telefonici o dichiarazioni fatte in trasmissione. Questo è, naturalmente, logico e fisiologico quando si ha a che fare col grande pubblico: ma i “cattivi ragazzi” dello Zoo sono tutt’altro che persone senza cuore.

Le dimostrazioni sono molteplici. Dalla mobilitazione per Santina, vittima abituale dei loro scherzi telefonici caduta nella trappola di una truffa, alle parole in ricordo di Leone Di Lernia, entrambe accadute nel 2017.

Fabio Alisei e lo Zoo di 105

Ovviamente, in un gruppo di lavoro così variegato non sono mancati nemmeno i dissapori e le defezioni, a volte durate anche anni (ne è un esempio la fuoriuscita di Fabio Alisei e Paolo Noise nel 2011, ma tornati poi a far parte della squadra nel 2014). E ad un primo ascolto superficiale, lo Zoo può sembrare niente più di un contenitore di volgarità e scenette trash: in verità i suoi conduttori si rivelano essere dei veri professionisti, con dei valori di tutto rispetto. Basta dare un’occhiata alla pagina Facebook di Marco Mazzoli, ad esempio (ma anche a quella ufficiale del programma) per rendersene conto.

Anche se i più sono portati a pensare che lo Zoo abbia perso smalto, soprattutto negli ultimi anni, permangono sempre i fan fedeli che continuano a seguire coloro che sono diventati dei volti noti, degli amici: e trattandosi di intrattenimento, non è poi una cattiva idea per trascorrere due ore senza pensieri.

E così, fra scenette ai limiti del trash, canzoni e film parodiati e telefonate a cittadini ignari, lo Zoo è ancora qui, fra alti e bassi, ma sempre con un unico obiettivo: far divertire. E allora buon compleanno, Zoo di 105, e ancora vent’anni di grandi successi.

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