Lo stendardo di Raffaello è in formato elettronico

Un'operazione eseguita in vista del restauro e della mostra “Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo”

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stendardo di Raffaello
L'opera di Raffaello

Digitalizzato in gigapixel lo stendardo di Raffaello. In vista del restauro dell’opera e della mostra in programma a settembre, Haltadefinizione ha riprodotto il labaro in formato elettronico.


“Fanciullo reggifestone” di Raffaello: opera originale


Come si è svolta l’operazione sullo stendardo di Raffaello?

Attraverso l’acquisizione con tecnologia gigapixel, Haltadefinizione ha fotografare lo stato di conservazione prima del restauro. La riproduzione mostra una visione ravvicinata della superficie pittorica. Quindi gli esperti hanno a disposizione una copia in cui mappare le pennellata con precisione nell’ordine di decine di micron. La scansione in alta definizione è un valido supporto per individuare forme di degrado come sollevamenti o distacchi della pellicola.

La copia dello “Sposalizio della Vergine”

L’amministrazione di Città di Castello ha provveduto alla ricollocazione della copia dello “Sposalizio della Vergine” nella chiesa di San Francesco. Lo scorso anno, dopo 222 anni dalla realizzazione del dipinto, il Comune ha posizionato una ricostruzione 3D nella cappella in cui si trovava in origine. Un intervento concluso per la commemorazione dei 500 anni dalla scomparsa di Raffaello. Il generale napoleonico Giuseppe Lechi ha sottratto l’opera al borgo umbro per consegnarlo a Giacomo Sarmazzi della Ripa. Poi Eugene Beauharnais, cognato di Bonaparte l’ha affidato alla Pinacoteca di Brera dove è conservato. Haltadefinizione ha così ampliato il suo catalogo digitale coi capolavori del Maestro urbinate.

L’Urbinate e Città di Castello

Lo Stendardo della Santissima Trinità è uno dei primi lavori attribuiti a Raffaello. Le condizioni dell’opera richiedono un intervento che sarà condotto dall’Istituto superiore per la conservazione e il restauro. Già programmata una mostra sull’opera, “Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo”. Marica Mercalli e Laura Teza di occupano della raccolta dei materiali per l’esposizione che si inaugurerà il 18 settembre alla Pinacoteca locale. “È importante l’intervento di Haltadefinizione sull’insegna per il ruolo che il borgo ha avuto nella vita artistica del grande Raffaello”. Così ha commentato l’assessore alla Cultura Vincenzo Tofanelli. L’amministratore ha NXHW specificato che l’appuntamento approfondisce il periodo di formazione tifernate nell’arte del pittore.

Lo stendardo di Raffaello

Il gonfalone presenta su un lato la “Trinità coi Santi Rocco e Sebastiano” e la “Creazione di Eva dalla costola di Adamo”. In base all’iconografia, la critica l’ha datato al 1499, anno della peste a Città di Castello e sarebbe la prima opera di Raffaello nel borgo. Tuttavia, altri studiosi lo considerano un lavoro successivo alla “Pala di San Nicola da Tolentino”, quindi realizzato nel 1502. I documenti ricordano il labaro nel 1627 attribuendolo all’artista di Urbino. L’insegna era formata da due tele cucite, non come di solito su entrambi i lati del tessuto. Poi è stato diviso e posizionato sugli altari della Santa Trinità e dal 1912 è conservato nella Pinacoteca locale.

Immagine cartella stampa.