Lo Zaiet Fest non è solo un festival, è molto di più, è un qualcosa che sollazza l’animo dei metallari brutti sporchi e cattivi ma con in fondo un grande cuore.

Questo festival è nato per ricordare Matteo Fontana (Alias Zaiet), morto troppo giovane a causa di una malattia.
Il ricavato delle vendite andrà in beneficienza, e vi pare poco? No, per questo che voi siate metallari o meno partecipare è quasi un dovere morale.

Zaiet quest’anno avrebbe compiuto 30 anni, e per l’occasione sono state richiamate le band che lui amava. E’ stata una serata emozionante e divertente.

I gruppi sono stati 5:

– Folkstone
– Nanowar Of Steel
– Back to the System
– 5rand

Ottime band, grandi esibizioni.
I 5rand con la bella vocalist dalla voce graffiante e dall’attitude spavalda, sono stati il warm up della serata.

Sono arrivati sul palco per secondi i Back to the System, abruzzesi, cover band dei System of A Down. Con loro continua il surriscaldamento più che altro, visto che dal più giovane al più grande (chiamiamolo così) si son gettati in vorticosi circle pit dove, come ovvio che sia, il più giovane ha avuto la meglio.

Dopo tanti spintoni arrivano loro quelle Bestie di Seitan dei Nanowar of Steel. Probabilmente è anche superfluo dirlo ma, sono stati i veri mattatori della serata, con tutto il rispetto per i Folkstone che sono stati gli headliner.
Sono meravigliosi, sono sarcastici, divertenti, burloni (per usare un termine ripulito), ironici, spaziali, monumentali, e tutto quello che volete.
Il loro repertorio ha viaggiato fra i pezzi più belli e dissacranti del loro ultimo “parto” Stairway to Valhalla, passando per Il Cacciatore della Notte e V per Viennetta.

Il Wall of Love è stato il momento più toccante, in tutti i sensi. Al posto del classico Wall of Death i baldi giovini romani ci hanno insegnato a fare il “muro dell’amore”: Due file, una di fronte all’altra, pronte a corrersi incontro e a gettarsi in un abbraccio caloroso e sudaticcio. Aaaaahhh l’amore.

Immancabile la nuova hit, il vero tormentone estivo: Norwegian Reggaeton. Esatto il raeggseton mescolato con sonorità metal ed un testo fenomenale.

Sono acclamati come veri Dei dell’Olimpo, il pubblico li brama e seguire questi 5 ragazzotti è diventato un “must” per molti. Impossibile rimanere indifferenti alla loro musica e a loro, o li ami o li odi.

Gli headliner dello Zaiet Fest sono stati i Folkstone, grande gruppo folk metal italico, di Bergamo, che con il loro sound dal sapor antico e dalla grinta con cui vengono interpretati i brani, hanno fatto sognare i presenti. Hanno suonato brani del loro nuovo ultimo lavoro Diario di un Ultimo.

E al grido “per chi torniamo qui il prossimo anno?” la risposta sarà sempre e solo “Per Zaiet“.

Al prossimo anno!!

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