Lo stile Steampunk alla fiera Gothika

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Gothika

Uno stile dal sapore antico e polveroso scandito dal tempo

Per la serie di articoli dedicati alla fiera Gothika la più grande d’Italia che, ricordiamolo, non è un evento di cosplay ma un qualcosa che molto più a fondo.
In questo articolo parleremo dello steampunk, e lo faremo con Alessandra Carrer  fondatrice e Presidente dell’associazione culturale Steampunk Nord-Est Italia, e co-autrice con Luigi Garlaschelli del libro “Scienziati Pazzi” Carocci Editore

Lo steampunk è uno stile particolare, personalmente conosco molto poco la filosofia che c’è dietro, tu come ti ci sei avvicinata e da quanto tempo?

Sì, lo steampunk è uno stile particolare e affascinante, ma per comprenderlo al meglio vorrei  fare una breve premessa su cosa sia. Molti pensano che basti indossare un cilindro e buttarsi addosso degli ingranaggi e in attimo diventare steampunks!  In realtà non è proprio così, ma cominciamo dall’inizio.
Lo steampunk nasce come corrente letteraria tra gli anni ‘80 e ’90 ed è proprio in quel periodo che viene coniato il termine “steampunk” da Kevin Wayne Jeter,  scrittore di fantascienza e autore di noti romanzi  tra cui : La notte dei Morlock e Macchine Infernali.
Come citato nel volantino dell’associazione Steampunk Nord-Est, “è una corrente letteraria e artistica che introduce elementi di fantasia o fantascientifici all’interno di uno stile ottocentesco. Quello dello steampunk è un mondo anacronistico nel quale strumenti “moderni” sono ancora azionati da vapore e ingranaggi. Si ispira alle opere di Jules Verne, H.H. Wells e anche di scrittori moderni.

Dalla letteratura si è passati alla creazione di opere artistiche ispirate dai romanzi e poi anche all’abbigliamento. Gli abiti si rifanno al periodo vittoriano, ma attenzione: non è rievocazione storica, nello steampunk, per esempio, i corsetti vengono portati sopra gli abiti, le gonne possono avere il bordo rialzato e scoprire le caviglie (cosa impensabile nell’800) e il tutto è arricchito con accessori fantasiosi.

Questo stile ha anche alcuni “sottogeneri” tra i quali, il più diffuso, è il dieselpunk che arriva fino agli anni ’20 e fa uso anche delle prime applicazioni dell’energia elettrica e dei dirigibili.

Chi  scopre lo steampunk ha spesso già alle spalle un bagaglio di esperienze, di gusto e passione per la fantascienza, ha già in casa oggetti dall’aria retrò e capi d’abbigliamento fuori moda e ama creare oggetti con le proprie mani; queste sono alcune cose che accomunano le persone che sono attratte, come me, da questo fantastico mondo.
Anni fa ho iniziato a frequentare alcuni eventi, ma sentivo che si poteva fare qualcosa di più attivo, di più coinvolgente, ed  è così  che è nata l’idea di creare l’associazione culturale Steampunk Nord-Est  dove tutti gli appassionati di questo genere potessero esprimersi  nell’arte, la letteratura  e la creazione di oggetti e abiti.  Negli anni  l’associazione Steampunk Nord-Est è diventata un punto di riferimento per chi ama vivere e conoscere lo steampunk attivamente.

In Italia quanto è diffuso questo stile?

E’ diffuso in tutto il territorio italiano grazie alla presenza di molte realtà regionali, sia gruppi che singoli; praticamente ci conosciamo tutti!

Avete una sede organizzativa che raccoglie tutti gli Steampunks?

Una sede vera e propria come edificio no, non l’abbiamo ancora.

Ci sono eventi, che non siano solo cosplay, dedicati allo steampunk (in Italia intendo)?

Prima di tutto diciamo che fare steampunk e cosplay sono due cose diverse. Fare cosplay significa copiare in tutto un personaggio dei fumetti o dei cartoni animati (in particolare manga e anime giapponesi) sia nell’aspetto fisico che nell’abbigliamento e negli accessori.  I cosplayer sono dei fantastici artisti che riescono a portare nel mondo reale  dei personaggi  creati dai disegnatori.  Noi steampunk invece ci inventiamo il personaggio da interpretare. Ognuno si può creare un personaggio ispirandosi alla letteratura fantastica e a personaggi vissuti realmente nell’800.
Andando a uno degli eventi di questo stile potremmo incontrare  personaggi di tutti i tipi. Per fare un esempio, un nostro evento che riscuote sempre molto successo è lo “Steampunk Scientific Symposium” dove il Professor Alchemist chiama a sé scienziati pazzi, intrepidi esploratori e inventori folli che presentano ai colleghi le proprie scoperte scientifiche.

Nell’abbigliamento, sia maschile che femminile, si trovano molti elementi particolari che, a me personalmente, ricorda molto il tempo (inteso come orologi e ingranaggi). Ecco lo Steampunk ha a che fare in un qualche modo con il tempo o comunque con la meccanica del tempo?

Nel mondo steampunk tutto funziona e si muove attraverso la forza del vapore e degli ingranaggi.
Negli  outfit sono comuni orologi da taschino o accessori che si muovono tramite degli ingranaggi.  Per questo nello steampunk si vedono molti ingranaggi usati anche solamente come decorazioni sugli abiti. Nel mondo letterario, parlando sempre di questa corrente, troviamo i viaggi nel tempo resi possibili grazie a macchine composte da poltroncine di velluto (nella trasposizione cinematografica della Macchina del tempo di H.G. Wells). Uno dei mie outfit è proprio quello di una Viaggiatrice del tempo, ispirato al romanzo di Wells. Ho creato un bracciale dove tramite una leva aziono degli ingranaggi che fanno muovere un ombrellino d’orato con decorazioni vittoriane che girando fa viaggiare nel tempo.
In un altro mio outfit sono una aviatrice con tanto di occhialoni e grandi ali azionate a vapore.

Ci sarebbe ancora molto da dire ma vi aspettiamo presso il nostro stand alla grande fiera di Gothika 2019  e anche domenica 3 Marzo alla Passeggiata steampunk a Venezia  che organizziamo ormai da anni. Potete trovare tutti i nostri eventi sulla nostra pagina fb https://www.facebook.com/steampunknordest/

E vi invitiamo ad iscrivervi nel nostro gruppo fb aperto a tutti gli appassionati dello steampunk:
https://www.facebook.com/groups/697930456955513/

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